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Titolo originale: Alien Resurrection, uscita: 12-11-1997. Budget: $70,000,000. Regista: Jean-Pierre Jeunet.

Alien – La Clonazione: la vera storia del canestro impossibile di Sigourney Weaver

18/06/2018 news di Redazione Il Cineocchio

Tutto vero o trovata pubblicitaria? Ricostruiamo la sequenza passata alla storia con le testimonianze dell'attrice, di Ron Perlman e di Jean-Pierre Jeunet

I fan della saga di Alien tendono a non essere particolarmente benevoli quando si parla di Alien – La Clonazione (Alien Resurrection) diretto da regista Jean-Pierre Jeunet nel 1997 e sceneggiato da Joss Whedon. Per chi non lo ricordasse – o lo avesse rimosso -, il quarto film della serie è quello in cui il corpo Ripley (Sigourney Weaver), viene sottoposta dopo decadi dal suo decesso a clonazione, acquisendo alcune caratteristiche genetiche degli Xenomorfi, poichè al momento dalla morte ne portava uno in grembo. Senza dubbio alcune riprese acquatiche risultano ancora oggi ben strutturate e affascinanti, eppure il sequel ha faticato a farsi strada nel cuore del pubblico. La questione si era riaccesa proprio quando era emersa la possibilità che Neill Blomkamp girasse il suo Alien 5, progetto poi purtroppo naufragato.

Tra i momenti più celebri – nel bene o nel male – di Alien – La Clonazione c’è però anche quello in cui la nuova Ripley, disturbata durante il suo allenamento a basket, prima di uscire lancia palla da una grande distanza sopra la sua testa e fa canestro. Dicerie volevano che Sigourney Weaver fosse riuscita nella clamorosa impresa al secondo tiro, senza bisogno di effetti speciali. Tuttavia, un diario delle riprese dell’attrice pubblicato sulla rivista Premiere e datato dicembre 1997, fa pensare a una versione ben differente dei fatti. Non solo, la scena che vediamo nel film, è quasi stata vanificata dall’intervento di Ron Perlman, interprete del non troppo affabile Johner.

La Weaver racconta infatti che erano già un paio di settimane che si esercitava nei tiri a canestro quando arrivò il fatidico 13 febbraio 1997. L’intento doveva essere quello di dimostrare la nuova sorprendente forza e velocità di Ripley “pestando tutti quanti come tamburi”. Ma l’attrice era più entusiasta della sequenza del basket, in cui “faceva un canestro impossibile senza alcuno sforzo”. Si era quindi impegnata parecchio e aveva anche lavorato col cestista Nigel Miguel. Giù durante il primo giorno di esercizi, dopo una decina di tentativi, era riuscita a fare canestro. “Per il momento in cui saremo pronti a iniziare le riprese”, scrisse, “la mia media al tiro sarà un canestro ogni sei tentativi“.

Così arrivato il momento di girare la scena in questione. Ron Perlman era – come molti sanno – uno dei suoi co-protagonisti nel film, e Sigourney Weaver era entusiasta di stare lì con lui: L’attrice ricordava: “Ciak dopo ciak, mi diverto, effettuo passaggi, lo conosco. Lo adora”.

Comunque, viene il momento topico, ma il regista Jean-Pierre Jeunet non è troppo contento delle riuscita generale. Voleva che il tiro fosse fatto da molto più lontano di quanto inizialmente previsto. Quando Nigel Miguel si chiese se l’attrice sarebbe riuscita nell’impresa, essendosi allenata a fare canestro da molto più vicino, Jeunet alzò le spalle. Il regista replicò che la squadra degli effetti speciali avrebbe simulato il tiro. Sul set c’era difatti anche Pitof, guru degli FX, che avrebbe poi fatto il proprio debutto alla regia nel 2001 con Vidocq – La maschera senza volto.

Ma Sigourney Weaver voleva farcela personalmente …

Primo tiro: mancato.

Secondo tiro: mancato.

Pitof a quel punto suggerì che sarebbe meglio se l’attrice avesse sbagliato il tiro. In questo modo, sarebbe stato più facile montare l’inquadratura con gli effetti visivi necessari. Miguel però insistette sul fatto che sarebbe stato un trucco troppo visibile se lo avessero fatto. E la Weaver voleva continuare a provare. Un po’ di pratica in più e sarebbe stata pronta. Raggiunse il centro del campo, lanciò la palla alle sue spalle e la troupe esplose. Fece il tiro e tutti sul set cominciarono a urlare.

Tutti, tranne Ron Perlman.

“Non va bene”, urlò, mortificato. “Mi sono lasciato andare [ai festeggiamenti] dopo che la palla è entrata“.

Il tifo si fermò. Invece, seguì una corsa ai monitor di riproduzione, mentre tutti gli interessati verificarono se Perlman avesse ragione.

E così era in effetti … “Due istanti dopo che la palla entra”, rivelava la Weaver nel diario, “Ron Perlman fa un enorme sorriso e urla ‘oh cavoli’ direttamente in camera”. la protagonista era riuscita a segnare, ma con la palla erano entrati nell’inquadratura anche il sorrisone e l’imprecazione di Ron Perlman. A salvare la situazione arrivò però Connie Hall, operatore della mpd, che esaminò il fotogramma e dichiarò che era ancora utilizzabile. I due secondi che Perlman aveva fatto passare prima dell’esclamazione avrebbero potuto ancora essere montati.

Fu lasciata però l’ultima parola a Jeunet, che si rammaricò: “La palla esce dall’inquadratura. Quindi tutti penseranno che li abbiamo ingannati, anche se non l’abbiamo fatto”.

Ma la Weaver risolse secca: “Non penseranno che li abbiamo ingannati, perché … Perché dirò loro che non l’abbiamo fatto!“.

“Non puoi dirlo a tutti”, rispose Jean-Pierre Jeunet.

“Posso provarci”, replicò lei. E così, durante la promozione del film, quello fu stato uno dei messaggi chiave che venne spinto. Sì, la Weaver ha davvero realizzato quel canestro. Sì, lo ha fatto in un paio di tentativi. E sì, questa storia riemergerà ogni venti anni in rete a tediare i fan!

Di seguito trovate la sequenza originale di Alien – La Clonazione nella sua interezza e più sotto il backstage col canestro vero:

Fonte: DoG

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