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Voto: 6/10 Titolo originale: The Lost City , uscita: 23-03-2022. Budget: $74,000,000. Regista: Adam Nee.

The Lost City: la recensione del film avventuroso con Bullock e Tatum

19/04/2026 recensione film di Gioia Majuna

Intrattenimento leggero e piacevole, sostenuto dalla chimica tra i due protagonisti, ma penalizzato da una scrittura discontinua e poco incisiva

the lost city film bullock e tatum

Con The Lost City, i registi Adam e Aaron Nee provano a rimettere in circolo un modello di intrattenimento che il cinema mainstream ha progressivamente abbandonato: la commedia avventurosa costruita sulle star, più che sugli effetti o sull’espansione dei franchise. L’operazione ha una sua coerenza e anche un certo fascino, ma resta incompleta. Il film diverte e a tratti convince, senza però trovare una vera solidità, oscillando tra intuizioni riuscite e una scrittura discontinua.

La storia segue Loretta Sage (Sandra Bullock), scrittrice di romanzi romance-avventurosi ormai in crisi, ancora segnata dalla morte del marito archeologo, e Alan (Channing Tatum), il modello che incarna l’eroe delle sue copertine. Quando un miliardario eccentrico, Abigail Fairfax (Daniel Radcliffe), la rapisce convinto che uno dei suoi libri contenga indizi reali per trovare un tesoro leggendario, Alan decide di salvarla, trasformando un’immagine costruita per il marketing in un’improbabile avventura reale.

Il punto di forza del film è immediato: la Bullock e Tatum funzionano. Non solo per la loro riconoscibilità, ma per la dinamica che riescono a costruire. Lei è trattenuta, ironica, distante; lui è fisico, apparentemente ingenuo ma emotivamente diretto. La comicità nasce da questo contrasto e si sviluppa nel modo in cui i personaggi si percepiscono e si fraintendono. Alan vuole essere visto come qualcosa di più di un corpo da copertina, mentre Loretta fatica a riconoscere autenticità in ciò che rappresenta quel mondo. È questo scarto a dare senso alla loro evoluzione.

Intorno a loro, però, il film fatica a reggere. La sceneggiatura parte da una buona idea, ma la sviluppa in modo lineare, senza costruire una progressione reale. L’avventura resta superficiale: la caccia al tesoro non crea tensione, gli indizi non hanno peso e gli ostacoli servono più a far avanzare la trama che a costruire un’esperienza. Anche la giungla rimane uno sfondo più che uno spazio narrativo, senza incidere davvero sul percorso dei personaggi.

Questa fragilità si riflette nel ritmo. Il film alterna momenti riusciti ad altri più prevedibili, senza mai trovare continuità. Il lato romance, in particolare, procede a scatti: funziona quando si basa sulle differenze tra i protagonisti, ma accelera proprio quando dovrebbe approfondirle, rendendo meno incisivo il passaggio dalla diffidenza alla complicità.

I personaggi secondari seguono la stessa logica. Daniel Radcliffe prova a dare energia al villain, ma la scrittura non gli permette di costruire un antagonista memorabile: Abigail Fairfax resta una figura funzionale, più utile alla trama che al conflitto. Diverso il caso di Brad Pitt, il cui cameo, pur breve, è perfettamente calibrato: introduce un modello di eroe ideale che mette in crisi quello di Alan, chiarendo con ironia il cuore del film. Gli altri comprimari, tra cui Da’Vine Joy Randolph, restano invece sullo sfondo.

Anche la regia riflette questa natura irrisolta. I Nee scelgono una messa in scena pulita, che privilegia gli attori, ma senza costruire un immaginario davvero distintivo. L’azione è chiara ma raramente sorprendente, le ambientazioni presenti ma poco incisive. Manca un lavoro più deciso sul tono che permetta al film di uscire dalla dimensione di intrattenimento corretto.

Eppure, quando si concentra sui suoi protagonisti, The Lost City trova una leggerezza più autentica. Nei momenti in cui Bullock e Tatum possono semplicemente interagire, senza che la trama imponga svolte, il film funziona meglio: la comicità è più naturale, il romance più credibile, il tono più equilibrato.

In definitiva, The Lost City è un intrattenimento piacevole ma irrisolto. Ha una coppia protagonista efficace e un’idea di partenza valida, ma non riesce a trasformarle in un racconto davvero compatto. Rimane a metà: abbastanza divertente da non deludere, ma troppo discontinuo per lasciare un segno. Se si ricorda, è soprattutto per la chimica tra Sandra Bullock e Channing Tatum, più che per l’avventura che li circonda.

Di seguito il trailer di The Lost City:

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