Sembra un semplice anziano in pensione, ma è un killer inarrestabile: l’anime perfetto per gli amanti di John Wick
08/08/2026 news di Andrea Palazzolo
Sakamoto Days su Netflix è l'anime con un mix perfetto di azione, violenza e commedia. Scopri perché la serie sul killer in pensione funziona.

Nel panorama degli anime, sempre più affollato e competitivo, trovare qualcosa di veramente originale è diventata un’impresa. Eppure, proprio quando pensavi di aver visto tutto, arriva una serie che riesce a distinguersi con una personalità così marcata da risultare immediatamente riconoscibile. Sakamoto Days, l’anime Netflix basato sul manga di Yuto Suzuki, potrebbe essere qualcosa di unico per il genere.
La serie segue Taro Sakamoto, un assassino professionista temuto da criminali e ammirati dai colleghi, la cui vita cambia radicalmente quando incontra una donna in un convenience store. La decisione è drastica quanto inaspettata: lasciare il mondo degli omicidi su commissione per costruirsi una vita normale, una famiglia, un’attività commerciale. Cinque anni dopo, Sakamoto ha messo su parecchio peso e gestisce un piccolo negozio, ma il passato, come sempre accade in queste storie, non è tipo da lasciar perdere facilmente.
La premessa potrebbe sembrare familiare a chi ha visto John Wick o simili storie di killer in pensione. Ma Sakamoto Days gioca le sue carte in modo diverso, trovando un equilibrio delicato tra violenza estrema e commedia che poche produzioni riescono a centrare senza sacrificare l’una o l’altra componente. Qui la brutalità è esagerata, esplicita, quasi cartoonesca nella sua intensità, eppure mantiene un peso drammatico che impedisce allo spettatore di distaccarsi completamente. Non è violenza gratuita: è violenza coreografata con la precisione di un balletto mortale.
Le scene d’azione sono il vero punto di forza di questi primi episodi. L’animazione sa quando prendersi sul serio e quando sdrammatizzare, alternando momenti di tensione pura a sequenze quasi slapstick senza mai perdere coerenza tonale. È un atto di bilanciamento rischioso che potrebbe facilmente degenerare in confusione stilistica, ma che qui viene gestito con sicurezza. La violenza, per quanto esagerata, mantiene conseguenze visibili. I combattimenti hanno peso, fisica, impatto. Non sono semplici coreografie vuote.
Ciò che colpisce di Sakamoto Days è la sua capacità di inserirsi nel filone degli shonen contemporanei mantenendo una voce distintiva. Negli ultimi anni, serie come Demon Slayer, Jujutsu Kaisen, My Hero Academia e Chainsaw Man hanno ridefinito i confini del genere, ciascuna portando innovazioni significative. In questo contesto saturo, Sakamoto Days non cerca di rivoluzionare nulla, ma esegue brillantemente la sua particolare combinazione di elementi: azione pulp, humor nero, un protagonista atipico e una premessa semplice ma efficace.
In un momento in cui gli anime stanno conquistando fasce di pubblico sempre più ampie, produzioni come questa rappresentano il perfetto punto d’ingresso per chi vuole avvicinarsi al genere senza perdersi in saghe infinite o lore troppo complessi. Sakamoto Days racconta una storia lineare, con obiettivi chiari e personaggi immediatamente comprensibili, ma lo fa con uno stile e un’energia che non risultano mai banali o derivativi.
Gli appassionati veterani troveranno riferimenti e omaggi a classici del genere action, mentre i neofiti potranno semplicemente godersi lo spettacolo di un ex killer sovrappeso che dimostra ai suoi nemici perché certe leggende non si dimenticano mai, indipendentemente da quanti chili metti su o quanti anni passano in pensione. A volte, l’intrattenimento di qualità non richiede rivoluzioni narrative: basta saper raccontare bene una storia che funziona.
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