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5/10 su 184 voti. Titolo originale: Welcome Home, uscita: 16-11-2018. Regista: George Ratliff.

Welcome Home | La recensione del thriller a tinte erotiche con Riccardo Scamarcio e Emily Ratajkowski

15/07/2019 recensione film di William Maga

Il regista George Ratliff torna in regia dopo 7 anni per un film - riuscito a metà - che strizza l'occhio ai classici del genere, inscenando un triangolo morboso in cui c'è anche Aaron Paul

George Ratliff Welcome Home 11

Ricordate i thriller a tinte erotiche dei primi anni ’90? Ebbene, Welcome Home – Uno sconosciuto in casa nel 2019 cerca la chiave di accesso a quella stessa cerchia, ma finisce per risultare un thriller Rated R (per “sexual content including graphic images, nudity, language and some violence”) riuscito a metà, ancorché non da cestinare a priori come l’apparenza potrebbe far pensare. Tralasciando il doppiaggio italiano ai minimi storici e lungi dall’essere un film prodotto da un qualche importante studio, quello diretto con un budget stiracchiato dal redivivo George Ratliff (Joshua) afferma con forza il suo status di prodotto ‘indipendente’, con una qualità visiva tipica dei titoli che finiscono solitamente direttamente su Netflix, in TV o nel direct-to-video.

WELCOME HOME film Poster Ratajkowski ScamarcioComunque sia, dopo i titoli di testa, in cui assistiamo alla prenotazione via web di una casa per le vacanze, facciamo la conoscenza della coppia straordinariamente poco allegra – e in crisi – composta da Bryan e Cassie, interpretati rispettivamente da Aaron Paul (Breaking Bad) e Emily Ratajkowski (We are your friends), mentre stanno attraversando la campagna umbra per raggiungere la loro destinazione. Dopo aver oltrepassato un’abitazione dall’aspetto sospetto lungo la via, Bryan e Cassie arrivano nella lussuosa magione affittata per alcuni giorni e provano subito a godersi appieno le gioie offerte dall’Italia, anche se la frustrazione sessuale di Bryan e la sua esitazione lo frenano dall’iniziare qualsiasi rapporto sessuale con la compagna. Nei semi disabitati dintorni, tuttavia, abita anche Federico (Riccardo ScamarcioJohn Wick – Capitolo 2), un intrigante uomo misterioso che fa del suo meglio per aiutare la coppia durante la permanenza in quel luogo ameno, anche se Bryan comincia presto a essere irritato dall’averlo tra i piedi così spesso.

Ricollegandoci a quanto detto in apertura, gli atti sessuali, o l’insicurezza sessuale, sono qui, almeno a volte, tratteggiati in modo inquietante, mentre in classici del sottogenere come Attrazione Fatale di Adrian Lyne e Basic Instinct di Paul Verhoeven erano carichi di tensione e pericolo, mentre in Cinquanta sfumature di nero solamente pacchiani. Il voyeurismo manifestato in Welcome Home è efficace e riesce ad aggiungere una certa patina intellettuale al film di George Ratliff, anche se perde un po’ di forza quando si cominciano a notare gli ovvi parallelismi con Sliver di Phillip Noyce. Curiosamente, fregandosene bellamente dell’andazzo degli ultimi tempi in fatto di politicamente corretto, Welcome Home appoggia pienamente il cosiddetto ‘sguardo maschile’ e, come conseguenza, Emily Ratajkowski viene ritratta più come una modella glamour che un’attrice vera e propria (esattamente come nella realtà). E, altrettanto sorprendentemente, il personaggio di Cassie è lontanissimo dall’essere ‘simpatico’ o moralista (la sceneggiatura dell’esordiente David Levinson non ci offre alcun motivo valido per farcela piacere come persona, al di là dell’aspetto estetico).

George Ratliff Welcome Home 10Dal canto suo, Bryan è fastidioso, ai limiti dell’irritante, anche se man mano che il minutaggio avanza, la situazione migliora vagamente, poiché l’uomo sta chiaramente facendo i conti con un profondo trauma psicologico dal quale non riesce proprio sfuggire ogni qualvolta desidera passare a un livello più intimo con l’avvenente Cassie. Purtroppo, c’è una clamorosa mancanza di approfondimento nel fragile ed emotivamente instabile Bryan; tutto ciò che sembra avere in mente è il sesso, sia quando fallisce (di nuovo) nel fare l’amore con la ragazza, sia quando finisce a masturbarsi su un divano.

Sebbene la nozione di storia d’amore ‘complicata’ sia lontana dal non essere mai stata esplorata, Welcome Home infila comunque più o meno forzatamente nella vicenda alcuni interessanti commenti sulla contemporaneità, come il ricorso frequente ai social media e ai messaggi di testo, oltre alla rivelazione di Cassie che: “Ci siamo conosciuti su Tinder”.

Ammesso invece che non sia fondamentale per lo scopo ultimo, la scoperta di chi sia l’uomo che sta spiando la coppietta attraverso videocamere sparse per tutta la casa quando l’unica altra persona apparsa per più di un minuto sullo schermo è il sinistramente fascinoso Riccardo Scamarcio, non può che giungere come una finta sorpresa, così come la consapevolezza che la gelosia che porta alla paranoia di Bryan è assolutamente giustificata. Certo, a volte la certezza dell’ineluttabilità di come si svolgeranno le cose può essere un plus, ma Welcome Home sfrutta questa rivelazione prematura del villain solo per rendere il disturbato e patetico Federico facilmente detestabile. Oltretutto, non ci viene fornita alcuna gradita backstory su di lui.

Il film si dipana lungo linee abbastanza prevedibili e George Ratliff fa ben poco col discreto materiale attoriale a disposizione, girando un’opera la cui enfasi sulla narrazione è fuorviante. Welcome Home è infatti molto interessato a comportamenti e situazioni già visti mille altre volte e non lo è abbastanza per aspetti non così abusati, come i microscopici dettagli dell’infelicità che aleggia tra Cassie e Bryan, per non parlare delle implicazioni morali del colpo di scena finale, tanto inaspettato quanto buttato lì per scioccare.

Gli ultimi 15 minuti di Welcome Home, infatti, si rivelano di gran lunga superiori a tutto ciò che è venuto prima. Facendo deragliare la trama in direzioni impensabili, lo script imbocca la via di un dark humor che rimanda a quello che ha reso celebri alcuni thriller diretti da Alfred Hitchcock o Brian De Palma. Una soluzione senza dubbio audace e sfacciata, quasi maligna, che – forse eccessivamente – ritaglia una nuova bizzarra cornice intorno al film che abbiamo appena visto. E proprio sotto questa luce, una volta arrivati i titoli di cosa non si può che rimanere un po’ frastornati e forse risentiti per quello che Welcome Home avrebbe potuto essere.

Di seguito trovate il full trailer italiano e quello internazionale (per meglio apprezzare le voci originali) di Welcome Home – Uno sconosciuto in casa, nei nostri cinema dall’11 luglio:

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