Non aprite quella porta: A24 affida il reboot a Curry Barker
22/04/2026 news di Stella Delmattino
Un nuovo volto dell’horror si affaccia sulla scena

A24 mette le mani su uno dei miti più scomodi dell’horror. Il nuovo Non aprite quella porta (Texas Chainsaw Massacre) ha trovato il suo regista: Curry Barker, autore emergente scelto per guidare un reboot che punta a riscrivere il franchise per il pubblico contemporaneo.
Dopo mesi di trattative e proposte da parte di diversi studi, è stata proprio A24 ad assicurarsi i diritti, con l’obiettivo di costruire una reinterpretazione radicale del classico creato da Tobe Hooper e Kim Henkel.
Il progetto viene descritto come una “fresh take”, un nuovo inizio pensato per aggiornare il mito di Leatherface. Nessun dettaglio su trama o cast, ma la direzione sembra chiara: ripartire da zero evitando la continuità con i capitoli precedenti.
Una scelta che riflette la strategia di A24: meno franchise tradizionali, più riletture autoriali.
La scelta del regista è tutt’altro che casuale. Curry Barker arriva da un percorso atipico: microbudget, contenuti virali e horror costruito fuori dai circuiti industriali.
Il suo corto Milk & Serial, realizzato con appena 800 dollari, ha superato i 2 milioni di visualizzazioni su YouTube. Il salto arriva con Obsession, acquistato da Focus Features dopo il TIFF per circa 15 milioni di dollari.
Il suo stile è diretto: tensione improvvisa, ritmo serrato e un uso consapevole del caos. Elementi che si adattano perfettamente a un universo come quello di Non aprite quella porta.
L’ingaggio segna una crescita rapidissima. Barker è uno dei tanti registi nati online che stanno entrando nel sistema hollywoodiano, portando con sé un linguaggio più immediato e meno filtrato.
Non a caso ha già un secondo progetto in produzione, Anything But Ghosts, con Jason Blum e Roy Lee.
Il vero punto interrogativo è il tono. A24 è associata a un horror più autoriale e psicologico, lontano dallo slasher classico.
Affidare Non aprite quella porta a Barker significa cercare un equilibrio: mantenere la brutalità originaria ma aggiornarla attraverso uno sguardo contemporaneo.
Il rischio è evidente: perdere la crudezza quasi documentaristica del film del 1974. Ma anche limitarne la portata sarebbe un errore.
Per ora il progetto è nelle fasi iniziali. Ma una cosa è certa: questo reboot non sarà una semplice operazione nostalgia.
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