Tilly Norwood avrà il suo “Tillyverse”: nasce il primo universo narrativo con un’attrice AI
12/03/2026 news di Stella Delmattino
Il progresso - e le polemiche - non si fermano

Il dibattito sugli attori generati dall’intelligenza artificiale torna ad accendersi. Tilly Norwood, la performer digitale ventenne che negli ultimi mesi ha già fatto discutere Hollywood, sta per diventare il centro di un progetto molto più ambizioso.
La sua creatrice, Eline van der Velden, ha infatti annunciato una “rapida espansione” del personaggio, con la creazione di un vero e proprio universo narrativo chiamato Tillyverse. Sì, un intero universo dedicato a un’attrice completamente generata dall’AI.
Se il confronto sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’intrattenimento era già acceso, questa nuova iniziativa rischia di portarlo a un livello ancora più alto.
Per sviluppare il progetto, van der Velden ha coinvolto Mark Whelan, ex dirigente di Prime Video, che diventerà responsabile della strategia e delle operazioni per il nuovo studio di talenti AI Xicoia.
Secondo l’annuncio ufficiale, il Tillyverse sarà:
“un universo digitale dinamico e in continua evoluzione in cui Tilly e una nuova generazione di personaggi AI vivranno, collaboreranno e costruiranno le loro carriere.”
Il lancio del progetto è previsto nel 2026, e Xicoia non lo presenta come un semplice esperimento tecnologico. Nel comunicato stampa la società spiega di voler “costruire proprietà intellettuali su larga scala e ridefinire il modo in cui il talento viene creato, sviluppato e vissuto nell’era dell’intelligenza artificiale.”
Lo studio prevede inoltre di sviluppare “talenti AI personalizzati” anche per altre aziende. In altre parole, non si tratta solo di Tilly Norwood, ma della creazione di un’intera generazione di performer digitali.
Tilly Norwood aveva già scosso l’industria nel 2025, quando durante un panel a Zurigo van der Velden annunciò che il personaggio avrebbe firmato con una talent agency. La notizia scatenò un acceso dibattito tra sindacati e professionisti del settore.
Organizzazioni come SAG-AFTRA ed Equity espressero forti preoccupazioni. Anche alcune star di Hollywood reagirono con scetticismo: James Cameron definì l’idea di attori AI “orrificante”, mentre Emily Blunt la descrisse come “davvero spaventosa”.
Nonostante le critiche, van der Velden sembra determinata a portare avanti il progetto. Nel nuovo annuncio ha dichiarato:
“Tilly Norwood non è solo un personaggio AI: è una personalità, un marchio e una futura superstar globale con una forte traiettoria narrativa.”
“Mark ci aiuterà a costruire ogni livello del suo mondo, dal suo umorismo alla sua vita quotidiana, fino alle sue scelte di carriera e al modo in cui interagirà con i fan su diverse piattaforme. Sarà qualcosa di audace, giocoso, un po’ caotico e impossibile da ignorare.”
Anche Mark Whelan ha sottolineato le ambizioni del progetto:
“Tilly ha già slancio, pubblico e una scintilla culturale. Ora stiamo scrivendo la sua storia e costruendo il suo universo. È una grande responsabilità, ma anche incredibilmente entusiasmante. Credo che il mondo si divertirà molto a vedere cosa succederà.”
Durante la sua esperienza in Prime Video, Whelan ha supervisionato la strategia social di programmi come The Grand Tour e Clarkson’s Farm, dimostrando di saper trasformare personalità mediatiche in fenomeni online.
Il Tillyverse punta proprio su questo: personaggi progettati per vivere e interagire direttamente con il pubblico su social media, streaming e piattaforme digitali.
Naturalmente il progetto non sarà privo di polemiche. La comunità creativa resta cauta: gli attori stanno cercando di proteggere i diritti sulla propria immagine, mentre molti sceneggiatori guardano con sospetto all’automazione.
Ora però il dibattito si sposta ancora più avanti: non si parla più solo di AI che sostituisce gli attori, ma di una star digitale che guida un intero universo narrativo.
Se per alcuni il Tillyverse rappresenta un esperimento innovativo nel mondo dello storytelling, per altri potrebbe sembrare l’inizio di una nuova fantascienza industriale.
In ogni caso, nel 2026 scopriremo se il pubblico sarà pronto ad accogliere una vera e propria star creata dall’intelligenza artificiale.
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