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Titolo originale: Resident Evil , uscita: 16-09-2026. Budget: $75,000,000. Regista: Zach Cregger.

Resident Evil di Zach Cregger: il vero problema non è il film, ma come è stato venduto

06/05/2026 news di Stella Delmattino

Analisi tra canone, aspettative e reazioni del pubblico

resident evil reboot 2026 cregger umbrella

Il dibattito sul nuovo film di Resident Evil sta prendendo una direzione prevedibile: fan divisi, accuse reciproche, e la solita narrativa per cui “il pubblico non ha capito”. Ma qui il punto è un altro, molto più semplice: le aspettative sono state costruite male.

Non è vero che gli spettatori sono arrabbiati perché il film non segue i personaggi che conoscono. Il problema nasce dal fatto che è stato presentato come canonico rispetto ai videogiochi… quando chiaramente non lo è.

Il regista Zach Cregger ha dichiarato che il film si svolge a Raccoon City durante gli eventi di Resident Evil 2. Ma questa affermazione entra subito in contraddizione con il materiale originale. Nei giochi, quegli eventi sono datati con precisione: 29 settembre. E non è un dettaglio da poco, perché l’ambientazione è piovosa, non innevata. Nel trailer, invece, vediamo neve ovunque, personaggi vestiti in pieno inverno, un’atmosfera completamente diversa.

Non è solo una questione estetica, ma di coerenza interna. Ancora più problematica è un’intervista rilasciata a IGN, in cui lo stesso regista ammette di non avere chiara la timeline della saga: quando Leon arriva in città, quando avviene la distruzione di Raccoon City. Nei giochi, la risposta è netta: il giorno dopo, il 30 settembre, come mostrato in Resident Evil 3: Nemesis.

Qui si apre una frattura evidente tra intenzione e risultato. Perché se non vuoi essere fedele al materiale originale, è una scelta legittima. Ma allora non puoi vendere il film come parte di quella continuità.

La dichiarazione più spiazzante resta un’altra: l’idea che questo Resident Evil “non sia un film di zombie”. Una posizione difficile da sostenere. Certo, la saga ha sempre mescolato creature diverse, ma il cuore resta quello: gli zombie sono l’elemento dominante, il simbolo stesso del franchise.

E allora perché questa reazione così accesa? Perché è un copione già visto, soprattutto con gli adattamenti da videogiochi. Hollywood promette fedeltà, poi consegna qualcosa di diverso. E quando il pubblico reagisce, invece di riconoscere il problema, gli viene detto che “non è il target”.

Ma se escludi proprio chi dovrebbe essere il tuo pubblico principale, per chi stai facendo il film?

Questo non significa che il progetto sia da bocciare. Anzi, visivamente il film sembra solido, e Zach Cregger ha già dimostrato di saper costruire un horror efficace. È possibile che, anche senza rispettare il canone, riesca a funzionare come esperienza autonoma.

Il punto è un altro: i fan hanno il diritto di essere delusi, senza per questo essere etichettati come “il problema”. E allo stesso tempo, nulla vieta di mettere da parte queste aspettative e godersi il film per quello che è.

La storia del cinema è piena di adattamenti poco fedeli diventati cult. Ma c’è una differenza: non hanno mai cercato di convincere il pubblico di essere qualcos’altro.

Se si continua a comunicare in modo ambiguo e a respingere chi protesta, il rischio è uno solo: alienare proprio chi dovrebbe sostenere il film. E a quel punto, non sarà una questione di canone o meno. Sarà un problema di fiducia.

Il teaser trailer:

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