David Fincher lascia Netflix dopo 13 anni: si chiude l’era iniziata con House of Cards
30/09/2026 news di Stella Delmattino
Il regista non rinnoverà il suo accordo con la piattaforma, in scadenza nel 2027. E adesso il futuro di alcuni progetti rimasti in sospeso, da Mindhunter al prequel di Chinatown, diventa ancora più incerto

C’è una certa ironia nel fatto che David Fincher stia per lasciare Netflix proprio mentre la piattaforma si prepara a distribuire uno dei progetti più ambiziosi della loro collaborazione: Le nuove disavventure di Cliff Booth, scritto da Quentin Tarantino, interpretato da Brad Pitt e diretto dal regista di Seven.
Ma la decisione, secondo quanto riportato da Bloomberg, è presa: Fincher non rinnoverà il suo accordo con Netflix quando scadrà nel 2027. Si chiude così una collaborazione creativa che, in forme diverse, risale addirittura al 2013, quando il filmmaker diresse i primi episodi e fu produttore esecutivo di House of Cards, una delle serie che contribuirono a trasformare Netflix in un produttore di contenuti originali di primo piano.
È importante però distinguere le due cose: la collaborazione dura da 13 anni, ma l’accordo esclusivo di Fincher con Netflix è successivo. Il regista ha poi realizzato per la piattaforma Mindhunter, Mank e The Killer, consolidando un rapporto che per anni è sembrato uno dei più stabili tra un grande autore hollywoodiano e lo streaming.
Il prossimo — e a questo punto potenzialmente ultimo grande capitolo — sarà proprio The Further Mis-Adventures of Cliff Booth. Brad Pitt tornerà nei panni dello stuntman di C’era una volta a… Hollywood, questa volta nella Los Angeles del 1977 e con Tarantino soltanto alla sceneggiatura. Netflix ha fissato l’uscita nelle sale IMAX per il 25 novembre, per due settimane, prima dell’arrivo in streaming il 23 dicembre.
World of Reel suggerisce che dietro la separazione possano esserci anche tensioni legate al costosissimo film di Cliff Booth, indicando un budget vicino ai 200 milioni di dollari e una presunta insoddisfazione di Netflix. Questo passaggio va però trattato come indiscrezione, non come spiegazione accertata della decisione di Fincher: Bloomberg conferma il mancato rinnovo, ma non permette al momento di attribuirlo con certezza ai costi del film.
Il divorzio apre soprattutto una domanda: che cosa succederà ai progetti di Fincher rimasti nel limbo? Tra questi c’è il prequel televisivo di Chinatown, sviluppato insieme allo sceneggiatore del film originale Robert Towne. Nel 2024 Towne aveva confermato che tutti gli episodi erano già stati scritti per Netflix, pur senza che la piattaforma avesse mai ufficializzato la produzione.
E inevitabilmente torna anche Mindhunter. La serie è ferma alla seconda stagione del 2019 e il mancato rinnovo non equivale formalmente alla sua cancellazione definitiva, ma rende ancora più difficile immaginare un ritorno nelle condizioni in cui i fan lo avevano sperato. Anche il progetto americano legato a Squid Game attribuito a Fincher era stato indicato nelle scorse settimane come accantonato dopo un cambio di strategia di Netflix per il franchise.
La notizia assume inoltre un peso simbolico perché Fincher non era semplicemente uno dei tanti registi passati da Netflix. Era presente quando il servizio stava ancora costruendo la propria identità come studio e, negli anni successivi, aveva trovato lì lo spazio economico per progetti difficili da finanziare attraverso i modelli tradizionali di Hollywood.
Ora diventa quindi uno dei filmmaker più importanti nuovamente disponibili sul mercato. Non esistono al momento indicazioni affidabili sulla sua prossima destinazione: Paramount, Warner Bros. e Apple sono possibilità avanzate come ipotesi da World of Reel, non trattative confermate. Ma dopo tredici anni, una cosa sembra ormai stabilita: l’era David Fincher-Netflix sta per finire.
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