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6/10 su 1993 voti. Titolo originale: It Chapter Two, uscita: 04-09-2019. Budget: $79,000,000. Regista: Andy Muschietti.

IT Capitolo Due | La recensione dell’impresentabile film di Andy Muschietti

03/09/2019 recensione film di Raffaele Picchio

Il regista argentino si conferma un autore assolutamente incapace di maneggiare una materia simile, andando a confezionare un horror imbarazzante e sbagliatissimo in cui è impossibile tentare di trovare del buono in qualcosa. In lizza da gran vincitore tra gli horror più brutti degli ultimi 5 anni almeno.

Bill Skarsgård in It Capitolo Due pennywise

Il male può assumere molte forme. Quelle di un clown, di un padre violento, di una città di bigotti oppure di un gigantesco ragno. Ma anche quella di un film di 2 ore e 45 inguardabile e di una bruttezza disarmante. E quest’ultima è probabilmente la più temibile. Ma andiamo con ordine.

Il successo enorme e forse inaspettato della prima parte, che racchiudeva praticamente l’infanzia dei ‘Perdenti’ e il loro primo incontro/scontro con IT (la nostra recensione), per chi scrive era già abbastanza disarmante di suo, ma a sforzarsi si potevano trovare elementi accattivanti e sufficientemente paraculi per vendersi benissimo al pubblico di massa: il cast di ragazzini se la cavava piuttosto bene, Bill Skarsgård nella parte del clown faceva il possibile per caratterizzare il suo personaggio allontanandolo dall’iconica interpretazione di Tim Curry del precedente – e mediocre – film per la TV del 1990 e in qualche occasione riusciva pure a funzionare. Aggiungiamoci anche una confezione leccata e tirata a lucido e una sequela di jumpscare tutti uguali (e francamente ridicoli) che tuttavia potevano attecchire su un pubblico più generalista e meno addentrato in materia, o che semplicemente voleva passare due ore con una coca-cola fredda dentro una sala cinematografica.

It Capitolo due film posterEra comunque innegabile come tuttavia l’adattamento dell’intrasportabile e complessissimo romanzo di Stephen King sia stato semplificato e ridotto all’osso eliminando tutto quello che potesse risultare “forte” (come il sesso tra minori per esempio) e cercando di limare ogni elemento che trasportato in immagini poteva risultare alquanto grossolano, se non ridicolo (la tartaruga e tante apparizioni del pagliaccio mutaforma forse oggi leggermente “fuori moda”), facendolo risultare perennemente indeciso e barcollante su quale strada volesse effettivamente prendere, fermandosi alla fine in una via di mezzo “sospesa” che, a prescindere se fosse piaciuto o meno. lasciava ugualmente una curiosità (e per alcuni proprio un’attesa) abbastanza alta per questo IT Capitolo Due. Chi non conosceva nulla della storia giustamente avrebbe voluto assolutamente sapere infatti come sarebbe potuto finito tutto, mentre chi era stato fan della miniserie televisiva di 30 anni fa sarebbe stato indubbiamente attirato di vedere come il regista Andrés Muschietti se la sarebbe cavata ad adattare una porzione di storia assai più difficile da raccontare della prima, oltre a saziare l’insormontabile curiosità su come avesse risolto l’incredibile (e ridicolissimo) combattimento finale contro il ragnone in stop-motion. Tutti i kinghiani seguaci del romanzo indecisi su quale versante di gradimento propendere avrebbero infine voluto con impazienza vedere se le tantissime omissioni fondamentali per lo svolgimento (e il senso) della storia sarebbero state ripristinate o meno per capire se questo adattamento cinematografico alla fine dei giochi avrebbe potuto in qualche modo rendere giustizia ad un libro così sfaccettato e complesso.

Beh, Andy Muschietti con un colpo da maestro è riuscito a scontentare potenzialmente chiunque delle suddette categorie, realizzando quello che senza dubbio può essere considerato tra i peggiori film del terrore in assoluto degli ultimi anni. Ci sono talmente tante cose sbagliate in IT Capitolo Due che è anche difficile starle a elencare tutte. Innanzi tutto a livello stilistico e di messa in scena non fa un passo avanti a quanto già mostrato precedentemente, confermando quindi la sua assoluta incapacità a maneggiare la materia horror, anche nella sua forma più commerciale. Totalmente privo di ritmo e tensione, il film per quasi tre ore spara una serie di apparizioni una dietro l’altra di un ridicolo e uno squallore che seriamente sembra di vedere una sorta di maratona “best of” di tutti i sotto-Scary Movie realizzati fino ad ora: Bill Skarsgård / Pennywise questa volta è un continuo di smorfie insopportabili e butta alle ortiche anche quel poco di lavoro e costruzione fatta nel film precedente e purtroppo per lui non gli vengono in aiuto neanche gli orribili effetti digitali che lo mutano continuamente in creature dal design indecoroso (la strega, il “licantropo”, ma anche la penosa incarnazione finale e reale di IT sarebbero state inaccettabili anche in un libro di Piccoli brividi), immerse in situazioni da burletta assoluta.

it capitolo due film 2019È veramente inspiegabile e impossibile capire chi possa spaventarsi (ma anche sanamente divertirsi …) con una roba che sembra appunto una continua parodia inqualificabile dell’intero genere. Con IT Capitolo Due stiamo a livelli così bassi che anche un film come The Nun La Vocazione del Male (la recensione) o La Llorona – Le lacrime del Male (la recensione) sembrano capolavori diretti da Mario Bava. Narrativamente poi le cose vanno se possibile ancora peggio: trovandosi a gestire la parte più complessa, triste e truce del libro, Andy Muschietti decide inspiegabilmente di fare un frullato assolutamente indigesto di rielaborazioni inspiegabili (il rito di Chud per esempio è incredibile come sia stato introdotto qui quasi per caso e semplificato in un qualcosa che veramente il minimo è sentirsi presi riccamente in giro) e aggiunte inconcepibili (il bambino con lo skateboard che passa da cammeo comico a vittima è incredibile), ma sopratutto dopo un prologo (a onor del vero ingannevolmente promettente, un po’ come accadeva nella prima parte, forse per via del trattamento riservato all’insopportabile Xavier Dolan …) e un quarto d’ora successivo in cui fa riunire tutti i personaggi inizia a ripetere ossessivamente passo dopo passo la struttura del primo film in una interminabile e noiosissima sequela di flashback “tematici” che alterna passato e presente per ognuno dei personaggi protagonisti (caratterizzati poi talmente male che, se possibile, riescono a essere ancora più bidimensionali di quelli della vecchia miniserie TV), che a un certo punto a forza di ripetizioni di situazioni e concetti ti viene da chiederti a cosa siano servite alle fine le due ore e rotte della prima parte di IT.

Anche il cast – che comprende James McAvoy, Jessica Chastain e Bill Hader – lasciato totalmente allo sbando sembra assemblato più per creare qualche effettiva somiglianza con la controparte bambina (che vince ancora su quella adulta). Inoltre, se come si diceva precedentemente nelle sequenze horror è più facile ridere che spaventarsi, Andy Muschietti infarcisce i momenti non horror (e che si vorrebbero drammatici) di un umorismo terribile fatto di battute penose e che puntualmente arrivano ad ammazzare il pathos che dovrebbero avere anche le sequenze più delicate andando a far assomigliare pericolosamente questo IT Capitolo Due a un film dell’Universo Cinematografico Marvel. Per esempio, giusto per prendere uno dei casi più eclatanti, fin dai primi minuti in cui viene presentato il personaggio di Bill / James McAvoy (che come nel romanzo di Stephen King è uno scrittore dell’orrore che ha fatto un libro di successo), gli viene costantemente ripetuto per decine di volte che il suo libro (da cui la Warner Bros. sta peraltro traendo un film, in un tocco metacinematografico da pernacchie) ha “un finale pessimo” e che “andrebbe cambiato” (cosa che gli dice pure lo stesso Stephen King in un cammeo di una pena indecorosa). Questa gag, che vorrebbe occhieggiare alla vox populi che si alzò tanto per il libro quanto per la vecchia miniserie televisiva del 1990, nient’altro è che un giochetto di Andy Muschietti, il quale, in un eccesso di onnipotenza, la applicherà effettivamente in questo IT Capitolo Due, andando a snaturare tutto il significato malinconico e apocalittico del libro con una serie di sottofinali di una retorica e uno squallore inenarrabili.

Bill Hader, James McAvoy, Jessica Chastain e Andy Bean in It Capitolo DueTralasciamo poi per decenza la pesantezza e l’assoluta gratuità con cui ha voluto calcare su concetti come omosessualità repressa o individualismo femminile (tuttavia non c’è traccia di sesso manco in questo che i protagonisti sono adulti …), a discapito magari di delineare quello che in fin dei conti era il vero protagonista dell’intera opera (cartacea e televisiva), ovvero la città di Derry, che qui a un certo punto diventa inspiegabilmente vuota e totalmente priva di abitanti (che compaiono giusto in occasione delle infinite scenette con Pennywise demente a fare da sfondo). Ci sarebbe poi da dire poi tantissimo (e ovviamente male) anche sullo scontro finale tra il ritrovato gruppo di Perdenti e la creatura, ma si incapperebbe in spoiler vari che farebbero rodere qualche curioso. Vi lascio comunque immaginare in un contesto così devastante come possa risultare.

Alla fine della sua estenuante durata e cercando di guardare l’opera nella sua totale completezza, Andy Muschietti con il suo milionario IT (il budget si aggira sui 70 milioni di dollari) ha fallito miseramente il bersaglio, affogando in ambizioni che ha ampiamente dimostrato di non poter raggiungere, andando a girare solo un lunghissimo bignami di come non dovrebbe mai essere un horror contemporaneo. Non che si debba vivere per forza di capolavori, ma film come questi fanno malissimo al genere e il successo che ottengono è un segnale preoccupante visto che trattano, tra l’altro, anche lo spettatore come un povero cretino a cui tirare noccioline per farlo stare buono e contento. Personalmente mi auguro seriamente che questa volta non accada nulla di tutto ciò e che un auspicabile passaparola negativo affossi per sempre questo progetto sciagurato di cui viene minacciata anche una versione “director’s cut” di sei ore e mezza (penalmente perseguibili come un vero e proprio sequestro di persona). Vi prego, non lo permettete, ci sono tante cose più belle da vedere e fare in vita che assistere e foraggiare robacce colpevoli e dannose come queste.

Di seguito trovate il final trailer in versione italiana e internazionale (per meglio apprezzare le voci originali) di IT Capitolo Due, nei nostri cinema – anche in IMAX – dal 5 settembre:

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