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7/10 su 11825 voti. Titolo originale: Deadpool 2 , uscita: 10-05-2018. Budget: $110,000,000. Regista: David Leitch.

Recensione | Deadpool 2 di David Leitch

15/05/2018 recensione film di Sabrina Crivelli

L'irriverente mercenario chiacchierone incarnato da Ryan Reynolds torna in un secondo capitolo all'altezza delle grandi aspettative, tra sequenze esplosive, humor politicamente scorretto e segnali inaspettati di maturità

Autodistruttivo, impertinente e come prevedibile decisamente esilarante, Deadpool 2 di David Leitch (Atomica Bionda) riesce a deliziare ancora una volta i fan del supereroe più scanzonato e chiacchierone dell’intero universo Marvel (solo Comics ovviamente …), aggiungendo questa volta alla ricetta un tocco di dramma in più (le 27 cose da sapere sul film). Tutti coloro che hanno apprezzato il primo capitolo del 2016 incentrato sulle origini del rocambolesco mercenario immortale, dietro cui si cela lo sfregiato Wade Wilson (Ryan Reynolds), non potranno che apprezzare questo sequel, che mantiene costante il tono altamente irriverente e citazionista che ha reso celebre il capostipite, ma getta nella mischia nuovi personaggi interessanti e spunti di riflessione più maturi, ovviamente ben celati dalle consuete battute scabrose e gag e dalle scene d’azione orchestrate dal regista.

Il film si apre con il nostro paladino sui generis intento nella meticolosa eliminazione di ogni esponente della criminalità su scala globale. Dalla Yakuza ai cartelli messicani, ogni malvivente è sterminato in una profusione di pallottole … e non si fanno prigionieri! Insomma, tutto procede nel migliore dei modi. Tuttavia, un evento drammatico interrompe la prolifica attività del volenteroso antieroe di rosso vestito, sprofondandolo in una terribile crisi interiore. Non solo, l’incontro con un giovane mutante arrabbiato con il mondo, Russell (Julian Dennison), porta con sè non pochi guai: lui e l’adolescente, dopo una serie di sfortunati – e non esattamente involontari – eventi, finiscono in un carcere di massima sicurezza destinato a coloro che sono dotati di poteri speciali! E non è ancora finita … Cable (Josh Brolin), possente cyborg dagli incredibili poteri, giunge dal futuro in cerca di vendetta e, guarda caso, è proprio il nuovo protetto di Deadpool a essere il suo inspiegabile obiettivo. Quest’ultimo dunque dovrà far ricorso a tutte le sue capacità e formare un nuovo selezionatissimo – e improbabilissimo – team di supereroi, la X-Force, per salvare il ragazzo da chi vuole eliminarlo, ma soprattutto da sé stesso.

Seppur non esente da difetti, Deadpool 2 è certamente un degno seguito nella saga incentrata sullo sboccato (anche qui siamo davanti a un R-rated) e redditizio antieroe in mano alla Fox. Anzitutto, sempre costante è la parlantina e l’irrispettosa mimica del protagonista, pronto a ironizzare su tutto e tutti in una profusione di battute politicamente scorrette che sfondano la quarta parete e che non ci pensa due volte a far partire un colpo mirato alla testa del cattivo di turno facendola saltare in aria. In più, in una sequenza memorabile e inaspettata, viene messa in scena una pirotecnica sequenza di morti a catena tanto assurde quanto grottesche, tra fili dell’alta tensione, tritarifiuti e atterraggi non proprio indolore, decisamente imperdibile e geniale! Insomma, un’altra boccata d’aria fresca rispetto ai consueti film di supereroi educati e petulanti che dominano il botteghino con cadenza mensile, alla faccia dei contemporanei benpensanti che censurerebbero qualsiasi cosa. A ciò si somma, se possibile più che in precedenza, la propensione di Deadpool 2 a essere uno strabiliante e poliedrico inno derisorio alla cultura pop contemporanea: lo sfrontato cinecomic fa infatti il verso a numerosi titoli celeberrimi, e tra i vari beffardi omaggi che si susseguono senza soluzione di continuità troviamo quelli a Flashdance e Basic Instinct, titoli di testa in stile 007 declinati alla parodia, la menzione in chiave derisoria di uno storico incontro tra Deadpool e Wolverine, senza contare gli innumerevoli Easter Egg celati sullo sfondo o in bella vista, oppure espressi ad alta voce, tra cui meritano una menzione il gruppo canadese Alpha Flight, la trasposizione di Lanterna Verde (che ha visto Ryan Reynolds protagonista nel 2011), Thanos, i Goonies e perfino l’horror estremo The Human Centipede.

Costanti sono indubbiamente alcune caratteristiche imprescindibili e non ‘smussabili’ (prendere o lasciare), ma in Deadpool 2 si percepisce anche una netta evoluzione del protagonista, così come del plot. Se il precedente capitolo era incentrato sul tortuoso iter che portava lo spensierato Wade Wilson, ammalatosi di cancro, a divenire un mutante con incredibili capacità rigenerative, proprio perché si trattava di una storia delle origini piuttosto limitati erano i possibili sviluppi. Qui invece David Leitch e gli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick puntano sulla totale libertà nella narrazione, aggiungendo diverse new entry perfette, su tutti il tormentato Cable (non è lui il vero villain …) e la ‘fortunata’ Domino (Zazie Beetz), ma non solo. Ritroviamo infatti tutti i personaggi del primo capitolo, Morena Baccarin, sempre nel ruolo dell’avvenente Vanessa Carlysle, i due X-Men Testata Mutante Negasonica (Brianna Hildebrand) e Colosso (Andre Tricoteux), anche loro evolutisi in qualcosa che va oltre la mera comparsa/spalla comica, e Leslie Uggams e T.J. MillerCosa più importante però, la parvenza superficiale ed estremamente leggera di Deadppol 2 cela in realtà retro-messaggi non così scontati, dal mettere in questione il determinismo nell’evoluzione di un individuo al ruolo del supereroe, dal rapporto con le nuove leve e i vecchi compagni all’omosessualità, fino al ‘classico’ problema dell’uso della violenza per fare / farsi giustizia da soli e al senso ultimo dell’esistenza stesso. Seguiamo quindi Deadpool in un cammino – molto peculiare certo – di maturazione, in cui la sua convenzionale noncuranza viene via via sostituita clamorosamente da un maggiore senso di responsabilità verso il prossimo, ovviamente senza mai privarsi del tipico humor scorretto, grazie al contatto con i nuovi comprimari.

Non è tutto oro comunque. Gli spettatori più meticolosi noteranno alcune leggerezze nel copione, benché il tipo di film non induca certo a una particolare attenzione ai dettagli. In ogni caso, i puntigliosi non potranno non storcere il naso – o almeno farsi qualche domanda – nel vedere come venga dal nulla introdotta e mai approfondita, purtroppo, l’annosa questione della convivenza poco pacifica tra esseri umani e mutanti. Una problematica, tipica di quasi tutti i film sugli X-Men, affrontata qui ex abrupto nel momento in cui facciamo la conoscenza del giovane Russell, ovvero Firefist, che terrorizza l’intero istituto in cui lui e altri orfani sono stati cresciuti sotto le crudeli attenzioni di un direttore insensibile e senza scrupoli (Eddie Marsan). Inoltre, abbozzate sono anche alcune altre minuzie, quali la natura della struttura detentiva in cui finiscono Deadpool e gli altri mutanti ‘fuorilegge’, chi la gestisca, da quanto tempo sia attiva … Elementi che non tolgono efficacia all’insieme, che certo possiede altre qualità.

In conclusione, Deadpool 2 riesce nel non scontato compito di soddisfare appieno le aspettative dei suo molteplici estimatori, facendo al contempo nascere il desiderio di vedere presto un terzo capitolo che possa rispondere alle questioni lasciate in sospeso o solo accennate, nonostante un contro-finale che potrebbe seriamente stravolgere tutto il futuro – e il passato – della serie (ancor di più di quello visto in Avengers: Infinity War …). Per chi se lo chiedesse, non ci sono invece scene post titoli di coda.

Di seguito trovate il trailer ufficiale italiano del film, nei nostri cinema dal 15 maggio:

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