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6/10 su 719 voti. Titolo originale: El Mariachi , uscita: 04-09-1992. Budget: $220,000. Regista: Robert Rodriguez.

Riflessione | El Mariachi di Robert Rodriguez: zero budget, molte idee

18/03/2021 recensione film di William Maga

Nel 1992 il regista esordiva strabiliando Hollywood con un film girato con appena 7.000 dollari

el marichi film 1992 gallardo

Costato come pochi secondi di un blockbuster medio hollywoodiano, cioè 7.000 dollari (ma circa 200mila di post-produzione), nell’autunno del 1993 arrivava anche nei nostri cinema una bella sorpresa indie ‘made in USA’, El Mariachi dell’allora 23enne Robert Rodriguez, che aveva iniziato la sua corsa verso il successo al Sundance Festival, dove in breve tempo si era fatto la fama di cult imperdibile e aveva poi mandato in tilt l’applausometro della Berlinale. La sorniona industria del cinema a stelle e strisce, per voce della Columbia Pictures, aveva subito capito l’andazzo, concedendo al volo al regista un bel pugno di dollari in più (circa 6 milioni) affinché rifacesse lo stesso identico film, ma col servizio catering durante le pause e con più di due settimane di tempo per le riprese (Desperado sarebbe uscito nel 1995).

ElMariachi.jpgEl Mariachi funziona così, nella sua povertà fatta di 2.000 inquadrature (un record), nella sua indipendenza assoluta, nella sua inventiva umoristica, nei suoi rimandi al western latino (la memoria va a Sergio Leone e a Fernando Sancho), nella follia produttiva. Ma nella pazzia c’è un metodo, quello del giovane autore che si era fatto assumere dal centro ricerche di un ospedale (rielaborerà questa esperienza nel film Red 11) per avere il tempo di scrivere la sceneggiatura (tutto il mondo sanitario è paese …), aveva affittato una cinepresa non sincronizzata e aveva deciso che nella storia dovevano esserci i suoi beni personali: un pulmino scolastico, un cane, una custodia da chitarra. Per set, due bar e un ranch.

Con questi elementi, espressivi nel contesto di una storia ad equivoci di sicuro effetto, Robert Rodriguez costruisce una spiritosa parodia che parte dal gioco a incastro: ad Acuna, una cittadina di frontiera messicana, un musicista mariachi (Carlos Gallardo) viene scambiato per un pericoloso killer trafficante di droga che porta la finta custodia di una chitarra ripiena di armi. E’ questa l’oggetto dello scambio, dell’equivoco. Per cui il poverino, d’animo pacifico, si ritrova con le armi in mano e dovrà continuare a fuggire senza capire perché, e nello stesso tempo si innamora di una bella barista (Consuelo Gómez). Imparerà a ‘matare’ da professionista, complice un cane.

Con attori presi in parte dalla sua agenda, Robert Rodriguez dà alla sua opera prima un sapore salato, un’invadenza amatoriale, una lente caricaturale fuori dal comune. Un ‘home movie’, un balletto senza tempi morti, violento quando vuole, in cui il regista (e produttore, sceneggiatore, direttore della fotografia e montatore …) si dimostra abile direttore di attori e osservatore di facce: Carlos Gallardo, l’eroe ‘per caso’, è allora un simpaticissimo incrocio tra i nostrani Enrico Montesano e Piero Chiambretti. Il cattivo ha il volto di Peter Marquardt, studioso di laboratorio, non sa una parola di spagnolo, ma si fa chiamare Moco e ha il telefonino più pronto della pistola.

Peter Marquardt in El mariachi (1992)Insomma, El Mariachi è un film povero ma affascinante e ricco di idee. L’atmosfera è piena di rimandi, con la sua polvere-polvere e la polvere da sparo. E’ divertente l’illusione del chitarrista che deve combattere contro i gusti mutati di un ‘pueblo’ che vuole la TV e gli impianti Hi-fi e non i cantori d’occasione. Una scherzosa tragedia, dove si incontrano gli stereotipi colorati dell’avventura; e sgorga il sangue, anche deformato dal grottesco.

Poiché gli attori hanno fatto anche gli stunt, i macchinisti, gli acrobati e gli elettricisti, l’applauso non può quindi che essere globale e rivolto alla grande macchina artigianale del cinema. Che, quando ne valesse la pena, dimostrava qui di saper ancora funzionare ed emozionare a dovere. Va detto che solamente Consuelo Gómez, tra tutti, ricevette, per dignità, un compenso da favola: ben 225 dollari.

Complimenti allora a Robert Rodriguez, che era riuscito a dimostrare come si poteva realizzare un anti-kolossal e vivere felici, ispirando altri a seguire il suo esempio (leggasi – tra i più noti – Kevin Smith per Clerks – Commessi e Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez The Blair Witch Project – Il mistero della strega di Blair).

Di seguito una scena di El Mariachi: