Home » Cinema » Azione & Avventura » Venom – La furia di Carnage: la recensione del film diretto da Andy Serkis

7/10 su 3027 voti. Titolo originale: Venom: Let There Be Carnage , uscita: 30-09-2021. Budget: $110,000,000. Regista: Andy Serkis.

Venom – La furia di Carnage: la recensione del film diretto da Andy Serkis

16/10/2021 recensione film di Martina Morini

Tom Hardy e Woody Harrelson sono i protagonisti di un sequel che continua sulla rotta del precedente, snaturando il personaggio dei fumetti in favore di una storia semplice e innocua

venom la furia di carnage film 2021

Se il primo film del 2018 sul simbionte amicone e mangiacervelli diretto da Ruben Fleischer non vi aveva – giustamente – tanto convinti (la recensione), non vi ricrederete molto probabilmente col suo sequel, Venom – La furia di Carnage (Venom: Let There Be Carnage). La carneficina che ci si aspetterebbe dall’avvento di un villain così spietato e sanguinario (nei fumetti) si è espressa in tutta la sua furia esplosiva sulla sceneggiatura, che ha rigurgitato una poltiglia informe che dovrebbe essere una trama, talmente sconnessa da emulare il simbionte quando si ritrova senza una struttura solida da cui trarre nutrimento.

Risulta allora quasi commovente il messaggio del regista Andy Serkis (Mowgli – Il figlio della giungla) che, a inizio film, come a volersi giustificare e scusarsi con gli spettatori in anticipo, augura una buona visione e si prodiga nel sottolineare quanto impegno ci abbia messo nel realizzare questo cinecomic. Il suo tocco non aggiunge purtroppo nulla di particolarmente unico a Venom – La furia di Carnage, limitandosi a svolgere diligentemente il compito in maniera tutto sommato competente, ma nulla più.

venom 2 la furia di carnage poster 2021 filmLa CGI si integra adeguatamente con le scenografie e durante le scene di azione, compreso il combattimento finale (il budget è di 110 milioni di dollari), per un risultato ‘credibile’ a differenza, per dire, dello scontro con Riot nel primo film. Il design di Carnage è più fedele alla controparte disegnata rispetto a quello di Venom, limitandosi a chiacchierare poco e attenendosi al ruolo di pluriomicida schizzato. Completamente – e fastidiosamente – assente è invece il lato più violento e adulto, che sarebbe stato auspicabile in un film che nel titolo presenta il termine ‘carneficina’.

Si intravede si qualche testa mozzata, che viene comunque camuffata da esplosioni nonsense di proporzioni nucleari alla Fast & Furious. Nessuno pretendeva scene alla 88 pazzi di Kill Bill, ma nemmeno vedere Dominic Toretto che salta da un’auto in fiamme dopo aver ribaltato altri quattro veicoli …

Lo stesso Tom Hardy, che riprende i panni di Eddie Brock, ci mette del suo per cercare di giustificare i siparietti aberranti con il fastidioso ‘coinquilino’. Non si capisce perché una creatura aliena parassita si comporti come un moccioso viziato che mangia solo cioccolato, alimento concessogli per evitargli di ingurgitare cervelli umani, giustificato con un ‘colpo di genio medico’ probabilmente suggerito dal Dott. Nick Riviera dei Simpson.

Tre quarti di Venom – La furia di Carnage sono incentrati sul rapporto conflittuale tra i due buddies, che litigano e finiscono poi per separarsi, senza alcuna giustificazione plausibile. A questo allegro siparietto fa da sfondo – quasi per sbaglio – un pluriomicida a piede libero, ma il problema più grande di Eddy (e del pubblico) rimane trovare il modo di disfarsi del petulante alieno nero.

La sensazione di déjà vu emerge prepotentemente – e noiosamente – nel susseguirsi di espressioni facciali del protagonista, che spaziano dalla costipazione alla badassaggine alla Bane quando Eddie trova il coraggio. Ed è encomiabile lo sforzo di Tom Hardy di rendere credibili scenette inguardabili da sitcom con le risate registrare. Ci mette del suo pure la signora Cheng (Peggy Lu) nel dare un ulteriore guizzo alla vena comica di Venom – La furia di Carnage, salvo dissolversi nei cliché della donna asiatica che gestisce un negozietto di alimentari, risultando comunque più credibile – e temibile – del simbionte alieno.

Se tutto questo potrebbe essere sopportato pur storcendo il naso, ad affondare il colpo arriva inesorabile il climax di questi battibecchi sentimentali tra i due amici/nemici: a un certo punto, i due si separano. Venom, finalmente libero, potrebbe così iniziare a causare danni assurdi e cibarsi di cervelli, e invece lo ritroviamo (con tacco 12) in un locale LGBTQ+ a predicare amore e accettazione. A questo punto viene davvero voglia di strappare il biglietto insieme al copione. In sostanza, quindi, le dinamiche tra i due sono – e rimangono – quelle già viste nel primo film.

venom 2 la furia di carnage 2021 filmCi saremmo augurati almeno di vedere il loro rapporto prendere una direzione differente, invece non trovano un nuovo arco narrativo durante il quale evolvere come personaggi. Quando poi Venom ed Eddie fanno naturalmente pace, il simbionte suggerisce un nickname per il duo : “Il protettore letale”, mutuato dalla nota miniserie a fumetti di sei numeri che segnò la transizione di Venom da cattivo ad antieroe.

Era proprio in questi albi che Eddie diventava il protagonista della sua saga e si trasferiva, lontano dall’eroe adolescente del Queens, a San Francisco, dove è ora ambientato Venom – La furia di Carnage. Come terza incomodo ritroviamo Anne Weiyng, interpretata sempre da Michelle Williams, l’ex fidanzata che lo ha lasciato spezzandogli il cuore. Anche lei ha lo spessore di un cartonato bidimensionale, non si capisce se sia pro o contro Venom, risultando poco utile e oltretutto incoerente. Finisce per essere la classica ‘damigella in difficoltà’ che aiuta l’antieroe, in un’inspiegabile contraddizione con tutta la rivoluzionaria filosofia del girl power che sta permeando gli ultimi anni di personaggi femminili nei cinecomic hollywoodiani.

Potenzialmente ci si sarebbe potuti concentrare molto di più sul cattivo principale, Clatus Kassidy (il sempre bravissimo Woody Harlesson). Le atmosfere alla Zodiac sembrano lasciare qualche speranza in tal senso allo spettatore, o almeno a quelli che ancora credevano di poter trovare un senso compiuto ai 90 minuti di Venom – La furia di Carnage. Ma un grande casting non può nulla contro una sceneggiatura degna di Boris.

Woody Harrelson sembra giocare a jenga con la struttura narrativa del film, tenendo in piedi con una buona interpretazione il personaggio di un serial killer che finisce per scadere nel solito buonismo americano. Il pazzoide dai capelli rossi, deviato mentalmente probabilmente a causa degli abusi subiti da parte dei famigliari, vuole raccontare la sua storia al giornalista Eddie Brock, costruendo un rapporto che farebbe pensare a quello tra i protagonisti de Il Silenzio degli Innocenti. In una lettera che Cletus scrive a Brock, ad esempio, si legge: “Ogni eroe ha la sua origin story” ed appare un ragno sul foglio che poi lui uccide, un chiaro riferimento alle origini di Spider-Man.

venom la furia di carnage film 2021Potremmo addirittura trovare dei riferimenti in stile Natural Born Killers nel suo rapporto con Shriek (Naomi Harris), suo amore ostacolato e altrettanto psicopatica, ma il sopracitato arco narrativo non lascia lo spazio necessario per vedere la loro relazione evolversi.

Nei fumetti (The Amazing Spider-Man, 1992) il personaggio della donna dall’urlo letale fa parte dell’universo Marvel ed è uno dei tanti malati di mente rinchiusi nel Ravencroft Institute (come vediamo anche nel film). Inoltre, l’attrice Sian Webber interpreta la Dott.ssa Camille Pazzo, psichiatra della struttura presente anche nei comics.

La natura mutante di Shriek però non è congenita come quella degli X-Men, ma si manifesta in seguito a un colpo di pistola alla testa e un viaggio nella dimensione oscura grazie a Cloak. Ci si potrebbe appunto chiedere se sia una premessa all’introduzione dei mutanti (un tempo in mano alla Fox) nel MCU … Molto differente dai fumetti – e sintomo di poco sforzo nella scrittura della sceneggiatura – è invece l’origine di Carnage, completamente avulsa dalla controparte cartacea. In questo caso basta infatti un morso di Kasady al dito di Brock per creare un nuovo simbionte colorato.

Lo stesso Venom se ne stupisce insieme ai lettori della saga di Spider-Man appena vede per la prima volta la sua progenie schizoide e ne è inspiegabilmente impaurito. Eddie ha potuto avvicinarsi allo spietato criminale per concessione del detective Mulligan (Stephen Graham), che vorrebbe apprendere il luogo segreto in cui Cletus ha nascosto i corpi delle sue vittime.

Anche quest’ultimo appare nei fumetti dell’Uomo Ragno, precisamente in Venom vs Carnage #1 del 2004, in cui era un poliziotto newyorkese e non californiano. Non prende però parte nella backstory di Shriek come si vede nel film, si trova piuttosto ad ospitare il simbionte Toxin, generato da Carnage, nel numero successivo. In una scena vediamo il poliziotto aprire gli occhi dopo lo scontro fatale con Shriek, che sia un tease in riferimento proprio alla sua possessione da parte di Toxin? Chissà.

Immancabile poi il cameo del compianto Stan Lee, la cui effige appare in uno dei giornali del negozio della signora Chen. La parte più succulenta e interessante di Venom – La furia di Carnage risulta così essere la scena post credits, goloso cliffhanger per dare un senso al minutaggio precedente.

venom la furia di carnage film naomie 2021SPOILER Questa scena sembra essere il ‘ponte’ tra il franchise di Venom e lo spiderverse, introducendo finalmente il simbionte nel MCU. Mentre si ritrovano da fuggitivi su un’isola deserta, Venom parla ad Eddie degli “anni luce di conoscenza sperimentati dai simbionti alieni”. Mentre Eddie sta per avere un assaggio di tale saggezza, il duo si ritrova in quella che sembra una versione differente della stessa stanza di hotel. Alla TV stanno trasmettendo una versione straordinaria del TG informativo del Daily Bugle.

Il conduttore J. Jonah Jameson (J.K. Simmons), sta rivelando la vera identità dell’Uomo Ragno, proprio come si vedeva nella scena post credits di Far From Home. Potremmo così dedurne che Venom ed Eddie siano stati sbalzati nel multiverso, come si evince dalla scena col Dott. Strange nel trailer di No Way Home e che presto li vedremo far parte del MCU, soluzione che potrebbe salvare le sorti della saga. FINE SPOILER

Insomma, Venom – La furia di Carnage sembra voler (ulteriormente) virare verso i buoni sentimenti tipici di mamma Disney, evidentemente forieri di buoni risultati al botteghino e soddisfazione popolare. Il personaggio risulta poco credibile, almeno per chi lo conosce dai fumetti, non riuscendo ad assumere mai una precisa identità mentre si perde nel calderone di una comicità spicciola alla Thor: Ragnarok, che ne snatura irrimediabilmente la radice malvagia originaria. Come non bastasse, a farne le spese è un villain di spessore come Carnage, malamente impiegato e fondamentalmente sprecato.

Visto il ‘colpo di scena’ conclusivo è difficile capire cosa aspettarsi ora, ma la speranza che venga trovato un buon sceneggiatore che sappia come impiegare Venom a dovere è l’ultima a morire.

Di seguito – sulle note di One Is The Loneliest Number dei Three Dog Night – trovate il trailer italiano di Venom: la furia di Carnage, nei nostri cinema dal 14 ottobre: