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5/10 su 139 voti. Titolo originale: The Wind , uscita: 06-06-2019. Regista: Emma Tammi.

Recensione Sitges 51 | The Wind di Emma Tammi

24/10/2018 recensione film di Sabrina Crivelli

La regista esordisce rielaborando con un'inedita prospettiva al femminile il sottogenere del western horror, costruendo una buona tensione ma inciampando in passaggi un po' troppo confusi

Le atmosfere horror e i territori inesplorati del selvaggio West sono spesso un mix vincente, molti sono gli esempi a supportare tale assunto nella storia del cinema, quali L’insaziabile (Ravenous, 1999) di Antonia Bird, Exit Humanity (2012) di John Geddes, oppure Bone Tomahawk (2015) di S. Craig Zahler (il nostro speciale sul sottogenere). La felice ibridazione ha poi contraddistinto la recente e notevolissima Westworld (scopritene le origini nel nostro approfondimento), serie TV sci-fi / western con tocchi dark prodotta da Jonathan Nolan e J.J. Abrams con protagonisti Evan Rachel Wood, James Marsden, Thandie Newton, Jeffrey Wright e Ed Harris. Ancora una volta, la combinazione si è ora rivelata vincente nel thriller psicologico, collocato nelle sconfinate praterie americane, The Wind, notevole debutto alla regia di un lungometraggio di Emma Tammi, sceneggiato da Teresa Sutherland.

Questo western anomalo unisce anzitutto le ambientazioni tipiche del genere e alcune note orrorifiche. Non solo, l’insieme viene presentato secondo una prospettiva inedita, fortemente femminile (affine a Jane Got a Gun di Gavin O’Connor) e psicologica, dando risalto al dramma delle donne lasciate indietro, sole, a casa, spesso dimenticate nelle epopee avventurose in stile John Wayne. Lizzy Macklin (Caitlin Gerard), moglie di un agricolture, Isaac Macklin (Ashley Zukerman), e con lui abita in una rustica casetta nel mezzo del nulla. In un lento incedere, ne è seguita la dolorosa parabola, ne sono descritti gli episodi più tragici, sospesi tra allucinazioni e presenze soprannaturali. Delle entità oscure bussano alla porta di legno e alle finestre, i loro passi fanno risuonare di scricchiolii sinistri le scabre assi del pavimento … Pericolo reale oppure è solo frutto della follia di cui è in preda, comprensibilmente, la protagonista?

La narrazione di The Wind è certo sibillina. In apertura, vediamo uno sconosciuto intento a seppellire la consorte da poco deceduta in tragiche circostanze, per poi dirigersi al villaggio più vicino accompagnato da Isaac. Poi un flaskback. I Macklin sono nel loro ranch alla periferia estrema della Frontiera, che sul finire del XIX secolo è ancora quasi del tutto inesplorata. Sono avvezzi a essere gli unici coloni nella smisurata zona e a condurre un’esistenza solitaria, quando finalmente dalla città giunge una coppia ad abitare nell’appezzamento confinante: gli Harper. I nuovi arrivati sembrano però inadatti alla dura quotidianità che quelle lande impervie richiedono: Gideon Harper (Dylan McTee) appare del tutto incapace di coltivare la terra, mentre la schizzinosa Emma Harper (Julia Goldani Telles) si lamenta in continuazione dell’assenza di comodità, rimpiange la vita cittadina ed ha un atteggiamento fin troppo civettuolo con il marito altrui.

La situazione, già tesa, degenera ulteriormente quando lei rimane incinta e inizia a sviluppare numerose strane fobie e credenze, risultando sempre più isterica e instabile. E’ persuasa che spiriti e demoni la circondino e, ormai colta da frequenti nevrosi, intona nenie tratte da un libello in suo possesso, dal titolo The Demons of the Preyer. L’altrui psicosi inizialmente non sembra attecchire però in Lizzy, ma poi pian piano i timori altrui metto radici. O forse la tenebra aveva già pervaso il suo animo?

Difficile è dare una risposta univoca, soprattutto perché lo sviluppo è oltremodo contorto, erratico e il tempo in The Wind non segue un percorso lineare, razionale. Quasi le scene siano le disgiunte peregrinazioni mentali nate dalla psicosi che affligge Lizzy, man mano che avanza il minutaggio è sempre più chiaro che stiamo assistendo a una silloge di ricordi, molti dei quali di cui è incerta l’attendibilità. La mente di Lizzy è poco lucida, vede il cadavere di una capra aperta in due e qualche scena dopo i suoi occhi attoniti la rimirano tornata in vita; crede che un prete, avventuratosi davanti al suo uscio in cerca di cibo, sia trapassato, ma lo è davvero? Soprattutto, è convinta di sentire delle terrificanti voci, che una presenza nottetempo bussi alla sua porta, che essa mimi perfettamente la voce del marito per farsi aprire.

Alcune sequenze, dominate dalla follia o da presenze maligne, sono davvero raggelanti. Il terrore non è quasi mai evidente, non si tratta di pirotecnici effetti speciali, ma di un dubbio strisciante fatto di sibili e unghie che grattano, dell’invisibile più che del visibile. A rendere l’angoscia tangibile è però la performance di Caitlin Gerard, che immediatamente trasmette allo spettatore, con modulata recitazione, l’horror vacui che pervade il suo personaggio. Allo stesso modo, è altrettanto convincente Julia Goldani Telles, che dà vita ad un ampio spettro di sfumature con una recitazione sapiente.

Che l’oscurità sia reale o solo un miraggio, in fondo, non ha molta importanza, le infinite distese di verde spazzate dal vento (ne sentiamo spesso chiaro il suono grazie a un sound design ben studiato) che circondano una solitaria e fragile abitazione, immediatamente comunicano a chi guarda un orrore profondo, una percezione di pericolo che si avvicina alla friedrichiana estetica del sublime, presenza che incombe sull’uomo e insieme instilla terrore e stupore. Che si tratti di entità fantasmatiche o solo di una terrificante Natura davanti alla quale si è impotenti, la fotografia suggestiva degli esterni ne cattura l’essenza disarmante.

E’ proprio questo il maggiore punto di forza, insieme all’attenta raffigurazione dell’universo interiore; secondario è il fatto che in più tratti la volontà di rappresentare l’oscurità dell’anima è tale da rendere eccessivamente torbido il racconto, che risulta troppo confuso. In ogni caso, The Wind è sapientemente capace di immergerci in un mondo altro, sospeso tra tangibile e irreale, lasciandoci straniati e profondamente disturbati.

Di seguito trovate il trailer originale di The Wind, presentato in anteprima al recente Festival di Sitges e al momento senza una data di uscita: