Home » Cinema » Azione & Avventura » Jumanji: The Next Level | Recensione del film di Jake Kasdan, terzo capitolo della saga

6/10 su 3825 voti. Titolo originale: Jumanji: The Next Level, uscita: 04-12-2019. Budget: $125,000,000. Regista: Jake Kasdan.

Jumanji: The Next Level | Recensione del film di Jake Kasdan, terzo capitolo della saga

24/12/2019 recensione film di Luca Cristino

La squadra di giocatori composta da Dwayne Johnson, Karen Gillan, Kevin Hart e Jack Black, assieme alle new entry ​Danny DeVito e Danny Glover, sblocca un nuovo livello del franchise: l'usato sicuro senza idee che fa il minimo indispensabile per compiacere il suo pubblico

jumanji next level film 2019

Come potevamo mancare al sequel Jumanji: The Next Level, probabilmente il più atteso del decennio! Nel ringraziare il caporedattore del Cineocchio, che mi riserva con affetto tutti i film inerenti al tema videogiochi ai quali non riesce a presenziare, gli vorrei ricordare che l’Universo ha una sua giustizia karmica.

Il primo capitolo di due anni fa (la recensione) era stata – a sorpresa – la quinta produzione con il più grande incasso del 2017. Ci aspettiamo lo stesso da questo secondo capitolo da 125 milioni di dollari di budget (ben 35 in più del precedente), poiché nulla ha da invidiare in qualità, intensità e comicità al suo predecessore Jumanji: benvenuti nella Giungla, anche se difficilmente raggiungerà il quasi miliardo di due anni fa. La bromance che mi lega a Dwayne ‘The Rock’ Johnson e al Jack ‘ForseMiRitiroDalleScene’ Black non può farmi rivalutare le due ore buttate a guardare Jumanji 2. A tutto c’è un limite e se l’asticella della divina indignazione si era minacciosamente avvicinata al cardine con il precedente capitolo, ma tutto sommato non aveva creato un senso di rabbia, questo terzo capitolo non delude quanto promesso dal titolo.

In questa inedita featurette omaggiata solo e soltanto per i lettori del Cineocchio, vediamo il protagonista Jack Black e il bi-regista Jake Kasdan (travestito per l’occasione da Dave Growl), intenti a realizzare la stesura definitiva della sceneggiatura. Anche il titolo dato al video è evidentemente nomen omen per gli enormi incassi! (continua dopo il video, che potete tenere in sottofondo mente continuate la lettura).

Non volendo essere da meno, abbiamo voluto quindi realizzare una recensione senza spoiler dello stesso livello. Ma procediamo per gradi.

Lo sfigato delle foreste illegali la noia uccisamente sapete in un a del. Omaggiando lo Smerdino che alberga nei nostri cuori, l’incipit più calzante si presenta con questa forma. Questo perché la vita fuori da Jumanji è noiosa per Spencer (Alex Wolff). Dopo aver finito la High School, l’ingresso nella vita adulta ha riservato una pesante scure per lui che aveva indossato i panni del dottor Smolder Bravestone. Un lavoro noioso, una relazione a distanza inconcludente e una qualità della vita degna di Jerry Smith, porta di nuovo a casa il giovane Spaventapassere per Natale. All’indomani di un incontro con i suoi amici reduci della disavventura del 2017, Spencer decide di giocare nuovamente. Logica vuole che se la tua vita è grigia e non ti concede soddisfazioni, perché non metterla a rischio rientrando nel videogioco dal quale sei riuscito a salvarti miracolosamente solo una manciata di mesi prima? Oltretutto, conscio di aver già quasi distrutto la console Jumanji, perché non riattivarla nonostante i possibili bug di sistema?

La stessa scelta che farebbe qualsiasi ragazza procace all’interno di un film horror; forse in una freudiana speranza di vestire gli strizzati panni virtuali di Karen Gillian. Non ricevendo alcuna risposta, il gruppo di amici decide di andare a trovarlo a casa. Che reazioni
si potrebbero avere nel trovare la console riaccesa? Ovviamente andare a salvare l’amico!

Non tutti del gruppo vengono trasportati al suo interno e questa volta anche persone ignare ne vengono risucchiate. In questo caso sono le comparsate di Danny & Danny, rispettivamente Glover (che, proprio come in 2012 di Roland Emmerich, rimane ‘indietro’ a salvare il mondo) e DeVito, a interpretare gli avatar del gioco. Il nonno di Spencer e il suo amico porteranno una ventata di freschezza a quello che rischiava di creare una fin troppo marcata ripetizione nei personaggi già conosciuti. Grazie al ‘gioco dei ruoli’ dove due anziani tornano giovani, matte risate ci aspettano dietro l’angolo!

Nuovi giocatori, nuovi personaggi e – quindi – nuove livelli da superare. Questa volta la storia vede come antagonista un minaccioso barbaro vichingo amante delle iene interpretato da un altro ‘canide’. Ci chiediamo se Rory ‘Il Mastino’ McCann continuerà la sua carriera morendo a causa di cadute da un’elevata altezza. Spoiler? Bah. Questo perché se andrete in sala pensando che i protagonisti non riusciranno a fuggire da Jumanji, sconfiggendo il cattivo, rinsaldando vecchie amicizie e ritrovando l’amore, vi meritate la visione di A Serbian Film di Srđan Spasojević. Giusto per capire il vero senso di un “lieto finale”.

I Watched It So You Don't Have To: A Serbian Film

Nonostante la facciata da anziani ormai arrabbiati con il mondo e sempre pronti a lamentarsi di qualsiasi cosa, molti di noi non ne nascondono solo l’apparenza. Avremmo adorato poter far risvegliare il nostro fanciullino e gridare ‘Jumanji!!’ dopo l’ultima scena. L’idea iniziale di trasportare un vecchio film da un board game a un videogioco avrebbe infatti potuto anche essere carina; se solo avesse mantenuto un po’ della magia originale. Il capostipite del 1995 con Robin Williams non era certo un lungometraggio eccelso, però aveva avuto la capacità di far volare la nostra immaginazione.

In Jumanji: The Next Level, più che volare, si sentono solo due pesanti tonfi. Purtroppo nulla si discosta da quanto detto nella recensione del primo capitolo, anzi. Se nel 2017 c’era anzi un po’ di curiosità, arrivati al 2019 questa è bella che sepolta e con essa qualsivoglia velleità di accettare le scelte fatte da chi ha realizzato il film. La comicità è degna di una gita a Firenze delle medie. Se nel precedente la faceva da padrone il corpo di Jack Black ‘posseduto’ dalla bella ragazza liceale americana, il ‘nuovo livello’ è adesso un grumpy e vecchio The Rock a catalizzare la comicità della produzione. Meglio invece glissare sul personaggio di Kevin Hart, che dovrebbe far ridere solo perché parla molto lentamente (NDR: non vi fa già ridere a crepapelle???).

Sarebbe molto più ilare un forte peto tirato in un contesto inappropriato rispetto a qualsiasi ‘momento comico’ presente in Jumanji: The Next Level; cosa della quale ci siamo stupiti non avendo assistito ad alcun presa in giro sull’incontinenza senile. Aspettiamo allora la director’s cut per questo tipo di perle. Le scene d’azione costituiscono l’immancabile riempitivo necessario al carente scheletro narrativo pensato dagli sceneggiatori Jeff Pinkner e Scott Rosenberg. Fin troppo confuse e così estreme da poter essere riciclate da Michael Bay per il suo 6 Underground (la recensione).

Siamo di fronte a un nuovo prodotto, che si fa forte di aver azzeccato la target audience, e che ha deciso di non fare alcun sforzo oltre quello di incassare indebitamente il prezzo del biglietto. L’unica cosa che voglio salvare è il finale. Nell’ultima scena, infatti, i protagonisti promettono di non ritornare MAI più dentro Jumanji. Speriamo fortemente anche noi che stavolta la mantengano.

Di seguito trovate – sulle note di Crazy Train di Ozzy Osbourne – il trailer finale in versione italiana di Jumanji: The Next Level, nei nostri cinema dal 25 dicembre:

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