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Titolo originale: Animal House , uscita: 28-07-1978. Budget: $2,700,000. Regista: John Landis.

Animal House poteva essere molto diverso: all’inizio il protagonista era Charles Manson

17/08/2026 news di Gioia Majuna

Prima di diventare la commedia universitaria con John Belushi che avrebbe influenzato un'intera generazione, Animal House passò attraverso idee decisamente più estreme. Una prevedeva addirittura Charles Manson come protagonista

È difficile immaginare Animal House senza la Delta Tau Chi, il Faber College e soprattutto il memorabile Bluto di John Belushi. Eppure, durante la sua lunga gestazione, il film diretto da John Landis nel 1978 avrebbe potuto essere qualcosa di completamente diverso: una storia ambientata al liceo con Charles Manson come personaggio principale.

Non si trattava semplicemente di una prima versione leggermente diversa della sceneggiatura. Prima che venisse trovata la formula della commedia universitaria che conosciamo, il progetto cinematografico legato al National Lampoon attraversò infatti diverse incarnazioni, alcune talmente estreme da risultare praticamente irrealizzabili per uno studio hollywoodiano dell’epoca.

Prima di Animal House c’era Laser Orgy Girls

La storia inizia dal National Lampoon Magazine e da uno dei suoi fondatori e autori più importanti, Douglas Kenney. Secondo quanto raccontato dallo stesso Landis, l’editore Matty Simmons temeva di perdere Kenney, ormai stanco del lavoro alla rivista, e gli prospettò quindi la possibilità di realizzare un film targato National Lampoon.

Kenney iniziò così a lavorare a una prima sceneggiatura che sarebbe stata intitolata Laser Orgy Girls. Landis raccontò di non averla mai letta personalmente, ma di aver saputo che era stata giudicata semplicemente «inaccettabile».

Nel frattempo, il produttore Ivan Reitman, che aveva già collaborato con diversi talenti legati al National Lampoon, entrò nel progetto. Tra questi c’era Harold Ramis, futuro regista di Palla da golf e Ricomincio da capo e successivamente interprete e co-sceneggiatore di Ghostbusters.

Fu proprio dalla collaborazione tra Ramis e Kenney che nacque una delle versioni più incredibili del progetto.

Charles Manson al liceo

La sceneggiatura immaginava Charles Manson all’interno di un liceo e conteneva materiale talmente provocatorio ed estremo da mettere in difficoltà persino Landis.

Il regista ricordò che nel copione c’erano «alcune cose brillanti», ma che nel complesso era «troppo oltraggioso» per poter funzionare.

Charles Manson: The Final Words 1Una sequenza, però, lo aveva particolarmente colpito. Il film sarebbe iniziato con la macchina da presa che attraversava una sorta di prigione-fortezza, addentrandosi progressivamente lungo corridoi sempre più minacciosi fino a raggiungere una cella imbottita. Nell’angolo si trovava un uomo con una camicia di forza.

Era Charles Manson, che guardava verso la macchina da presa e pronunciava una battuta:

«Fa caldo qui dentro o sono pazzo?»

Era un’apertura perfettamente coerente con l’umorismo provocatorio del National Lampoon, ma il resto della sceneggiatura andava molto oltre. Secondo il ricordo di Landis, Simmons reagì soprattutto alla presenza di materiale sessuale particolarmente controverso e propose una soluzione tanto semplice quanto decisiva: spostare tutto dal liceo al college.

Come nacque l’Animal House che conosciamo

Quel cambiamento modificò completamente il destino del progetto. Kenney e Ramis coinvolsero Chris Miller, che aveva già scritto delle proprie esperienze all’interno di una confraternita del Dartmouth College.

I tre iniziarono quindi a combinare ricordi, personaggi e situazioni provenienti dai rispettivi anni universitari, ambientando la storia nei primi anni Sessanta. È da questo processo che cominciò a emergere la struttura di Animal House.

Ma anche quella versione aveva ancora bisogno di essere addomesticata. Landis ricordava il primo copione come molto divertente ma anche impregnato di materiale razzista, antisemita ed elitista, caratteristiche che associava alla cultura satirica del Lampoon dell’epoca.

Quando Universal lo coinvolse nel progetto dopo aver visto un primo montaggio di The Kentucky Fried Movie, il suo compito fu quindi anche quello di supervisionare la riscrittura.

La sua intuizione fondamentale fu semplice: non potevano essere tutti personaggi spregevoli. Perché la commedia funzionasse servivano figure con cui il pubblico potesse schierarsi.

È qui che personaggi come Otter (Tim Matheson), Boon (Peter Riegert) e soprattutto Bluto iniziarono a trasformarsi da semplici studenti volgari e irresponsabili negli irresistibili outsider contrapposti all’establishment del Faber College.

Da Charles Manson a John Belushi

La trasformazione fu decisiva. Uscito nel 1978, Animal House diventò un enorme successo e contribuì a definire il modello della commedia universitaria americana che sarebbe stato imitato per decenni.

Ed è proprio questo a rendere così curiosa la sua origine. Il meccanismo fondamentale del film — l’anarchia dei Delta contro l’autorità e il conformismo — sembra quasi essere sopravvissuto alle versioni precedenti, ma è stato progressivamente incanalato in una struttura molto più accessibile.

Il paradosso è che Landis riteneva che quella vecchia sceneggiatura su Manson, impossibile da produrre all’epoca, avrebbe forse avuto maggiori possibilità molti anni dopo.

Animal House nacque quindi non semplicemente da una buona idea, ma dall’eliminazione progressiva di parecchie idee decisamente meno realizzabili. E pensare che tutto avrebbe potuto cominciare non con John Belushi che indossa una toga, ma con Charles Manson in camicia di forza dentro una cella imbottita.

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