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Titolo originale: Howard the Duck , uscita: 01-08-1986. Budget: $37,000,000. Regista: Willard Huyck.

Riflessione | Howard e il destino del mondo di Willard Huyck: il film impossibile da promuovere adeguatamente

12/05/2020 news di Redazione Il Cineocchio

Nel 1986, la Universal Pictures portava nei cinema il lungometraggio con Lea Thompson basato sul personaggio Marvel, ritrovandosi a dover promuovere un prodotto bizzarro e non esattamente adatto ai ragazzi

Howard e il destino del mondo film lea thompson

Si potrebbe dire che Howard e il destino del mondo (Howard the Duck) sia uno dei film (ingiustamente) più diffamati degli anni ’80, decisamente più bizzarro e più divertente di quanto probabilmente la maggior parte della gente si ricordi.

Allora perché fu un tale flop al botteghino, con solo 38 milioni di dollari incassati (di cui appena 16 negli USA) a fronte di 37 di budget?

Ebbene, lasciando da parte il suo flirt con gli aspetti più ‘bestiali’, uno dei motivi principali è che – non diversamente da quanto accaduto a Grosso Guaio a Chinatown di John Carpenter (l’approfondimento in merito) – la campagna pubblicitaria in vista del suo debutto nei cinema americani l’1 agosto 1986 fu terribile e sbagliatissima.

Diamo un’occhiata agli indizi …

La prima occhiata che il potenziale pubblico ebbe del film è questo strambo ‘indovinello’ in cui il personaggio di Beverly Switzler (Lea Thompson) tuba di voler di fornicare con un grosso uccello acquatico. Giudicando il lungometraggio solamente da questo filmato, verreste perdonati se pensaste che Howard e il destino del mondo sarebbe stato una commedia per ragazzi particolarmente eccentrica. Come dimostrato con la loro sceneggiatura precedente per Indiana Jones e il tempio Maledetto, il regista Williard Hyuck e la produttrice Gloria Katz erano grandi fan dei turbolenti cambiamenti di tono all’interno dei loro lavori. Per la seconda avventura di Indy, la leggerezza aveva funzionato piuttosto bene, dato che nel secondo capitolo della tetralogia venivano estirpati a forza i cuori dalle casse toraciche degli sventurati.

Ma notando facilmente come Howard e il destino del mondo sia, soprattutto, una commedia (c’è George Lucas in produzione), è particolarmente stridente quando la situazione diventa particolarmente cupa qui (ad esempio quando il Dark Overlord giustizia brutalmente un soldato). Abbinatelo alla scena di ‘quasi sesso’ interspecie tra Beverly e Howard e avrete per le mani un incubo del marketing.

E così, la Universal Pictures provò a vendere il film come un’avventura comica ai limiti dell’assurdo per tutta la famiglia con il seguente full trailer:

Wooooow! Non dovrebbe essere espresso ad alta voce, ma se la star del tuo film è un’anatra alta 1 metro, potrebbe non essere la mossa migliore presentarla al mondo affermando che i suoi interessi primari siano “sigari e sesso” (a meno che, naturalmente, il film non stia attivamente solleticando l’interesse degli appartenenti alla sottocultura fetish / furry …).

In quanto apparente miscuglio di così tanti generi, Howard e il destino del mondo fu inevitabilmente una vendita a dir poco difficile. A peggiorare le cose è l’aspetto di Howard stesso. Durante la produzione del film, molte ulcere vennero generate dalla paura che il pubblico non avrebbe pagato i soldi del biglietto per vedere un’opera il cui protagonista era una persona dentro un costume da papero. Pertanto, venne presa la decisione di tenere nascosto l’aspetto di Howard il più a lungo possibile.

Quindi, ora il team del marketing aveva per le mani un altro problema da affrontare: capire come vendere il film senza dover mostrare Howard. La loro soluzione a questo terribile dilemma? Concentrarsi sul suo atteggiamento anziché sul suo aspetto. Nacque così la linea telefonica Duck Calls:

Durante l’estate del 1986, i cittadini americani poterono comporre il numero 1-900-410-DUCK e ascoltare Howard raccontar loro qualcosa del film, dei suoi personaggi e delle sue avventure sulla Terra. Alcune di queste chiamate presentavano “conversazioni” tra Howard e i suoi co-protagonisti, in cui l’anatra interagiva attraverso dialoghi cinematografici sullo stile delle canzoni di Dickie Goodman. I giochi di parole presenti in queste pubblicità sono al di là del ‘doloroso’ e Chip Zien, la voce originale del protagonista, sembra piuttosto ostile nei confronti di chi chiama. Ogni giorno precedente all’uscita di Howard e il destino del mondo venne pubblicata una nuova registrazione sulla hotline … tutte ugualmente terribili.

Naturalmente, moltissimi bambini del 1986 persero la testa all’idea di poter chiamare il personaggio di un film e farsi rimproverare per la bellezza di 1.99 dollari al minuto.

Che ci crediate o no, comunque, non fu questo il modo più strano in cui Universal cercò di promuovere il film. Quel dubbio onore va a un legame promozionale con la Budweiser, in cui la ‘Regina della birre’ veniva indicata come la bevanda preferita da Howard su uno speciale poster cinematografico, che apparentemente fu un grande successo tra i distributori di birra e nei cinema di seconda scelta.

Volete vederlo?

howard e il destino del mondo spot poster budweiser

Poi ci fu la colonna sonora. Una parte enorme del fascino duraturo di Howard e il destino del mondo è la colonna sonora di Thomas Dolby per il film. Dalla new wave della canzone Hunger City allo stile alla Prince di Don Turn Turn fino all’orecchiabile ritornello della traccia principale, che rimanda al titolo, la musica si è guadagnata un seguito di culto crescente nel corso degli anni.

Ma vi siete resi conto che, in effetti, venne girato un videoclip realizzato per la canzone principale di Howard e il destino del mondo?

Ancora una volta, l’esitazione della Universal di mostrare chiaramente il protagonista è lampante. Stranamente, questa clip venne diffusa nello stesso periodo in cui il film arrivò nelle sale, rendendo la loro riluttanza a mettere sotto i riflettori Howard ancora più destabilizzante. A questo punto, l’anatra era fuori dal sacco per così dire, quindi perché semplicemente non abbracciare la sua goffaggine? In ogni caso, la sfortuna di Howard fu un bene per Tim Robbins, dato che il futuro vincitore del premio Oscar ottiene un buon minutaggio davanti alla telecamera nel video.

La mancanza di fiducia da parte dello studio hollywoodiano per Howard e il destino del mondo comportò anche che non venisse approntato molto merchandising basato sul film. A parte la colonna sonora di cui sopra, una linea di carte collezionabili della Topps, un distributore di caramelle, il videogame Howard the Duck: Adventure on Volcano Island della Activision (per ZX Spectrum, Commodore 64 e Apple II) e alcuni libri – tra cui la buona versione romanzata scritta da Ellis Weiner – non c’era molto che i pochi fan di Howard potessero portarsi a casa nell’estate del 1986. Nulla di che persino dalla Marvel Comics, che si limitò a un terribile adattamento a fumetti e un nuovo numero, ma senza il creatore Steve Gerber, in cui, ironicamente, Howard si trovava a fare i conti con la fama.

Quindi eccoci qui, quasi 35 anni dopo, con Howard e il destino del mondo che è improvvisamente di nuovo una proprietà appetibile. Se la sua apparizione in Guardiani della Galassia e nel più ampio MCU sia solo stata una moda passeggera o un chiaro segnale di riprovarci non è dato sapersi, visto che al momento non ci sono conferme in merito a un possibile remake / reboot / film solista sul personaggio creato nel 1973. L’unico augurio è che, in caso, l’esperienza pregressa porti a un approccio pubblicitario più attento.

Fonte: DofG

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