È morto Tim Curry a 80 anni: addio all’indimenticabile Pennywise di It e al Frank-N-Furter di Rocky Horror
26/08/2026 news di Stella Delmattino
L’attore britannico si è spento nella sua casa di Los Angeles. Da The Rocky Horror Picture Show a It, Signori, il delitto è servito e Legend, lascia una galleria di personaggi entrati nella cultura pop

È morto Tim Curry, uno degli attori più riconoscibili e difficili da classificare del cinema di genere degli ultimi cinquant’anni. L’interprete britannico, indimenticabile Dr. Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show e terrificante Pennywise nella miniserie It del 1990, aveva 80 anni. Curry è morto nella sua casa di Los Angeles: la notizia è stata annunciata dalla sua storica manager e amica Marcia Hurwitz.
La sua era una presenza che difficilmente poteva essere confusa con quella di qualcun altro. Voce profonda, sguardo penetrante, una straordinaria espressività e la capacità di passare dal grottesco alla minaccia nel giro di pochi secondi: Curry riusciva a rendere credibili personaggi deliberatamente sopra le righe senza mai sembrare semplicemente una caricatura.
È una qualità che attraversa una filmografia nella quale convivono Annie, Legend, Signori, il delitto è servito (Clue), Caccia a Ottobre Rosso, Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York, I tre moschettieri, Congo e I Muppet nell’isola del tesoro. Ma due personaggi, più di tutti gli altri, hanno finito per attraversare le generazioni.
Da Frank-N-Furter a Pennywise: due personaggi diventati immortali
Il primo è naturalmente il Dr. Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show. Curry aveva interpretato il personaggio già nella produzione teatrale originale di The Rocky Horror Show al Royal Court Theatre di Londra, prima di seguirlo sui palcoscenici successivi e infine nell’adattamento cinematografico del 1975 accanto a Susan Sarandon e Barry Bostwick.
Il film, inizialmente tutt’altro che un successo, sarebbe diventato uno dei fenomeni cult più longevi della storia del cinema. Le proiezioni di mezzanotte, gli spettatori vestiti come i personaggi, le canzoni cantate insieme al pubblico e la libertà con cui il film giocava con sessualità, identità e convenzioni trasformarono progressivamente Rocky Horror in qualcosa che andava ben oltre lo schermo.
E al centro di tutto c’era Curry: seducente, minaccioso, comico e provocatorio nello stesso momento. Un’interpretazione talmente potente da rischiare di imprigionarlo per sempre nel personaggio, spingendolo negli anni successivi a cercare ruoli molto diversi.
Quindici anni dopo sarebbe arrivata un’altra trasformazione destinata a diventare iconica. Nella miniserie televisiva It del 1990, tratta dal romanzo di Stephen King, Tim Curry diede a Pennywise un volto che avrebbe perseguitato un’intera generazione di spettatori. Più di 37 milioni di famiglie americane seguirono all’epoca la produzione in due parti.
Il suo Pennywise poteva apparire quasi buffo per poi diventare improvvisamente terrificante. Una performance che rimane uno dei punti di riferimento del personaggio anche dopo la successiva interpretazione di Bill Skarsgård nei film di Andy Muschietti.
Tim Curry era molto più dei suoi due personaggi più famosi
Ridurre Curry a Frank-N-Furter e Pennywise significherebbe però dimenticare la straordinaria varietà della sua carriera. In Legend di Ridley Scott scomparve sotto il trucco del gigantesco Signore delle Tenebre; in Clue trasformò il maggiordomo Wadsworth in una dimostrazione di comicità fisica e caos perfettamente controllato; in Mamma, ho riperso l’aereo bastavano spesso le sue espressioni facciali per rubare una scena.
Parallelamente continuò a lavorare in teatro. Curry ottenne tre candidature ai Tony Award: per Mozart in Amadeus, Alan Swann nel musical My Favorite Year e Re Artù in Monty Python’s Spamalot. Fu inoltre un prolifico doppiatore, prestando la sua inconfondibile voce a numerosi film e serie animate, tra cui FernGully, The Wild Thornberrys e Star Wars: The Clone Wars.
Nel 2012 Curry fu colpito da un grave ictus che ne limitò fortemente la mobilità. Nonostante le conseguenze, continuò quando possibile a lavorare come doppiatore e a partecipare a eventi pubblici. Nel 2024 era inoltre tornato sul grande schermo nell’horror Stream.
Tim Curry lascia soprattutto qualcosa che non può essere misurato contando film, premi o candidature. Pochissimi interpreti sono riusciti a diventare contemporaneamente un’icona del musical, dell’horror, della commedia, del fantasy e dell’animazione senza perdere una propria identità.
Per alcuni resterà per sempre Frank-N-Furter. Per altri sarà il Pennywise che li terrorizzò da bambini, il Signore delle Tenebre di Legend, Wadsworth che corre disperatamente attraverso una villa piena di cadaveri o il sospettoso concierge di Mamma, ho riperso l’aereo.
Personaggi diversissimi accomunati da una sola cosa: quando appariva Tim Curry, era praticamente impossibile guardare qualcun altro.
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