Tra combattimenti e un protagonista unico nel suo genere: questo è l’anime migliore del decennio (e non è One Piece)
24/05/2026 news di Andrea Palazzolo
One Piece è universalmente riconosciuto come l'anime per eccellenza, ma c'è un altro esponente che potrebbe spodestare il re dal suo trono.

Dieci anni. Un decennio intero da quando Mob Psycho 100 ha fatto il suo debutto, e ancora oggi nessun altro anime è riuscito a eguagliare l’impatto culturale e narrativo di questo capolavoro firmato da ONE e animato dallo Studio Bones. A distanza di quasi quattro anni dalla sua conclusione, la serie continua a essere celebrata come uno dei punti più alti dell’animazione giapponese del ventunesimo secolo, e lo studio ha voluto rendere omaggio a questo traguardo con una nuova illustrazione ufficiale che ritrae il cast principale su uno sfondo rosso vibrante.
In un genere popolato da eroi naturalmente buoni, determinati e sempre pronti a scendere in battaglia per proteggere i propri cari, Mob rappresenta un’anomalia rivoluzionaria. Questo studente delle medie possiede poteri psichici straordinari, ma intrattiene con essi una relazione profondamente complicata. Da bambino, un’esplosione emotiva scatenò le sue capacità in modo incontrollabile, causando un incidente che lo ha segnato per tutta la vita. Da quel momento, Mob ha scelto di reprimere ogni emozione, vivendo in uno stato di costante autocontrollo per paura di far del male a chi gli sta vicino.
Questo conflitto interiore trasforma Mob Psycho 100 in qualcosa di profondamente diverso rispetto agli standard del genere. Non stiamo parlando di un eroe che vuole diventare il più forte, conquistare un titolo o vendicare qualcuno. Mob non vuole nemmeno combattere. Il suo obiettivo è semplicemente vivere una vita normale, migliorare come persona, fare amicizie vere e magari conquistare il cuore della ragazza che gli piace. Una semplicità disarmante che nasconde una complessità narrativa rara.
ONE, il creatore del manga originale, è probabilmente più noto al grande pubblico per One Punch Man, ma Mob Psycho 100 rappresenta forse la sua opera più matura e personale. La serie è riuscita a costruire un successo istantaneo già al momento del debutto, grazie anche alla solida base di fan che seguivano il manga. Ma ciò che ha davvero fatto la differenza è stato l’approccio visivo adottato dallo Studio Bones.
Lo stile artistico di Mob Psycho 100 è volutamente ingannevole. A prima vista, i disegni possono sembrare semplici, quasi ingenui, con linee che ricordano schizzi rapidi più che character design elaborati. Eppure, questa apparente semplicità nasconde una complessità tecnica straordinaria. Le sequenze d’azione sono coreografate con una maestria che lascia senza fiato, mescolando animazione tradizionale, tecniche sperimentali e una direzione artistica che osa come pochi altri titoli. Ogni battaglia psichica è un’esplosione di creatività visiva, un caleidoscopio di colori, forme e movimenti che eleva l’animazione a forma d’arte pura.
Il viaggio di Mob è un percorso di maturazione emotiva prima che di crescita combattiva. Ogni arco narrativo lo mette di fronte a situazioni che mettono alla prova non tanto i suoi poteri psichici, quanto i suoi valori morali e la sua capacità di rimanere fedele a sé stesso. E in questo percorso è affiancato da personaggi memorabili come Reigen Arataka, il suo mentore truffaldino ma dal cuore d’oro, che nonostante non possieda alcun potere psichico reale, rappresenta per Mob una figura paterna fondamentale.
Oggi, a dieci anni dal debutto e quasi quattro dalla conclusione, Mob Psycho 100 continua a essere considerato da molti critici e appassionati come il miglior anime del secolo. Un titolo che ha saputo evolvere il genere battle shonen senza rinnegarne le radici, che ha creato un protagonista indimenticabile senza renderlo invincibile o perfetto, che ha dimostrato come l’animazione possa essere al tempo stesso intrattenimento puro e arte raffinata.
© Riproduzione riservata




