Titolo originale: Interstellar , uscita: 05-11-2014. Budget: $165,000,000. Regista: Christopher Nolan.
Steven Spielberg traccia il confine sull’IA a Hollywood: “Non esiste alcun sostituto dell’anima”
02/06/2026 news di Stella Delmattino
Il regista di Lo squalo e Jurassic Park si dice favorevole all'utilizzo dell'intelligenza artificiale per alcuni compiti tecnici, ma rifiuta l'idea che possa sostituire scrittori, registi e creativi

Mentre l’intelligenza artificiale continua a guadagnare spazio nelle discussioni sull’industria dell’intrattenimento, Steven Spielberg ha espresso con chiarezza la propria posizione sul ruolo che questa tecnologia dovrebbe avere nel cinema.
Durante una recente partecipazione al podcast IMO, condotto da Michelle Obama e Craig Robinson, il regista ha spiegato di vedere alcune potenzialità nell’IA, ma anche limiti molto precisi che non dovrebbero essere superati.
Spielberg ha riconosciuto che l’intelligenza artificiale può offrire benefici concreti in diversi settori e ha citato persino i progressi in campo medico come esempio positivo dell’impatto che queste tecnologie possono avere sulla società.
Quando si parla di creatività, però, il suo giudizio cambia radicalmente.
«Quello che non mi piace dell’IA è quando prende il posto di qualcuno o quando c’è una sedia vuota al tavolo degli sceneggiatori. Non sono disposto a sostituire una persona perché non credo davvero nella coscienza artificiale.»
Il regista ha poi spiegato perché, secondo lui, esista un elemento fondamentale che nessuna tecnologia potrà replicare.
«Non credo che esista alcun sostituto dell’anima. Non penso che sia un algoritmo che possa essere inventato. Un computer che crede di provare emozioni più profonde delle nostre è qualcosa di completamente contrario al modo in cui sono stato educato e a come continuerò a svolgere il mio lavoro di produttore e regista in futuro.»
Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui Hollywood continua a interrogarsi sul crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambiti che spaziano dalla scrittura delle sceneggiature agli effetti visivi, fino alla ricostruzione digitale delle performance degli attori.
Nonostante le sue riserve, Spielberg non si è detto contrario all’uso dell’IA in senso assoluto.
Al contrario, ritiene che possa diventare uno strumento utile per alleggerire alcune attività tecniche e organizzative della produzione cinematografica.
Secondo il regista, l’IA potrebbe aiutare a semplificare operazioni come la ricerca delle location o altri compiti che richiedono tempo e lavoro preliminare.
Ciò che non accetta è che la tecnologia inizi a prendere decisioni artistiche al posto delle persone.
«Non ditemi come scrivere i dialoghi di un personaggio. Non ditemi dove deve andare la macchina da presa. E non ditemi nemmeno come deve apparire un set, a meno che l’IA non sia semplicemente uno strumento all’interno della cassetta degli attrezzi di uno scenografo.»
Spielberg ha quindi ribadito quello che considera il limite invalicabile.
«Usate l’IA come strumento, ma non lasciatele avere l’ultima parola su nulla che riguardi la creatività. È qui che traccio la linea.»
Le sue parole si inseriscono in un dibattito che negli ultimi anni ha coinvolto registi, sceneggiatori e attori di tutta Hollywood. Le preoccupazioni legate alla possibile sostituzione dei professionisti creativi e alla perdita del contributo umano sono state infatti tra i temi centrali degli scioperi che hanno paralizzato l’industria nel 2023.
Per Spielberg, il punto non è rifiutare la tecnologia, ma stabilire chi debba mantenere il controllo delle storie.
L’intelligenza artificiale può accelerare alcuni processi e rendere più efficiente il lavoro dietro le quinte, ma il cuore del cinema, secondo il regista, deve continuare a rimanere nelle mani delle persone.
Una posizione che riflette perfettamente la filmografia di Spielberg, da sempre costruita attorno a emozioni, personaggi e racconti profondamente umani.
© Riproduzione riservata




