Ha segnato l’infanzia di intere generazioni, ora è su Netflix: se vuoi tornare bambino questo è l’anime che fa per te
06/06/2026 news di Andrea Palazzolo
Questo anime ha segnato i pomeriggi d'estate di più di una generazione e ora lo si trova da vedere su Netflix.

C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui migliaia di giovani italiani si sintonizzavano su MTV per seguire le avventure di una studentessa catapultata nel Giappone feudale e di un mezzodemone dalle orecchie canine. Era il 2001, e Inuyasha stava per diventare uno dei fenomeni anime più duraturi della nostra generazione, capace di attraversare oltre vent’anni di cultura pop senza mai perdere la presa sul cuore dei fan.
La creazione di Rumiko Takahashi, già celebre per Lamù e Ranma ½, ha debuttato come manga sulle pagine di Weekly Shōnen Sunday nel novembre 1996, per poi concludersi nel giugno 2008 dopo 56 volumi. Ma è stata l’anime, prodotto dallo studio Sunrise e trasmesso in Giappone dal 2000 al 2004, a trasformare questa storia in un fenomeno globale. In Italia, la serie è arrivata proprio attraverso MTV, diventando rapidamente uno dei pilastri della programmazione dedicata all’animazione giapponese, insieme a pochi altri titoli capaci di definire il gusto di un’intera epoca. Ora che l’anime è disponibile su Netflix, potete catapultarvi indietro nel tempo e tornare ragazzi.
La trama parte da Kagome Higurashi, una normale studentessa di terza media, precipita nel pozzo del suo tempio di famiglia e si ritrova scaraventata indietro di cinquecento anni, nell’epoca Sengoku. Lì scopre di essere la reincarnazione di Kikyo, una sacerdotessa morta cinquant’anni prima che custodiva la sfera dei quattro spiriti, un gioiello mistico capace di amplificare enormemente il potere di demoni e creature maligne.
Il suo destino si intreccia quasi immediatamente con quello di Inuyasha, un mezzodemone figlio di un potente demone cane e di una donna umana. Inuyasha era stato sigillato alla sacra quercia da Kikyo stessa, in circostanze tragiche e misteriose che verranno svelate gradualmente. Quando Kagome libera inconsapevolmente il mezzodemone, inizia un viaggio che li porterà a raccogliere i frammenti della sfera, frantumata durante uno scontro con un demone, prima che cadano nelle mani sbagliate.

Quello che distingue Inuyasha da molte altre serie shōnen dell’epoca è il suo equilibrio perfetto tra azione e sentimento, tra epica e intimità. Non si tratta solo di combattimenti spettacolari contro demoni sempre più potenti, culminanti nello scontro con il perfido Naraku, l’antagonista principale che muove i fili di gran parte degli eventi. È anche, e forse soprattutto, la storia di come Kagome e Inuyasha imparano a fidarsi l’uno dell’altra, a superare le barriere dei loro mondi così distanti.
Il triangolo amoroso tra Kagome, Inuyasha e il fantasma di Kikyo rappresenta uno dei nuclei emotivi più profondi della serie. La relazione tra Inuyasha e Kikyo, spezzata da un tradimento orchestrato proprio da Naraku, getta un’ombra lunga sul presente. Come può Kagome, reincarnazione di Kikyo ma persona completamente diversa, costruire qualcosa con un mezzodemone ancora tormentato dal passato? Questa tensione, mai risolta in modo banale, attraversa tutti i 167 episodi della serie originale.
Venticinque anni dopo il suo debutto manga, il richiamo di Inuyasha rimane potente come il colpo del vento tagliente di Tessaiga. E per chi è cresciuto seguendo le avventure di Kagome e del suo mezzodemone dal cuore diviso, ogni ritorno in quell’epoca Sengoku popolata di demoni è come tornare a casa.
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