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Titolo originale: Clue , uscita: 13-12-1985. Budget: $15,000,000. Regista: Jonathan Lynn.

Su Netflix c’è un giallo con Tim Curry che anticipava Knives Out di 34 anni

30/08/2026 news di Stella Delmattino

Oggi è un classico della commedia, ma nel 1985 Signori, il delitto è servito confuse il pubblico con un esperimento tanto brillante quanto rischioso

Un omicidio, sei sospettati, sei armi e una villa piena di passaggi segreti. Ma soprattutto tre possibili assassini a seconda del cinema nel quale avevate comprato il biglietto. Oggi Signori, il delitto è servito è considerato una delle commedie gialle più amate degli anni Ottanta, ma quando arrivò nelle sale nel 1985 il pubblico non sembrò affatto sapere cosa farsene.

Ora il film di Jonathan Lynn, disponibile nel catalogo italiano di Netflix, offre l’occasione di riscoprire una delle più strane storie di rivalutazione hollywoodiana: un insuccesso commerciale diventato progressivamente un cult attraverso VHS, televisione e streaming. Un destino legato soprattutto alla performance scatenata di Tim Curry, recentemente scomparso a 80 anni, ma anche a un esperimento che sulla carta sembrava perfetto per un film tratto da Cluedo.

Un film tratto da Cluedo sembrava un’idea talmente assurda che il regista non voleva farlo

Clue, questo il titolo originale, nasce direttamente dal celebre gioco da tavolo. Lo stesso Lynn ha raccontato recentemente di aver considerato inizialmente il progetto «l’idea più stupida» che avesse mai sentito. Il problema era evidente: il gioco offriva personaggi, stanze e armi, ma non una vera storia da adattare.

La soluzione fu trasformare Professor Plum, Miss Scarlet, Colonnello Mustard, Mrs. White, Mr. Green e Mrs. Peacock in pseudonimi dietro i quali nascondere segreti compromettenti. Riuniti nel 1954 in una villa isolata, i sei vengono coinvolti in una catena di ricatti e omicidi mentre il maggiordomo Wadsworth, interpretato da Curry, tenta freneticamente di ricostruire l’accaduto.

Accanto a lui c’è un cast difficilmente replicabile: Madeline Kahn, Christopher Lloyd, Lesley Ann Warren, Michael McKean, Martin Mull ed Eileen Brennan. Prima delle riprese gli attori guardarono insieme His Girl Friday per studiarne la velocità dei dialoghi: un riferimento che aiuta a spiegare il ritmo quasi forsennato raggiunto dal film.

La trovata dei tre finali avrebbe dovuto farlo vedere tre volte

È però con il finale che Paramount tentò qualcosa di decisamente più rischioso. Vennero distribuite nei cinema tre versioni differenti del film, ciascuna con una diversa soluzione del mistero. Le inserzioni indicavano le copie come A, B e C: per conoscere tutte le possibilità, uno spettatore avrebbe dovuto cercare sale differenti e acquistare altri biglietti.

signori il delitto cluedo filmL’idea era trasformare il meccanismo casuale di Cluedo in una strategia commerciale. Il risultato fu praticamente l’opposto. Lynn ha raccontato che lo studio sperava che il pubblico tornasse tre volte, mentre molti spettatori, confusi dal sistema, finirono per non andarci nemmeno una volta. Il regista ha successivamente definito la distribuzione separata dei finali un errore.

Persino Roger Ebert, recensendo il film nel dicembre 1985, ironizzò sulla difficoltà di capire quale finale sarebbe stato proiettato in ciascuna sala: Paramount gli aveva comunicato la corrispondenza tra lettere e finali, salvo poi richiamarlo perché non era più sicura che fosse corretta.

Il flop che diventò un cult proprio quando i tre finali furono riuniti

Il paradosso è che ciò che contribuì a danneggiare Signori, il delitto è servito al cinema finì per diventare una delle ragioni della sua longevità. Con l’arrivo dell’home video, i tre epiloghi vennero montati uno dopo l’altro. Secondo Lynn, fu proprio allora che il meccanismo cominciò finalmente a funzionare: vedendoli insieme, diventava possibile apprezzare come gli stessi indizi potessero condurre a soluzioni differenti.

Il tempo ha fatto il resto. Il film è diventato estremamente citato e rivalutato, con la performance di Curry nei panni di Wadsworth trasformata nel suo vero motore. Lesley Ann Warren lo ha ricordato pochi giorni fa come un interprete «assolutamente brillante», capace di affrontare con apparente facilità dialoghi velocissimi e una parte fisicamente impegnativa. {index=7}

Persino uno dei momenti più famosi non era previsto esattamente così: il delirante monologo di Mrs. White sulle «fiamme» ai lati del viso nacque dall’improvvisazione di Madeline Kahn. E durante la lavorazione venne realizzato persino un quarto finale, successivamente eliminato.

Perché recuperarlo oggi su Netflix

Quarant’anni dopo, la sua storia sembra quasi capovolta. Quello che nel 1985 veniva percepito come un bizzarro tentativo di trasformare un gioco da tavolo in cinema è diventato uno dei primi esempi ricordati quando si parla di adattamenti riusciti di proprietà nate fuori dallo schermo.

E soprattutto Signori, il delitto è servito possiede qualcosa che lo avvicina ai moderni Knives Out senza assomigliare davvero a loro: non vuole soltanto far indovinare l’assassino, ma trasformare le regole stesse del giallo in una battuta. Il fatto che il suo più grande errore commerciale sia diventato, decenni dopo, una delle sue caratteristiche più celebri rende la sua presenza su Netflix un’occasione particolarmente adatta per capire perché quel flop del 1985 non abbia mai smesso davvero di trovare nuovi spettatori.

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