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Titolo originale: Venom, uscita: 28-09-2018. Budget: $116,000,000. Regista: Ruben Fleischer.

29 cose da sapere su Venom di Ruben Fleischer

03/10/2018 news di Redazione Il Cineocchio

Curiosità e aneddoti sulla lavorazione dello spin-off di Spider-Man, con Tom Hardy nei panni del giornalista Eddie Brock alle prese con un simbionte alieno alter ego ghiotto di pancreas umano

Tom Hardy in Venom (2018) film

Diretto da Ruben Fleischer (Benvenuti a Zombieland) e scritto da Scott Rosenberg, Jeff Pinkner e Kelly Marcel, Venom (la nostra recensione) – che vede protagonisti Tom Hardy (Mad Max: Fury Road), Michelle Williams (Tutti i soldi del mondo) e Riz Ahmed (Rogue One: A Star Wars Story) e si basa sull’omonimo personaggio creato da David Michelinie e Todd McFarlane – è stato prodotto dalla Columbia Pictures in associazione con la Marvel e distribuito dalla Sony Pictures Releasing ed è stato pensato per essere il primo film riconducibile al Sony’s Marvel Universe.

Questa la sinossi ufficiale:

Eddie Brock (Hardy) diventa l’ospite del simbionte alieno Venom. Da giornalista, Eddie ha cercato di smascherare il famigerato fondatore della Life Foundation, il geniale Carlton Drake (Ahmed), e questa ossessione ha rovinato la sua carriera e il rapporto con la sua fidanzata, Anne Weying (Williams). Dopo aver indagato su uno degli esperimenti di Drake, l’alieno Venom, Eddie vede fondersi il suo corpo con l’alieno simbionte, ed assume improvvisamente dei nuovi incredibili super poteri oltre alla possibilità di fare qualsiasi cosa desideri. Contorto, oscuro, imprevedibile e alimentato dalla rabbia, Venom porta Eddie a lottare per il controllo di queste abilità pericolose che considera anche emancipanti e inebrianti. Mentre Eddie e Venom hanno bisogno l’uno dell’altro per ottenere ciò che vogliono, diventano sempre più interconnessi – dove finisce Eddie e inizia Venom?

Di seguito, nelle 29 cose da sapere, scoprite curiosità e aneddoti sulla lavorazione di Venom:

1) Tom Hardy ha rivelato che sono stati tagliati 30/40 minuti dal montaggio finale.

2) Venom è ambientato nello stesso universo di Spider-Man: Homecoming del 2017.

3) Sul set, durante la produzione, il team dei VFX ha avuto a disposizione una controfigura di Tom Hardy alta circa 2 metri, che arrivava ad esser ancor più alta con un casco su cui era posizionata una sfera di riferimento dei VFX. Quest’ultima era il punto in cui doveva guardare il cast quando interagiva con Venom; dal momento che riflette la sede dei suoi occhi, la creatura in effetti misurava circa 2.2 metri di altezza.

4) Oltre a creare Venom, il team dei VFX ha anche realizzato quattro simbionti nel film, tra cui Riot, un altro personaggio interamente in CGI.

5) Il set dove si svolge l’ultimo combattimento del film ha costretto i membri del cast su impianti di cavi metallici, con prestazioni molto fisiche. Nonostante il blue screen circondasse gli attori, il gantry è stato costruito praticamente su una pendenza di 30 gradi, in modo che gli attori potessero interagire, cadere e rotolare giù.

6) E’ stata necessaria per le riprese una ricostruzione parziale dei piloni del Golden Gate Bridge e del Bay Bridge.

7) Sono state effettuate scansioni in 3D di tutti i protagonisti, catturate da 130 fotocamere DSLR che si attivavano in una frazione di secondo, trovando tutti i punti di contatto tra le immagini e creandone una versione in 3D ad alta risoluzione. In questo modo, qualsiasi membro del cast poteva essere creato in CGI e completamente renderizzato in 3D.

8) Il Sound Mixer di produzione Michael Koff e il suo sound team hanno dovuto trovare una soluzione pratica per dar vita alla voce di Venom durante le riprese. Ha affermato: “Tom Hardy trascorreva dai 20 ai 30 minuti con noi ogni mattina, e poi passava alla scena prefissata del giorno, leggendo e registrando Venom e tutti i personaggi della scena. Poi era il turno del trucco e acconciatura per prepararsi al lavoro, e in seguito io e l’operatore di playback creavamo gli spezzoni da riprodurre sul set per lui”.

9) Koff e il suo team hanno creato singoli file per i dialoghi di Venom, aggiungendo degli effetti speciali alla sua voce per renderla più inquietante. Hardy, da un auricolare ascoltava la voce e il dialogo di Venom rivolto a lui durante la scena. L’auricolare nell’orecchio di Hardy significava che nessuno degli altri attori sulla scena poteva sentire Venom.

10) Ha detto Ruben Fleischer: “Il direttore della fotografia Matthew Libati ed io abbiamo parlato molto di diversi film nella fase di preparazione dell’aspetto di questo progetto, ed abbiamo optato per l’atmosfera di un film horror di John Carpenter degli anni ’80 – molto crudo ma bello, e ispirato ai fumetti.

11) Mesi prima che iniziassero le riprese, nella sua casa di Londra, Tom Hardy si è sottoposto ad un rigido regime di Mixed Martial Arts per essere completamente preparato. Il coordinatore degli stunt Chris O’Hara ha dichiarato: “Le tecniche di MMA di Tom si concentravano su pugni, calci, lanci al volo … e si è allenato come un matto. Tutto quel duro lavoro nel Regno Unito ne è sicuramente valso la pena per il film. Anche la sua fermezza e il suo autocontrollo, quando non c’è CGI ed è solo uno contro uno, sono stati davvero straordinari”. Ha poi aggiunto: “Nella maggior parte degli stunt delle lotte è due contro uno, un po’ diverso da un normale combattimento, poiché dobbiamo sempre considerare Venom nell’azione. Tom è un vero uomo e gli piace interpretare personalmente le azioni. Ha una grande controfigura in Jacob Tomuri, ma comunque cerca di fare lui stesso tutto il possibile“.

12) Lo stuntman Jimmy Roberts ha guidato in modo estremo la motocicletta nei panni di Venom senza alcuno sforzo, in sella ad una Ducati Scrambler zigzagando ad alta velocità per le strade di Atlanta e San Francisco. A San Francisco c’era anche il famoso motociclista e stuntman australiano Robbie Maddison, il quale, per il suo primo film americano, è volato su creste stradali con 30° di pendenza senza battere ciglio. Uno dei salti più grandi si è svolto presso la “Bullitt Hill” di San Francisco.

13) Lo scenografo Oliver Scholl e il suo team hanno avuto un breve tempo di preparazione, due mesi, per dare vita al laboratorio della Life Foundation. La struttura ha due modalità: in quella ‘fuori orario’ appare molto buio, mentre nella modalità orario di lavoro, è ben illuminato. Ha detto: “Lo spazio del laboratorio era disorientante. Per me è diventato come il film muto horror tedesco degli anni ’20, Il gabinetto del dott. Caligari: un posto in cui può accadere qualsiasi cosa, o l’interno di un labirinto in cui potresti perderti”.

14) Un ulteriore set della Life Foundation è un luogo del mondo reale: si tratta dell’ingresso, dove Carlton Drake spiega a dei bambini tutto ciò che riguarda la scienza, dal lancio orbitale alla chimica interstellare. Questa scena è stata girata nell’edificio dell’American Cancer Society ad Atlanta, un luogo progettato dal famoso architetto neofuturista John Portman.

15) Il villaggio malese è stato interamente costruito in Georgia. Per realizzarlo, il decoratore Larry Dias e la sua squadra hanno caricato 25 camion di materiali decorativi e li hanno trasportati in un lotto di terra che si trovava vicino a un ponte di Rex, in Georgia. La Georgia Power ha disattivato tutti i lampioni, e poi il team del dipartimento di Dias ha portato centinaia di lanterne tradizionali per illuminare lo spazio. Settimane prima, è stato acquistato e conservato del pesce fresco in tre enormi congelatori industriali, per poi essere messo in mostra per il giorno delle riprese nelle diverse bancarelle del mercato. Insieme al pesce c’erano dei prodotti locali, mercanzie in vendita e cucina malese, preparati ed esposti autenticamente tra gli abitanti del villaggio. Delle capre e delle galline vagavano liberamente nel villaggio di fortuna, per dare un tocco in più di verosimiglianza. Costruito da zero, nel villaggio sono stati inseriti anche dei ciclomotori e delle biciclette invecchiate. Anche se il lotto di terra era collegato ad una strada asfaltata poi, il reparto artistico ha coperto la strada con della sporcizia per aiutare a fortificare l’illusione.

16) Molti degli abiti per il film sono stati creati da zero, la tuta di volo per la scena dell’astronave non fa eccezione. La costumista Kelli Jones non voleva semplicemente affittare una tuta della NASA, e il budget / i limiti di tempo impedivano comunque tale opzione. Così ha disegnato 30 modelli di tute per il regista Ruben Fleischer, che ne ha scelto uno e la Jones ne ha cuciti 3 in diversi tessuti, fino a quando non è stato deciso il vestito dell’eroe. Altrettanto creati intenzionalmente da zero, sono stati i camici da laboratorio della Life Foundation. Tutti su misura, più aderenti e con risvolti leggermente più fini del normale.

17) Venom ha potuto contare su un coordinatore di picture car di prim’ordine come Sean Ryan, che ha supervisionato e procurato tutti i veicoli del film. Uno dei più grandi mezzi impiegati è stato il MRAP (Mine Resistance Ambush Personnel), costruito per la guerra in Iraq e non è disponibile per l’uso non militare. In Venom, il MRAP nero opaco con interni grigio scuro porta in sicurezza i simbionti alla Life Foundation. Ryan e il suo team hanno applicato al veicolo porte e carrozzeria finte, e hanno modificato il motore per funzionare con olio di arachidi. Ne hanno inoltre realizzato anche una versione in fibra di vetro, che ha reso più facile la manovrabilità del MRAP; quello reale pesa più di 4 tonnellate.

18) Sono presenti nel film anche dei Dodge Jeep Cherokee SRT guidati dai mercenari di Carlton Drakes. Questi veicoli normalmente funzionano a 480 cavalli, ma Ryan e la sua squadra li hanno potenziati a 707 cavalli, per sostenere le sequenze dell’inseguimento.

19) Louis Thomas Hardy, il figlio di 10 anni del protagonista, era già prima un grande fan di Venom e ha ‘aiutato’ il papà ad entrare meglio nel personaggio, consigliandolo e raccontandogli le sue varie sfaccettature.

20) La Sony aveva preso in considerazione Finn Wittrock (American Horror Story) per il ruolo di Venom; Walton Goggins, Jim Carrey, Cameron Monaghan e Alan Tudyk per Carnage.

21) In origine si era pensato di renderlo R-rated, ma è stato in seguito preferito il più morbido PG-13 così da facilitare l’eventuale crossover con i nuovi film di Spider-Man in futuro.

23) Tom Hardy ha citato il cantante James Brown come fonte di ispirazione per la voce del simbionte.

24) Il protagonista ha detto di essersi ispirato per la sua performance come Eddie Brock / Venom a Woody Allen, Conor McGregor e al rapper Redman.

25) Alex Kurtzman (La Mummia) e Dante Harper erano stati inizialmente contattati per rispettivamente dirigere e scrivere il film.

26) Il personaggio interpretato da Jenny Slate, Dora Skirth, è stato creato appositamente per il lungometraggio.

27) Originariamente, Tom Hardy avrebbe dovuto interpretare Venom con la motion-capture, ma questa idea è stata scartata perchè i lineamenti facciali del simbionte non potevano essere imitati.

28) I filmmaker hanno citato i cruciali archi narrativi a fumetti Protettore Letale (Lethal Protector) e Il pianeta dei simbionti (Planet of the Symbiotes) come influenze per il film.

29) Sono presenti 2 scene dopo i titoli di coda.

Di seguito il secondo full trailer italiano e  internazionale (che ci permette di apprezzare le voci originali) di Venom, nei nostri cinema dal 4 ottobre:

Tom Hardy
Riz Ahmed
Michelle Williams
Jenny Slate
Reid Scott
Woody Harrelson
Michelle Lee
Scott Haze
Jared Bankens
Al-Jaleel Knox
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