Ha reinventato il mito del vampiro e rigenerato il genere horror: ora su Netflix trovi il film per un weekend da brividi
11/07/2026 news di Andrea Palazzolo
Vuoi vedere in streaming il Nosferatu di Robert Eggers? Ecco dove puoi trovarlo. Tutto sul film horror gotico che reinterpreta il mito del vampiro.

Quando si parla di vampiri al cinema, il bivio è sempre lo stesso. Da una parte c’è l’archetipo seducente inaugurato da Bela Lugosi nel Dracula del 1931 di Tod Browning: un’eredità che ha generato il Conte di Christopher Lee per la Hammer Horror, il personaggio di Sesame Street e persino Laszlo Cravensworth di What We Do in the Shadows. Dall’altra parte esiste una stirpe ben più inquietante di creature notturne: quella inaugurata da Max Schreck nel Nosferatu del 1922 di Friedrich Wilhelm Murnau, sinfonia dell’orrore che era in realtà un adattamento non autorizzato del Dracula di Bram Stoker.
È questa seconda genealogia quella che ha influenzato il Nosferatu il vampiro di Werner Herzog del 1979 e il meta-capolavoro L’ombra del vampiro del 2000. Vampiri che possono essere romantici o carnali, ma che restano soprattutto minacciosi, potenti, ultraterreni. Spesso caratterizzati da una pelle innaturalmente chiara, denti mostruosi e un aspetto che sfida ogni canone umano.
Nel suo Nosferatu, disponibile su Netflix, Robert Eggers ci consegna un Conte di tutt’altra pasta. Il regista aveva già manifestato l’intenzione di dirigere questo progetto del cuore subito dopo l’eccellente The Witch del 2015. Dopo anni di attesa e il successo di The Lighthouse e The Northman, ha saputo ben confrontarsi con uno dei suoi film più ambiziosi.
Ambientato a Wisborg, in Germania, nel 1838, il film ruota attorno alla giovane Ellen Hutter, interpretata da Lily-Rose Depp, una donna tormentata da ansie, incubi e una natura stranamente intuitiva che la perseguita fin dall’infanzia. Suo marito Thomas, interpretato da Nicholas Hoult, riceve dal suo superiore Knock l’ordine urgente di concludere un importante affare immobiliare: trovare una nuova residenza per il misterioso Conte Orlok della Transilvania. Thomas scopre presto che il Conte ha piani ben diversi, piani che coinvolgono Ellen, sulla quale esercita una misteriosa e inquietante attrazione che sembra precedere il loro primo incontro.
Il nucleo narrativo di Nosferatu si concentra sulla relazione tra il Conte ed Ellen. Dal punto di vista di Ellen, scopriamo immediatamente che questa giovane donna gentile e ansiosa nasconde un passato misterioso e una predilezione per i cattivi ragazzi più oscuri immaginabili. La sua interpretazione è stata definita dalla critica sofisticata e profonda, anche se alcuni spettatori hanno espresso qualche dubbio sulla sua presenza scenica.
Bill Skarsgård è genuinamente irriconoscibile nel ruolo del Conte, una caratterizzazione inedita di Nosferatu completa di un misterioso e unico accento gutturale e di una presenza dominante. È una trasformazione incredibile, celata e ingigantita al punto giusto, che conferma il fatto che Skarsgård dovrebbe essere riconosciuto come uno degli attori più versatili della sua generazione. Il suo Orlok baffuto dalla voce cavernosa non ha nulla delle seduttive riletture moderne del mito del vampiro.

Dal punto di vista tecnico, Nosferatu è ineccepibile. La fotografia è stata unanimemente lodata per la sua bellezza satura, con colori che in talune scene sfumano quasi nel bianco e nero, creando un’atmosfera gotica e un oscuro mantra visivo che richiama l’espressionismo del capolavoro di Murnau. La regia di Eggers costruisce tensione con pazienza quasi ipnotica, prendendosi il tempo necessario per creare un cinema mentale potente.
Il film ricorda molto il Nosferatu, il principe della notte di Werner Herzog, ma la storia è necessariamente quella, radicata nel mito originale. Eggers si inserisce nella linea Murnau-Herzog senza toccare quelle vette irraggiungibili, ma creando comunque un’opera densa di messaggi e mai banale.
La durata di 133 minuti permette a Eggers di costruire un’atmosfera sofisticata senza mai cadere nella banalità. Il ritmo è deliberatamente rallentato, teatrale in alcuni momenti, ma funzionale alla costruzione di un horror che punta più sull’angoscia crescente che sul jump scare facile. Una favola gotica dell’orrore dove Eggers, come suo solito, racconta il lato oscuro dell’animo umano e il rapporto con l’irrazionale.
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