Titolo originale: MINDHUNTER , uscita: 13-10-2017. Stagioni: 2.
Perché Mindhunter 3 non si è mai fatto? Netflix ora dà una versione molto diversa da quella di David Fincher
28/08/2026 news di Stella Delmattino
Ted Sarandos torna sulla mancata terza stagione della serie con Jonathan Groff e Holt McCallany e racconta cosa sarebbe successo dietro le quinte

A distanza di anni dalla seconda stagione, il mancato ritorno di Mindhunter continua a essere una delle decisioni più discusse nella storia recente di Netflix. Per molto tempo la spiegazione sembrava piuttosto chiara: la serie di David Fincher costava troppo rispetto al pubblico che riusciva ad attirare. Ora, però, Ted Sarandos ha raccontato una versione sensibilmente diversa degli eventi.
Intervenuto durante un panel organizzato da The Indian Express, il co-CEO di Netflix ha infatti indicato proprio gli impegni di David Fincher come il principale ostacolo alla realizzazione di Mindhunter 3, sostenendo che la piattaforma avesse sempre previsto di proseguire la serie.
Netflix voleva davvero Mindhunter 3?
Quando gli è stato chiesto quale sequel o continuazione di una serie avrebbe voluto vedere realizzato, Sarandos ha risposto immediatamente Mindhunter.
«Non è una seconda parte, è una terza parte quella a cui avrei voluto arrivare. Mindhunter, la serie di David Fincher su Netflix… avevamo sempre previsto che ci sarebbe stata una terza stagione, ma lui diventò molto impegnato nella realizzazione di un film».
Secondo Sarandos, il perfezionismo del regista avrebbe reso difficile portare avanti contemporaneamente due produzioni:
«David è un autore incredibilmente meticoloso, quindi non poteva semplicemente fare due cose contemporaneamente e certamente non voleva penalizzare nessuno dei due progetti. Così venne rimandata, e rimandata ancora. Mi sarebbe piaciuto vedere una terza stagione di Mindhunter».
Una ricostruzione che sposta quindi il peso della mancata prosecuzione dalla strategia economica di Netflix alla disponibilità dello stesso Fincher.
David Fincher aveva raccontato una storia diversa
Il problema è che questa spiegazione non coincide del tutto con quella fornita in passato dal regista.
Nel 2023 Fincher aveva dichiarato al francese Le Journal du Dimanche di essere molto orgoglioso delle prime due stagioni, indicando però nei costi elevati della produzione e nei numeri di pubblico insufficienti la ragione principale dello stop.
Secondo la sua ricostruzione, Netflix riteneva che Mindhunter attirasse un’audience troppo limitata per giustificare l’investimento necessario a mantenere lo standard produttivo della serie. Fincher aveva inoltre spiegato di non voler ridurre il budget semplicemente per permetterle di continuare.
Le due versioni non sono necessariamente incompatibili in ogni dettaglio: Fincher era effettivamente impegnato su altri progetti e la serie richiedeva tempi di lavorazione particolarmente lunghi. Ma attribuiscono certamente un peso molto diverso alle ragioni che impedirono a Mindhunter 3 di diventare realtà.
Cosa accadde dopo la seconda stagione
Mindhunter debuttò nel 2017 raccontando le origini delle tecniche di profilazione criminale dell’FBI attraverso gli agenti Holden Ford (Jonathan Groff) e Bill Tench (Holt McCallany) e la psicologa Wendy Carr (Anna Torv).
La seconda stagione arrivò nell’agosto 2019. Fincher, che aveva contribuito in maniera decisiva all’identità visiva e narrativa dello show, diresse complessivamente sette episodi della serie, mentre tra gli altri registi figuravano Andrew Dominik, Carl Franklin e Tobias Lindholm.
Nel 2020 Netflix liberò poi Groff, McCallany e Torv dai loro contratti, mentre Fincher si concentrava su altri lavori per la piattaforma. Non arrivò mai una vera terza stagione e, col passare degli anni, Mindhunter sviluppò un seguito di culto ancora più forte, accompagnato da petizioni dei fan per riportarlo in vita.
Mindhunter potrebbe comunque tornare
La storia potrebbe non essere definitivamente conclusa. Nel 2025 Holt McCallany aveva rivelato di aver discusso con Fincher della possibilità di riportare Mindhunter sullo schermo attraverso tre film di circa due ore, anziché con una tradizionale terza stagione.
Da allora non sono però arrivati aggiornamenti concreti e il progetto non è stato ufficialmente annunciato da Netflix.
Le nuove parole di Sarandos sono comunque significative proprio perché mostrano che all’interno di Netflix esiste ancora interesse per Mindhunter. E riaprono inevitabilmente una questione che sembrava risolta: la terza stagione fu sacrificata perché troppo costosa oppure semplicemente rimandata così a lungo dagli impegni di Fincher da non riuscire più a ripartire?
Per il momento abbiamo due protagonisti della vicenda e due ricostruzioni differenti. E, ironicamente, il mistero più difficile da risolvere di Mindhunter resta quello della sua stessa scomparsa.
© Riproduzione riservata




