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6/10 su 708 voti. Titolo originale: Braven , uscita: 01-02-2018. Budget: $5,000,000. Regista: Lin Oeding.

Braven – Il Coraggioso | La recensione del film di Lin Oeding

26/03/2018 recensione film di Sabrina Crivelli

Jason Momoa e Stephen Lang sono i rocciosi protagonisti di un action boschivo senza fronzoli, che va al sodo senza curarsi troppo delle psicologie e che non lesina sulla violenza

Jason Momoa in Braven (2018) film

Debutto più che discreto alla regia di un lungometraggio, Lin Oeding combina in Braven – Il Coraggioso la sua esperienza decennale come stuntman alla scelta di un protagonista adeguato, Jason Momoa, che si presta perfettamente per stazza e sguardo truce al ruolo che deve ricoprire.

Action ambientato nella gelida Alaska, Braven – Il Coraggioso segue per l’appunto le peripezie del nerboruto boscaiolo Joe Braven (Mmoa), sposato con la bella e atletica Stephanie (Jill Wagner) e amorevole padre di una vivace ragazzina, Charlotte (Sasha Rossof). Il protagonista si prende inoltre cura del padre, Linden (Stephen Lang), ormai non più giovanissimo, seppur fisicamente prestante, il quale però non è più lucido come prima a causa di un terribile incidente occorso non molto tempo addietro. Dopo l’ennesima rissa del genitore, che scambia la fidanzata di un altro per la sua defunta moglie e finisce in ospedale, Joe si trova a suo malgrado costretto a pensare di mandare l’amato genitore in una struttura che possa prendersene cura 24 ore su 24.

Dopo averne parlato, afflitto, alla consorte, lei gli suggerisce di portarlo nel loro capanno, che Linden ama moltissimo, e con la scusa di una virile battuta padre figlio di provare a parlargli lì e capire cosa fare in futuro. Mai decisione fu più infausta! Oltre a non sortire il risultato sperato, i due si ritrovano involontariamente coinvolti nel traffico di droga quando Weston (Brendan Fletcher), un corriere per il legname che arrotonda con attività non esattamente legali, dopo essere uscito di strada con il suo camion mentre trasporta il carico, sceglie il luogo isolato per nascondere delle sacche piene di eroina.

Così lui e il suo socio, Hallet (Zahn McClarnon), decidono di organizzare lo scambio proprio lì, senza sapere che i proprietari siano “in casa”. Così Joe e Linden non solo sono coinvolti in un’attività illecita, ma in una vera e propria sparatoria, non appena il sadico Kassen (Garret Dillahunt) arriva a reclamare la propria partita. E non è tutto, visto che a complicare ulteriormente le cose Charlotte si nasconde nella macchina di Joe, che inconsapevole la porta con sé.

Braven – Il Coraggioso è certo un po’ ingenuo in certi passaggi, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi e nella componente emotiva, con l’eroe buono e un po’ stereotipato presentato in apertura che si ritrova a combattere l’amico corrotto (che naturalmente verrà punito) e un manipolo di spietati criminali. Ancor più un po’ abbozzata e fin troppo semplicistica è la dinamica padre / figlio, nonché il modo in cui viene affrontata la forma di demenza che attanaglia l’amato genitore. Tuttavia, seppur drammatico in alcune premesse, non è la costruzione del pathos tragico ad essere il punto forte del film, né ci si aspetta che lo sia, soprattutto vista l’accoppiata Lin Oeding – Jason Momoa, l’uno dietro alla macchina da presa, l’altro nel ruolo principale, affiancato peraltro da un coriaceo Stephen Lang come spalla armata di fucile di precisione.

Poco contano i dettagli, quali il fatto che il primo sia più letale di John Rambo e un vero maestro in termini di sopravvivenza & fuga contro delinquenti armati fino ai denti, mentre l’altro, seppur gravato dall’Alzheimer, abbia una mira migliore del Chris Kyle di American Sniper. Per non parlare della ‘quota rosa’, che con arco e frecce appare degna erede della Ghiandaia Imitatrice di Hunger Games. La sceneggiatura, stesa a quattro mani da Michael Nilon e Thomas Pa’a Sibbett, non lavora indubbiamente di fino sulle sfumature psicologiche o narrative, ma non è questo il fulcro del discorso.

Quello che conta, e che costituisce con ogni probabilità il fine ultimo di Braven – Il Coraggioso, è l’azione dura e pura, che ricorda molto gli esponenti del genere action degli anni ’90. Quindi, se siete in cerca di un ritmo costantemente teso (preambolo lacrimevole a parte), scene di ottima fattura tecnica con fuoco incrociato in mezzo ai boschi, una singolare ma riuscita home invasion (un po’ alla Cane di Paglia), e qualche sgozzamento ad uopo, la pellicola vi appagherà assolutamente.

La modalità con cui gli scontri – con e senza armi, in interni così come in esterni – sono ideati e messi in scena è difatti più che soddisfacente; inoltre, come plausibilmente farebbe chi combatte per la sopravvivenza sua e dei suoi cari, non si fanno prigionieri, senza quindi alcuna edulcorazione buonista, si prende la mira esclusivamente per uccidere (buoni e cattivi allo stesso modo). Poi c’è Jason Momoa, che abbandonati i panni di supereroe marino per la Warner / DC, impugna il coltello e si rivela un perfetto survivor, con una fisicità che gioca a suo vantaggio senza dubbio.

Similmente Stephen Lang, come già in Man in the Dark del 2016, mostra un piglio decisamente battagliero. Un po’ troppo caricato invece è il villain di turno, Kassen, che spacca le teste dei suoi uomini sui tavoli per un piccolo inconveniente, o ammazza i collaboratori perché è disturbato dal loro chiacchiericcio. Insomma, quasi un antagonista da cartone animato, ma in fondo fa tutto parte dell’estrema semplificazione dell’insieme.

Dunque, se cercate un raffinato ritratto interiore con sfumature psicologiche o sociali, Braven – Il Coraggioso non fa per voi. Se invece avete dato uno sguardo al trailer (indicativo della vera natura del titolo) e Jason Momoa vi intriga, oppure desiderate mero intrattenimento senza fronzoli, non girato con la mano sinistra e non troppo intellettualoide, avete trovato il titolo perfetto per una serata all’insegna dell’azione vecchio stampo che mai passerà di moda.

Di seguito il trailer ufficiale del film, che vedremo direttamente in home video dalle nostre parti a novembre: