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Dopo aver visto l’Odissea di Nolan devi recuperare questo film con Brad Pitt di 22 anni fa

18/07/2026 news di Andrea Palazzolo

Ti è piaciuto Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan? Ecco cosa recuperare per restare un altro po' nel mondo fantastico dell'epica omerica.

Poster di Odissea di Christopher Nolan

Quando nel 2004 Wolfgang Petersen portò sullo schermo Troy, l’operazione fu audace quanto rischiosa. Prendere l’Iliade di Omero, uno dei testi fondativi della cultura occidentale, e trasformarlo in un blockbuster hollywoodiano da 175 milioni di dollari significava camminare sul filo del rasoio tra rispetto per il classico e necessità di intrattenimento di massa. Il risultato fu un film divisivo: campione di incassi globali ma bersagliato dalla critica per le innumerevoli libertà prese con il poema epico.

Esattamente come, 22 anni dopo, sta accadendo con Odissea di Christopher Nolan. Un film che, ispirandosi all’altra epica omerica, mette in piedi un film dall’incredibile sforzo produttivo, ma che sta attirando le critiche da parte dei fan dell’opera. Per le libertà creative, per le scelte di casting e per tantissimi fattori. Ma se siete tra coloro che hanno visto la nuova opera di Nolan e ne volete ancora, ecco perché dovreste recuperare anche Troy.

La trama si concentra sul 1200 avanti Cristo, quando le città-stato della Grecia sono sotto il controllo di Agamennone, interpretato da un Brian Cox autoritario e spietato. Troia resta l’unica città libera dal suo dominio, un’onta che il re acheo non può tollerare. L’occasione per muovere guerra arriva quando Paride, principe troiano dal volto di Orlando Bloom, si innamora perdutamente di Elena durante una missione diplomatica a Sparta. Lei è la moglie di Menelao, fratello di Agamennone, ma la passione travolge ogni prudenza. Paride la conduce segretamente a Troia, nascondendola sulla sua nave.

Brad Pitt in Troy
Brad Pitt in Troy, fonte: Warner Bros. Entertainment Italia

Il rapimento di Elena diventa il casus belli perfetto per Agamennone, che da tempo progetta la conquista di Troia. Ma per vincere ha bisogno del più grande guerriero della Grecia: Achille. Brad Pitt costruisce un personaggio complesso, lontano dall’eroe monodimensionale. Questo Achille è arrogante, spregiudicato, assetato di gloria eterna più che di giustizia. Quando sua madre, la dea Teti interpretata da Julie Christie, gli predice che a Troia le sue gesta saranno cantate per secoli, l’uomo non esita. Abbandona Ftia con i suoi mirmidoni e il giovane cugino Patroclo, determinato a scrivere il proprio nome nella storia.

Per incarnare il semidio, Pitt si sottopose a sei mesi di allenamento intensivo sotto la guida di preparatori atletici. L’obiettivo era scolpire un fisico che sembrasse davvero quello di un essere a metà tra uomo e dio. L’attore smise persino di fumare, una rinuncia che definì più dura dell’allenamento stesso. Il risultato è visibile nella celebre scena d’apertura, quando Achille sbarca sulle coste troiane: un corpo atletico ma non gonfio, agile e letale, che si muove sul campo di battaglia con una coreografia quasi danzante.

Poster di Troy
Poster di Troy, fonte: Warner Bros. Entertainment Italia

Di fronte ad Achille si staglia Ettore, primogenito del re Priamo e difensore di Troia. Eric Bana costruisce il contraltare perfetto: dove Achille è individualista, Ettore è devoto alla famiglia e al popolo; dove il greco cerca la gloria personale, il troiano combatte per proteggere chi ama. Il film gioca sulla loro ammirazione reciproca, due guerrieri che riconoscono l’eccellenza l’uno dell’altro pur essendo nemici mortali. È Ettore a pronunciare una delle battute più memorabili, rimproverando il fratello minore dopo l’imprudenza che ha scatenato la guerra: “Hai mai ucciso un uomo? Hai mai visto un uomo morire? Io ne ho uccisi molti e li ho sentiti morire. No, non c’è nulla di glorioso nella morte in battaglia”.

Troy è disponibile per lo streaming su diverse piattaforme, da Amazon Prime Video a Now TV e Sky Go, permettendo a nuove generazioni di scoprire o riscoprire questo kolossal che ha provato a rendere Omero accessibile a un pubblico di massa. Un’operazione commerciale, certamente, ma anche un tentativo di riportare il mito greco al centro della cultura popolare contemporanea, con tutti i compromessi che questo comporta.

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