Chi interpreta Captain Clark in Backrooms? Dietro il mostro c’è lo stesso attore di Alien: Romulus
19/07/2026 news di Stella Delmattino
Nuove foto dal dietro le quinte svelano come è stato realizzato uno dei mostri horror più inquietanti dell'anno

Cpatain Clark, la creatura più inquietante di Backrooms, non è stata realizzata interamente in CGI. Dietro il mostro si nasconde infatti un attore reale, già visto in un altro recente horror fantascientifico.
Le nuove immagini dal dietro le quinte hanno rivelato che a interpretare Captain Clark è stato Robert Bobroczkyi, ex giocatore di basket diventato attore, noto soprattutto per la sua altezza fuori dal comune.
Captain Clark è stato interpretato da Robert Bobroczkyi
Nel film di Kane Parsons, Captain Clark è la versione mostruosa e deformata del personaggio di Clark, interpretato da Chiwetel Ejiofor. La creatura appartiene alla categoria degli esseri generati dai Backrooms e diventa una delle presenze più memorabili del film.
Nonostante l’aspetto quasi impossibile del personaggio, la produzione ha scelto di costruire la creatura partendo da una performance fisica reale. Bobroczkyi ha indossato un costume e una maschera, mentre gli effetti digitali sono stati utilizzati soprattutto per perfezionare il volto, la gamba artificiale e alcuni dettagli anatomici.
La sua corporatura naturale ha contribuito in modo decisivo alla riuscita del personaggio. L’attore rumeno-ungherese è alto circa 2,31 metri, una caratteristica che ha permesso alla produzione di ottenere una presenza fisica credibile senza affidarsi completamente alla computer grafica.
È lo stesso attore dell’Offspring di Alien: Romulus
Il volto di Bobroczkyi potrebbe risultare familiare agli appassionati di horror. L’attore ha infatti interpretato anche la Progenie in Alien: Romulus, la creatura umanoide che compare nella parte finale del film diretto da Fede Álvarez.
Anche in quel caso, la sua altezza e le sue proporzioni erano state utilizzate come base per costruire un mostro fisico, successivamente completato con trucco, protesi ed effetti digitali.
Il collegamento tra i due film spiega perché Captain Clark possa ricordare la Progenie: entrambe le creature condividono una fisicità innaturale, arti molto lunghi e movimenti difficili da replicare attraverso un attore di statura comune.
Come è stato realizzato il mostro di Backrooms
Le foto dal backstage mostrano che Captain Clark è stato ottenuto attraverso una combinazione di effetti pratici e interventi digitali. Bobroczkyi ha fornito la base fisica della performance, mentre il costume e la maschera hanno definito la silhouette della creatura.
La CGI è intervenuta successivamente per rendere più credibili il volto deformato, la gamba simile a un arto di legno e alcuni dettagli impossibili da ottenere interamente sul set.
Il risultato conserva però una qualità concreta e materica che deriva dalla presenza reale dell’attore. Nelle sequenze di inseguimento, il peso del corpo, i movimenti e l’interazione con gli ambienti contribuiscono a rendere Captain Clark più disturbante di una creatura costruita esclusivamente al computer.
Una nuova carriera tra i mostri del cinema
Al momento, Alien: Romulus e Backrooms sono gli unici due film presenti nella carriera cinematografica di Robert Bobroczkyi. Entrambi, però, lo hanno già reso riconoscibile come interprete di creature horror fuori dal comune.
Il suo percorso ricorda quello di attori specializzati come Javier Botet, diventato celebre grazie alla capacità di utilizzare la propria fisicità per interpretare esseri inquietanti in film come REC, La madre e It.
Dopo aver dato vita alla Progenie e a Captain Clark, Bobroczkyi potrebbe quindi diventare uno dei nuovi volti del cinema horror fisico, soprattutto per produzioni che cercano creature capaci di sembrare reali già durante le riprese.
Captain Clark non è dunque soltanto un effetto speciale: è il risultato dell’incontro tra una performance reale, un costume pratico e interventi digitali mirati. Ed è proprio questa combinazione a renderlo uno dei mostri più memorabili di Backrooms.
© Riproduzione riservata




