Kate Winslet si lascia alle spalle Titanic in questa serie tv thriller del 2021
30/08/2026 news di Andrea Palazzolo
La serie con Kate Winslet che ha ottenuto il 95% su Rotten Tomatoes. Scopri perché questa miniserie HBO è un capolavoro sottovalutato.

Quando si parla di crime drama HBO, la mente corre immediatamente a titoli leggendari come I Soprano o The Wire. Eppure, nel 2021, la rete ha sfornato una miniserie che ha ridefinito i confini del genere, pur rimanendo stranamente sottovalutata dalla critica. Omicidio a Easttown, con Kate Winslet nei panni della detective Marianne “Mare” Sheehan, ha conquistato un rispettabile 95% su Rotten Tomatoes e una pioggia di Emmy Awards, ma ancora in pochi la conoscono.
La serie creata da Brad Ingelsby racconta l’indagine su un omicidio in una piccola comunità della Pennsylvania, ma ridurla a questo sarebbe come descrivere la Cappella Sistina come “un soffitto dipinto”. Omicidio a Easttown è un ritratto straziante di una città lacerata dall’epidemia di oppioidi, un dramma familiare che scava nelle ferite generazionali, un’opera che tratta il dolore e il trauma con un’empatia raramente vista in televisione.
A prima vista, la premessa potrebbe sembrare fin troppo familiare: una detective indaga sull’omicidio di una ragazza del posto con l’aiuto non richiesto di un giovane investigatore della contea. Quanti crime drama hanno utilizzato questa formula? Eppure, Ingelsby e il suo team sono riusciti a sovvertire ogni singolo cliché del genere, trasformando quello che avrebbe potuto essere l’ennesimo “dead girl drama” in qualcosa di profondamente diverso.
La vittima, Erin McMenamin interpretata da Cailee Spaeny, non viene né feticizzata né messa su un piedistallo. È una madre single adolescente con problemi quotidiani, relazionabili, privi di glamour. La performance di Spaeny, pur limitata nel tempo sullo schermo, è straordinaria e ha anticipato il talento che avrebbe dimostrato in opere successive come Priscilla e Beef stagione 2. La serie non sfrutta la sua morte per creare suspense a buon mercato, ma la tratta con una dignità che eleva l’intero racconto.
Ogni personaggio è costruito con una profondità che raramente si vede anche nei long-running show, figuriamoci in una miniserie di sette episodi. Kate Winslet incarna Mare come la classica detective veterana tormentata dal caso che non è riuscita a risolvere, l’investigatrice indurita che annega i demoni nell’alcol. Ma è anche molto di più.
Mare possiede una quantità di empatia sconfinata. Non le interessa raggiungere quote di arresti o fare carriera: si preoccupa genuinamente del benessere dei cittadini di Easttown. Winslet porta sullo schermo un’umanità palpabile, un’interpretazione che le è valsa meritatamente l’Emmy come Migliore Attrice Protagonista in una miniserie. Ma non è stata l’unica a trionfare.
Omicidio a Easttown si distingue come un’opera che ha osato andare oltre, che ha scelto l’empatia invece della sensazionalizzazione, che ha dato dignità alle vittime e umanità agli investigatori. Forse quel 5% mancante su Rotten Tomatoes è semplicemente il tributo che alcuni critici non erano pronti a pagare a una serie così coraggiosa nel suo rifiuto di seguire le convenzioni.
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