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Voto: 6/10 Titolo originale: Lanterns , uscita: 16-08-2026. Stagioni: 1.

Lanterns, la recensione: Green Lantern incontra True Detective nella serie DC con Kyle Chandler e Aaron Pierre

17/08/2026 recensione serie tv di Marco Tedesco

Creata da Chris Mundy, Damon Lindelof e Tom King, Lanterns porta Hal Jordan e John Stewart sulla Terra per un'indagine dalle atmosfere crime. A fare davvero la differenza sono Kyle Chandler e Aaron Pierre.

lanterns serie dc 2026

Non aspettatevi una serie di supereroi tradizionale. Lanterns prende due poliziotti intergalattici armati di anelli capaci di materializzare praticamente qualsiasi cosa e li spedisce nel Nebraska, tra diner, motel, ranch, milizie private e un’indagine su una sparatoria apparentemente inspiegabile.

È una scelta curiosa, considerando quanto la mitologia di Green Lantern sia naturalmente predisposta allo spettacolo cosmico. Ma è anche la dichiarazione d’intenti della serie HBO creata da Chris Mundy, Damon Lindelof e Tom King: più che espandere il nuovo DC Universe attraverso l’ennesima dimostrazione di potenza, Lanterns vuole utilizzare i supereroi come personaggi di un crime drama.

Il modello dichiarato e immediatamente riconoscibile è True Detective, ma nel DNA della serie entrano anche il Watchmen televisivo di Lindelof, il buddy movie e persino il western americano. Il risultato non raggiunge sempre l’originalità dei suoi riferimenti, ma trova qualcosa di molto più importante su cui poggiare: la notevole chimica tra Kyle Chandler e Aaron Pierre.

La storia si muove attraverso più periodi temporali, a partire dal 1996, quando Hal Jordan (Chandler) è già il primo terrestre scelto per entrare nel Corpo delle Lanterne Verdi.

Vent’anni dopo, Hal è molto diverso dall’immagine tradizionale dell’eroe. È stanco, cinico, insofferente e decisamente poco interessato a comportarsi da mentore. Al suo fianco c’è infatti John Stewart (Pierre), ex Marine destinato potenzialmente a sostituirlo.

Il problema è proprio quel “sostituirlo”. Hal dovrebbe preparare John a diventare Lanterna Verde, ma la presenza del ragazzo gli ricorda continuamente che il suo tempo potrebbe essere quasi finito.

Il loro rapporto cambia quando vengono chiamati a Rushville, Nebraska, dove una sparatoria presenta elementi che fanno sospettare un coinvolgimento extraterrestre. Qui incontrano lo sceriffo Kerry Kane (Kelly Macdonald), mentre l’indagine conduce verso il potente William Macon (Garret Dillahunt), proprietario di un enorme ranch e figura legata a una milizia locale.

lanterns serie dc 2026La fantascienza rimane quindi presente, ma spesso ai margini. Lanterns preferisce automobili, strade polverose e interrogatori alle battaglie nello spazio.

È soprattutto nella relazione tra Hal e John che questa impostazione funziona.

Chandler costruisce un Hal Jordan lontano dall’eroismo cristallino. Il suo fascino da vecchio cowboy nasconde amarezza, paura dell’irrilevanza e una certa autodistruzione. L’uomo che era stato scelto perché dichiarava di non avere paura sembra ora terrorizzato da qualcosa di molto più ordinario: diventare superfluo.

Pierre gli oppone un John Stewart controllato, fisicamente imponente e molto più disciplinato. Se Hal ha ricevuto il proprio ruolo quasi per caso, John è stato educato e addestrato per meritarselo.

È da questa asimmetria che nasce la parte migliore della serie. Hal improvvisa, John pianifica. Hal provoca, John trattiene. Uno possiede l’anello che l’altro potrebbe ereditare.

E sotto il divertente battibecco da buddy cop emerge gradualmente una questione più complessa: chi decide chi è degno di esercitare il potere?

La domanda permette a Lanterns di recuperare anche una componente fondamentale della storia editoriale di John Stewart, creato da Dennis O’Neil e Neal Adams all’inizio degli anni Settanta.

John è un uomo nero costretto a muoversi in una cittadina prevalentemente bianca mentre ricopre, contemporaneamente, il ruolo di outsider e quello di aspirante rappresentante dell’autorità. La serie lavora apertamente sulla contraddizione.

Hal racconta di essere stato scelto dopo aver risposto semplicemente “no” alla domanda «Hai paura?». Per John, essere senza paura significa qualcosa di completamente diverso: disciplina, controllo e necessità di dimostrare continuamente il proprio valore.

Non tutte queste riflessioni vengono integrate con la stessa naturalezza. In alcuni passaggi Lanterns tende a esplicitare troppo i propri temi, là dove Watchmen riusciva a farli emergere con maggiore complessità. Ma l’ambizione è evidente.

La scelta più rischiosa riguarda però proprio l’universo di Lanterna Verde.

I costumi vengono utilizzati poco, gli anelli ancora meno di quanto ci si potrebbe aspettare e le grandi sequenze in CGI sono centellinate. Persino gli alieni assumono prevalentemente sembianze umane.

Quando la serie concede spazio all’azione spettacolare, inoltre, non sempre riesce a renderla memorabile. È paradossale: i protagonisti possiedono una delle armi più fantasiose dell’universo DC, ma Lanterns appare decisamente più sicura quando li mette dentro un’automobile a litigare.

Il problema è che questa sottrazione non produce automaticamente originalità. L’ombra di True Detective rimane enorme, dal paesaggio americano alla coppia investigativa incompatibile, mentre alcune dinamiche ricordano apertamente Reacher e il western.

A tratti sembra quasi che Lanterns abbia bisogno di allontanarsi da Green Lantern per diventare la serie HBO che vuole essere.

lanterns serie dc hbo 2026Fortunatamente il cast sostiene anche i momenti meno riusciti.

Kelly Macdonald è notevole nei panni dello sceriffo Kerry Kane, autoritaria senza perdere vulnerabilità e abbastanza ambigua da mantenere vivo il dubbio sulle sue reali intenzioni. Poorna Jagannathan dà invece spessore a Zoe, mentre Garret Dillahunt sfrutta perfettamente quella cordialità vagamente minacciosa che gli appartiene.

Ulrich Thomsen compare nei panni di Sinestro, antico mentore di Hal caduto in disgrazia, mentre Nathan Fillion torna brevemente come Guy Gardner, collegando direttamente la serie al Superman di James Gunn.

Sono presenze importanti, ma Lanterns non perde mai di vista il proprio centro.

È anche il suo limite più evidente. Chi cerca una grande avventura cosmica potrebbe trovare Lanterns sorprendentemente contenuta. La posta in gioco galattica interessa meno delle frizioni personali tra Hal e John, mentre alcune esplosioni di spettacolo sembrano quasi obblighi imposti dal genere.

Ma forse è proprio questo l’esperimento più interessante della serie.

Dopo Watchmen, Peacemaker e The Penguin, HBO dimostra ancora una volta che il materiale DC può funzionare meglio quando viene contaminato con linguaggi differenti. Lanterns non possiede ancora la forza concettuale di Watchmen né la compattezza di The Penguin, e i suoi debiti nei confronti di altri crime drama rimangono troppo visibili.

Possiede però due protagonisti che vale la pena seguire. Chandler rende Hal irritante, malinconico e sorprendentemente umano; Pierre trasforma John nel contrappunto ideale, facendo della sua disciplina una forza e insieme una prigione.

Alla fine, l’anello luminoso diventa quasi secondario. Lanterns funziona quando smette di chiedersi quanto possano essere potenti le Lanterne Verdi e comincia a chiedersi che tipo di uomini dovrebbero avere il diritto di esserlo.

Dal 16 agosto su HBO Max, a cadenza settimanale.

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