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Riflessione | La sete di sangue delle regine dei classici Disney (parte II): Alice e la Bella Addormentata

25/05/2020 news di Sabrina Crivelli

Esaminiamo le motivazioni e le figure della Sovrana del paese delle meraviglie e di Malefica dei film animati 1951 e 1959, approfondendone gli aspetti più dark

regine disney alice malefica

Dopo aver affrontato Biancaneve e i sette nani, il nostro approfondimento alle fonti della sete di sangue della regine presenti nei lungometraggi animati di casa Disney prosegue con altri due classici.

Malefica: la strega cattiva de La Bella Addormentata nel Bosco

A ben vedere, romanzi del terrore e fiabe hanno radici comuni: i mostri, i villain e le creature magiche, come gli eroi e le eroine sono espressione di archetipi collettivi. Perciò, il nucleo oscuro di Biancaneve e i sette nani, ovvero la perfida matrigna, rappresenta – esattamente come in un film horror – l’incarnazione di una delle nostre paure profonde; in questo caso si tratta di una figura materna distruttiva. Un discorso simile è valido per la strega cattiva al centro del cartone La Bella addormentata nel bosco del 1959. Malefica, in effetti, ha parecchie somiglianze con Grimilde. Anzitutto, entrambe sono rigorosamente vestite di nero, con tocchi di viola e note di verde scuro. Malefica, però, se possibile ha un aspetto ancora più eccentrico. I suoi occhi sono di un innaturale giallo bile, la sua pelle ha una tinta blu-verdastra, ‘cadaverica’, e il suo capo è adornato di un paio di corna a spirale.

Le regine killer dei film Disney -3Le affinità non sono però finite. Malefica, come la matrigna di Biancaneve, ha un corvo come animale di compagnia ed è addirittura più avvezza dell’altra all’uso delle arti oscure. La sua apparizione all’inizio del film ne è una chiara prova. La strega si palesa alla festa in onore della nascita della piccola Aurora senza alcun invito; anzi, è un ospite indesiderata, fatto che la indispone parecchio. Non solo, per rendere la sua entrata in scena ancora più pirotecnica, è introdotta da  un’esplosione con tanto di fiammata verde acceso. Il suo portamento altezzoso la distingue subito dalle amichevoli Flora, Fauna e Serena – che la precedono -, e ancor più lo fanno le sue azioni. Dopo che le prime due  fate madrine donano bellezza e canto alla neonata, la strega la condanna a essere punta, allo scoccare del suo sedicesimo compleanno, dal fuso letale di un arcolaio e morire. Non resta a Serena – che era stata interrotta prima che potesse esprimere la sua benedizione – di attenuare l’anatema e tramutare la morte in un sonno profondo.

Anche qui, dunque, l’estetica traduce una natura arcigna e letale. E questo è, sicuramente, il principale punto in comune tra Malefica e Grimilde. D’altra parte, come in Biancaneve e i sette nani, anche La Bella Addormentata nel Bosco è risvegliata da un sonno profondo, causato dal maleficio di una strega. In soccorso della principessa in pericolo di vita giunge il ‘Principe Azzurro’, che con un bacio la salva. Così, nonostante tutto, il “vero amore” vince su tutto. Per ciò che concerne Malefica, i suoi piani malvagi vengono sventati quindi dall’eroe che imbracciata una spada magica, supera una foresta di spine che circonda il castello e infine giunge dall’amata, che giace assopita nella stanza più alta, per svegliarla con un bacio. Prima però di raggiungere Aurora, deve sconfiggere colei che l’ha imprigionata.

Le regine killer dei film Disney -4 copiaIl duello finale è strutturato in un crescendo di tensione, che ha inizio con l’uso dei poteri magici di Malefica, fino alla sua mutazione in qualcosa di davvero terrificante. In una scena rimasta iconica, per affrontare l’intrepido eroe la maga fa appello a tutte le forze degli inferi e si trasmuta in un mastodontico quanto spaventoso drago sputa fuoco, che incombe sul suo avversario. Siamo davanti a un mostro gigantesco, è vero, ma allo stesso tempo la creatura conserva alcuni dettagli che richiamano la donna da cui è originato (prima della metamorfosi). La forma è cambiata, eppure rimangono tracce di lei nella silhouette elegante e snella del drago, e ancor di più come nella combinazione di nero e viola. Infine, emette fiamme dello stesso verde accesso che abbiamo visto in apertura, materializzando in tal maniera la magia della strega. Le stesse scintille (o meglio fulmini) tramutano la foresta di spine in una landa infernale e invalicabile e disintegrano il ponte di pietra che Filippo sta attraversando, ma alla fine questi riesce ad avere la meglio ed  uccidere l’avversaria. Se, allora, il Bene alla fine del film Disney trionfa, la battaglia finale ha di sicuro lasciato un segno indelebile nelle menti di intere generazioni di bambini.

La Regina di Cuori di Alice nel paese delle meraviglie

Non potremmo concludere la nostra rassegna delle regine con istinti omicidi della Disney senza menzionare l’adattamento di Alice nel paese delle meraviglie. Il film ha costituito per il mitico Walt Disney un progetto del cuore, che ne ha sognato e preparato realizzazione per lungo tempo, prima di poterlo finalmente portare sul grande schermo. La sua passione per gli scritti di Lewis Carroll è dimostrata dal fatto che il lungometraggio animato nel 1951 sia stato preceduto da corti come quello della serie di Topolino intitolato Lo specchio magico (Thru the Mirror, 1936), che prendeva in prestito elementi sia del romanzo Alice nel Paese delle Meraviglie, che di Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò.

Le regine killer dei film Disney - 5Alcuni potrebbero contestare che ad Alice nel paese delle meraviglie possano – forse – mancare scene terrificanti del livello di quelle di Biancaneve e i sette nani o di La bella addormentata sopra descritte. Eppure, a compensare la carenza di oscuri scoppi di magia nera c’è un intero e bizzarro universo, popolato di creature la cui natura è ben più minacciosa di quanto la loro apparenza possa far pensare. Alcuni personaggi dalle sembianze innocue si rivelano decisamente pericolosi e crudeli, come i fiori dai petali variopinti che cantano allegri una serenata per Alice, finché d’improvviso la ostracizzano e l’accusano di essere un’erbaccia infestante!

All’opposto, esseri sinistri come lo Stregatto o il Brucaliffo regalano consigli vitali alla ragazzina. Certo, è necessario prima di tutto comprendere e decodificare ciò che stanno dicendo, ma dietro a un fiume di parole criptiche ed atteggiamenti ambigui si cela un aiuto prezioso – o quantomeno non c’è alcun atteggiamento aggressivo-.

L’aspetto più inquietante in Alice nel paese delle meraviglie è quindi la logica distorta e controversa che domina l’intero universo fantastico in cui la storia è ambientata. Infatti, l’aspetto che risulta più sconcertante è l’assenza stessa di una struttura logica e familiare, quella stessa su cui ogni adulto si basa nella propria conoscenza e relazione con il mondo circostante. Proprio per questo, il cartone animato Disney, come ha sottolineato Stephen King (sempre nel saggio Danse Macabre), è capace di farci discendere nella tana del Bianconiglio, riportandoci indietro a quel senso di impotenza e smarrimento tipici dell’infanzia.

Benché, dunque, in principio Alice desideri sinceramente visitare quel luogo incantato, una volta attraversata la soglia si rivela un’esperienza più sconcertante che meravigliosa. In Biancaneve e i sette nani o La bella addormentata nel bosco le principesse protagoniste sono confortate da uno stuolo di gentili creature boschive. Se delle dolci fatine tengono compagnia ad Aurora o un gruppo di nani accolgono Biancaneve nel momento di difficoltà, per Alice è tutta un’altra storia. I suoi incontri sono ben meno affabili. Ad esempio, in un momento di crescita incontrollata quanto repentina – successivo all’ingestione di un fungo magico – la ragazzina incontra un uccello dall’aspetto all’apparenza comune. Tuttavia, questo è tutt’altro che cordiale, anzi le urla dietro con violenza e la accusa di essere un serpente in cerca di uova da mangiare (le sue).

Le regine killer dei film Disney - 6Infine, anche Alice ha la sua ‘regina killer’, esattamente come Biancaneve e Aurora. Stiamo parlando ovviamente della pittoresca Regina di Cuori, una despota impulsiva e imprevedibile, avvezza a incontrollati e numerosi slanci d’ira. Dopo aver fatto il proprio ingresso in scena, la vediamo condannare una lunga serie di sventurati alla decapitazione. La loro colpa? Anche la più banale delle mancanze – come sbagliare il colore delle rose -ha conseguenze terribili. Alice stessa incorre nella sua ira e viene processata.

Al contrario di Malefica o Grimilde, però, l’aspetto della Regina di Cuori non ha nulla di minaccioso, altero o arcigno. Si tratta di una figura buffa, tarchiata e paffutella che, a un primo sguardo, sembrerebbe inoffensiva. Nulla a che fare con le figure slanciate tenebrosamente affascinanti e regali delle altre due villain. Anche il movente delle esecuzioni capitali pare essere differente: non la gelosia per l’altrui bellezza, né la stizza per essere stata esclusa, ma una semplice e genuina smania di prevaricazione governa le sue azioni. Vuole essere sempre al centro dell’attenzione, questo è tutto. All’opposto Alice, come le altre protagoniste dei film Disney, sono dolci, premurose e gentili. In altre parole, sono personaggi per cui il pubblico possa simpatizzare, con cui possa identificarsi. Di conseguenza, insieme a loro ci troviamo ad affrontare una serie di minacce e di difficoltà. Attraverso esperienze traumatiche naturalmente, che hanno al contempo un effetto catartico e formativo. Come una parabola, insegnano anche ai più piccoli a distinguere chiaramente il Bene dal Male.

La lussuria è – forse – inadatta ai film per famiglie, mentre pigrizia e gola potrebbero rivelarsi non abbastanza cinematografiche. Associando, però, avidità, vanità, invidia e iracondia con personaggi negativi come le tre regine killer, questi film instillano nella mente degli spettatori di ogni età un’innata avversione per i peccati capitali di cui le cattive si macchiano. Attraverso l’intrattenimento, la Disney è in grado allora di trasmettere attraverso una serie di spaventi controllati una bussola morale, senza contare che questi piccoli brividi potrebbero aiutarci a ritrovare il bambino interiore che c’è in noi…

Fine … ?

La scena finale di La Bella Addormentata nel Bosco:

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