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Titolo originale: Masters of the Universe , uscita: 03-06-2026. Budget: $200,000,000. Regista: Travis Knight.

Masters of the Universe esplode su Prime Video dopo il flop: ma l’entusiasmo va ridimensionato

23/08/2026 news di Stella Delmattino

Il live-action di He-Man è diventato il titolo streaming più visto negli USA, ma molti altri film dimostrano che il successo su Prime Video racconta una storia molto diversa da quella del box office

Jared Leto in Masters of the Universe (2026)

Masters of the Universe è stato un flop al cinema e ora è un fenomeno su Prime Video. Detta così sembra la classica storia della rivincita: il pubblico avrebbe ignorato He-Man nelle sale per poi “riscoprirlo” una volta arrivato in streaming. I numeri, però, raccontano qualcosa di più interessante. Il successo del film su Prime è autentico, ma non è affatto un caso eccezionale. Anzi, negli ultimi anni la piattaforma ha trasformato ripetutamente titoli cinematograficamente deludenti, e talvolta pesantemente stroncati, in enormi successi domestici.

Partiamo dai dati. Masters of the Universe ha chiuso la corsa cinematografica mondiale a 113,8 milioni di dollari, di cui 64,8 milioni negli Stati Uniti, contro un budget di produzione indicato da The Numbers in 170 milioni. Il film aveva esordito con 29,4 milioni nel mercato domestico, perdendo poi il 70% nel secondo weekend. Numeri difficili da considerare soddisfacenti per una produzione di questa scala.

Poi, il 22 luglio, è arrivato su Prime Video. E qui la situazione si è completamente ribaltata.

Secondo Nielsen, nella settimana dal 20 al 26 luglio Masters of the Universe ha totalizzato 1,173 miliardi di minuti visualizzati negli Stati Uniti, diventando non soltanto il film più visto, ma il contenuto streaming numero uno in assoluto davanti persino a serie con centinaia di episodi disponibili. Mattel ha inoltre dichiarato che nella prima settimana è stato il film numero uno di Prime Video a livello globale.

Un flop al cinema può essere un enorme successo in streaming

Il punto è che box office e streaming non misurano la stessa decisione del pubblico. Per vedere un film al cinema bisogna sceglierlo rispetto agli altri, acquistare un biglietto, spostarsi e dedicargli una serata. Su Prime Video, per chi è già abbonato, il costo marginale della visione è sostanzialmente nullo: il film appare nell’interfaccia e basta premere play.

Chris Evans e Dwayne Johnson in Uno Rosso (2024)Non è una distinzione teorica. Amazon possiede già un precedente gigantesco: Uno Rosso. Dopo una corsa cinematografica che aveva sollevato dubbi sulla redditività di una produzione costosissima, il film con Dwayne Johnson e Chris Evans arrivò su Prime Video e attirò 50 milioni di spettatori mondiali nei primi quattro giorni, diventando all’epoca il più grande debutto di sempre per un film Amazon MGM sulla piattaforma. Il dato è stato comunicato direttamente da Amazon nei risultati finanziari.

Quindi il passaggio “delusione theatrical → successo enorme su Prime” esisteva già molto prima di He-Man.

Ma c’è un precedente ancora più vicino al caso di Masters of the Universe: Kraven il Cacciatore. Il cinecomic Sony con Aaron Taylor-Johnson era stato un pesante insuccesso nelle sale, fermandosi a circa 62 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di produzione di circa 110 milioni, oltre a essere stato accolto molto male dalla critica.

Eppure, una volta approdato su Prime Video nel 2025, Kraven è risalito rapidamente tra i titoli più visti della piattaforma in diversi mercati. Il film non era improvvisamente diventato migliore e il risultato cinematografico non era stato cancellato: era semplicemente cambiato il contesto nel quale il pubblico doveva decidere se guardarlo. È una differenza fondamentale. Un blockbuster che milioni di spettatori non avevano ritenuto abbastanza interessante da giustificare l’acquisto di un biglietto diventava una scelta molto meno impegnativa una volta incluso in un abbonamento già pagato.

Essere numero uno su Prime non significa neppure essere apprezzati

Se Kraven il Cacciatore dimostra quanto possa cambiare il destino di un flop cinematografico una volta arrivato in streaming, La Guerra dei Mondi con Ice Cube porta il ragionamento ancora più lontano. Nell’agosto 2025 il film raggiunse il primo posto tra i film di Prime Video mentre possedeva contemporaneamente lo 0% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e appena il 17% circa presso il pubblico. Forbes registrò esplicitamente il paradosso: film numero uno sulla piattaforma e, nello stesso momento, una delle produzioni più massacrate dell’anno.

La curiosità generata proprio dalle recensioni disastrose contribuì alla sua visibilità. In seguito il punteggio critico salì leggermente, ma il principio resta intatto: un’enorme quantità di visualizzazioni non certifica né la qualità né una rivalutazione critica del film.

Ice Cube in La guerra dei mondi (2025)È quindi utile separare quattro concetti spesso confusi nei titoli sullo streaming: popolarità, gradimento, redditività e longevità culturale. Masters of the Universe ha ottenuto una popolarità streaming eccezionale. Questo è dimostrato dai dati Nielsen. Stabilire che gli spettatori lo abbiano “rivalutato”, che abbia recuperato economicamente il flop cinematografico o che sia diventato improvvisamente un successo finanziario complessivo richiederebbe invece informazioni differenti.

Per Mattel, però, He-Man può avere già vinto un’altra partita

C’è infatti un elemento che rende Masters of the Universe più interessante di un semplice film. È parte di un ecosistema commerciale molto più grande. Mattel aveva già spiegato agli investitori che la pellicola avrebbe dovuto rilanciare il marchio presso un pubblico più ampio, accompagnata da giocattoli, collectibles, abbigliamento e altri prodotti.

Dopo l’uscita, il CEO Ynon Kreiz ha dichiarato che i gross billings di Masters of the Universe sono più che triplicati dall’inizio dell’anno, attribuendo gran parte dell’incremento all’attenzione generata dal film. Mattel considera quindi il box office soltanto una componente del valore complessivo prodotto dal progetto.

Ed è probabilmente questa la conclusione più corretta. Masters of the Universe può essere contemporaneamente un insuccesso cinematografico e un enorme successo streaming, oltre che un efficace strumento per rilanciare il franchise. Non c’è alcuna contraddizione.

Ma il miliardo di minuti su Prime Video non dimostra che milioni di persone avrebbero voluto pagare per vedere He-Man al cinema. Dimostra qualcosa di diverso: milioni di persone che non lo avevano scelto quando richiedeva un acquisto specifico erano perfettamente disponibili a guardarlo quando era già compreso nel loro abbonamento.

E da Uno Rosso a Kraven il Cacciatore, fino al caso estremo di La Guerra dei Mondi, Prime Video ci ha già mostrato più volte quanto possa essere enorme quella differenza. Essere ignorati quando bisogna comprare un biglietto ed essere guardati quando basta premere play non sono due risultati incompatibili: sono semplicemente due modi completamente diversi di misurare il successo di un film.

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