Home » Cinema » Horror & Thriller » Lux Æterna | Recensione del film di Gaspar Noé (Sitges 52)

9/10 su 4 voti. Titolo originale: Lux Æterna, uscita: 18-05-2019. Regista: Gaspar Noé.

Lux Æterna | Recensione del film di Gaspar Noé (Sitges 52)

15/10/2019 recensione film di William Maga

Béatrice Dalle e Charlotte Gainsbourg sono le protagoniste di un mediometraggio che racchiude i consueti tratti della poetica del regista franco-argentino, tra disperazione, improvvisazione e luci martellanti

Per quelli che hanno familiarità con il cinema dell’autore di culto Gaspar Noé, o lo si apprezza per il suo stile stravagante (spesso racconta storie di squallida esistenza alimentate dal sesso e progettate per cavalcare sopra un nauseabondo equilibrio instabile tra titillamento e repulsione), oppure lo si disprezza. Il suo ultimo lavoro, il mediometraggio su commissione Lux Æterna (circa 51 minuti complessivi), si può collocare maggiormente sul versante sperimentalmente giocoso della sua produzione, un oggetto filmico prodotto da Saint Laurent e progettato come veicolo perfetto per le magnetiche Béatrice Dalle e Charlotte Gainsbourg.

Siamo davanti a un incubo metafilmico – e autoreferenziale – che attinge alla solita ‘scorta’ di provocatori autori del cinema e della letteratura cari al regista franco-argentino, che intervalla liberamente la narrazione con brani estrapolati da Fëdor Dostoevskij e da Carl Theodor Dreyer, ma anche dai maestri Jean-Luc Godard e Rainer W. Fassbinder. Il ricorso allo split screen tanto caro a Brian De Palma innestato su una inquadratura extra widescreen è poi la premessa alla discesa agli inferi accompagnata da uno spettacolo di luci stroboscopiche che martellano senza tregua gli occhi per gli ultimi 5 minuti. E quando i titoli di coda infine giungono alla fine del martirio audiovisivo, un cartello rende forse chiaro l’intento estremamente beffardo dell’intero progetto: “Grazie a Dio, sono ateo“.

Lux Æterna (2019) film posterForse i momenti più piacevoli di Lux Æterna sono quelli condivisi nel lungo scambio di apertura tra le due dive francesi, entrambe nei panni di se stesse. La loro conversazione ci rivela che Béatrice Dalle sta per girare un’importante sequenza per un film di cui è regista, in cui la ‘strega’ Charlotte Gainsbourg è destinata a bruciare sul rogo. A conferma che sia quasi tutto frutto di improvvisazione (il copione originale era di sole 2 pagine …), le due donne si confrontano sulle rispettive esperienze con le figure delle streghe, condividendo anche storie di set molto personali e scabrose (si accenna sia a La visione del sabba di Marco Bellocchio che, quasi certamente, a Nymphomaniac di Lars von Trier) e non lesinando complimenti reciproci.

Tuttavia, quando la scena madre è pronta per essere finalmente girata, Lux Æterna muta, trasformandosi rapidamente in qualcos’altro. Un ragazzo giovane e bello, presumibilmente il fidanzato di Béatrice Dalle, presenta alla regista Karl Glusman (già protagonista di Love nel 2015), sorta di sicofante di Los Angeles che è volato fin lì in Francia espressamente per corteggiare Charlotte Gainsbourg e convincerla a partecipare al suo nuovo film nel modo più fastidioso possibile.

Peggio ancora, sembra che il produttore della Dalle (Yannick Bono) stia facendo del suo meglio per metterle i bastoni tra le ruote per colpa di un direttore della fotografia snob, Max (Maxime Ruiz), che si rifiuta di ascoltare gli ordini di regia della donna. Ad un video operatore viene quindi assegnato il compito di seguire ovunque la regista sul set, in modo che possano trovare un modo per licenziarla (un espediente che consente all’attrice 54enne di ricordare l’incidente avvenuto a Miami durante le riprese di Blackout di Abel Ferrara, che le impedì di lavorare negli Stati Uniti). A lato, organizzare l’entrata in scena di un manipolo di modelle ben poco simpatiche (tra cui la Abbey Lee di The Neon Demon) sembra intanto un compito estenuante per l’assistente della Dalle, Felix (Felix Maritaud), poiché tutta la troupe sembra sul punto di esplodere in preda allo stress e al caos organizzativo. Come se non bastasse, proprio mentre sta per girare, Charlotte Gainsbourg riceve una telefonata preoccupante dalla maestra del figlio, che afferma che alcuni ragazzi a scuola gli avrebbero inciso una croce nelle zone intime, notizia che, ovviamente, la sconvolge.

Charlotte Gainsbourg lux aeterna noéCome recita il sottotitolo iniziale alla citazione di Dostoevskij riguardante il sublime piacere di una risposta ellittica, Gaspar Noé ci porta sull’orlo del precipizio della tana del coniglio con uno spettacolo di luci pulsanti e suoni opprimenti presumibilmente destinato a portarci esattamente ai limiti di questa voragine. Guardando un po’ a Kenneth Anger, ma ancora di più ad Attenzione alla puttana santa di Rainer Fassbinder (1971), un film che rifletteva sull’esperienza infernale dell’autore tedesco con Whity, Lux Æterna, che in qualche modo prosegue il discorso iniziato lo scorso anno con il baccanale di Climax (la recensione), sarà allora vissuto dallo spettatore o come il meraviglioso incubo che sperava di vivere, oppure come l’ennesimo divertissement compiaciuto che si prende gioco di chi guarda.

In ogni caso, qualunque sia la risposta, Lux Æterna è come sempre un’esperienza sensoriale faticosa e totale, nonché una fantastica parentesi per Béatrice Dalle, cui viene offerta la possibilità di recitare un tributo al suo disturbato personaggio di Betty Blue (1986).

Di seguito una clip internazionale di Lux Aeterna:

Charlotte Gainsbourg
Béatrice Dalle
Félix Maritaud
Clara 3000
Mica Argañaraz
Yannick Bono
Loup Brankovic
Stefania Cristian
Karl Glusman
Paul Hameline
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