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Ridley Scott torna ad Alien: il sequel di Covenant continuerà la storia del David di Michael Fassbender

26/08/2026 news di Stella Delmattino

Dopo anni di incertezza sul futuro dei prequel di Alien, Ridley Scott conferma che una continuazione di Covenant è in lavorazione e anticipa il destino dell’androide David

Michael Fassbender in Alien Covenant (2017)

La storia lasciata in sospeso da Alien: Covenant potrebbe finalmente continuare. Ridley Scott ha rivelato che è in lavorazione un nuovo capitolo destinato a riportare al centro della saga David, l’inquietante androide interpretato da Michael Fassbender.

La notizia assume un peso particolare perché arriva a quasi dieci anni dall’uscita di Alien: Covenant, che nel 2017 aveva lasciato il destino dei suoi personaggi su un cliffhanger senza mai ricevere il seguito originariamente immaginato da Scott.

Parlando con il Los Angeles Times, il regista ha infatti confermato l’esistenza di un progetto che dovrebbe proseguire proprio quella linea narrativa. Il nuovo film ripartirebbe da David intento a creare un «nuovo mondo tutto suo», spostando quindi nuovamente l’attenzione sulla figura interpretata da Michael Fassbender.

Non sono stati ancora rivelati titolo, regista, sceneggiatore, calendario produttivo o data di uscita, e non risulta al momento un annuncio formale da parte di 20th Century Studios. Le parole di Scott indicano però che la continuazione di Covenant è tornata concretamente nei suoi piani.

Ridley Scott vuole continuare la storia di David

David era diventato progressivamente il vero fulcro dei prequel diretti da Scott. Introdotto in Prometheus nel 2012, l’androide creato dalla Weyland Corporation si trasformava in Covenant in qualcosa di molto più inquietante: un’intelligenza artificiale capace di emanciparsi dai propri creatori e sviluppare una personale idea di evoluzione e creazione.

È proprio questo aspetto a continuare ad affascinare Scott.

«Le IA possono andare fuori controllo», ha spiegato il regista. «E se succede, è come una bomba».

Una dichiarazione che sembra indicare con una certa chiarezza quale potrebbe essere il cuore tematico del nuovo film. Più che limitarsi a riportare sullo schermo gli Xenomorfi, Scott sembrerebbe intenzionato a proseguire la riflessione sull’intelligenza artificiale, sulla creazione e sul rapporto tra creatore e creatura che aveva attraversato sia Prometheus sia Covenant.

Il finale di quest’ultimo, del resto, lasciava David in una posizione ideale per continuare la storia. Dopo essersi sostituito all’androide Walter, saliva sulla Covenant insieme ai coloni ancora in criosonno e agli embrioni umani destinati alla colonizzazione di Origae-6, portando inoltre con sé gli embrioni delle creature da lui sviluppate.

Il riferimento di Scott a un «nuovo mondo» costruito da David potrebbe dunque partire direttamente dalle conseguenze di quel finale.

Che fine ha fatto il sequel di Alien: Romulus?

La situazione diventa ancora più interessante considerando ciò che sta accadendo parallelamente all’interno del franchise.

Fede Álvarez, regista di Alien: Romulus, aveva iniziato a sviluppare un sequel del film prima di abbandonare il progetto. Secondo quanto riportato da World of Reel, dietro la separazione potrebbero esserci state anche divergenze creative legate proprio al personaggio di David.

Álvarez avrebbe voluto utilizzare l’androide nel proprio sequel, mentre Scott avrebbe preferito mantenere la possibilità di riportarlo personalmente nella saga.

Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione non confermata ufficialmente dalle parti coinvolte e va quindi distinta dalle dichiarazioni dirette di Scott sul nuovo progetto.

Sempre secondo la stessa fonte, Sébastien Vaniček, regista di Evil Dead Burn, potrebbe essere coinvolto in un altro progetto ambientato nell’universo di Alien, apparentemente separato dal sequel precedentemente sviluppato da Álvarez.

Scott aveva detto di aver «fatto abbastanza» con Alien

Il ritorno di Scott sulla storia di David sorprende anche per un’altra ragione. Poco più di un anno fa, parlando del proprio futuro all’interno del franchise, il regista sembrava infatti pronto a farsi da parte.

«Per quanto riguarda la direzione che sta prendendo adesso, penso di aver fatto abbastanza e spero soltanto che continui ad andare avanti».

Adesso la situazione sembra essere cambiata.

Scott non ha soltanto diretto l’Alien originale del 1979, ma è tornato direttamente nell’universo da lui contribuito a creare con Prometheus e Alien: Covenant. Con quei due film aveva però spostato progressivamente l’interesse dalla semplice minaccia dello Xenomorfo verso interrogativi più ampi sull’origine dell’umanità, sugli Ingegneri e soprattutto su David.

Proprio la storia dell’androide era rimasta incompleta.

Se il progetto dovesse effettivamente arrivare sullo schermo, il nuovo Alien potrebbe quindi fare qualcosa che sembrava ormai improbabile: riprendere direttamente uno dei più grandi fili narrativi lasciati aperti dalla saga e mostrarci finalmente che cosa David abbia fatto dopo essere salito a bordo della Covenant.

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