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È morto Screaming Mad George, genio degli effetti speciali di Society e Re-Animator 2: aveva 69 anni

17/08/2026 news di Stella Delmattino

La famiglia ha annunciato soltanto ora la scomparsa dell'artista giapponese, morto il 10 febbraio 2026. Da Society - The Horror a Nightmare 3, passando per Predator e Re-Animator 2, le sue creature hanno ridefinito il body horror degli anni Ottanta e Novanta

screaming mad george laboratorio studio

È morto Screaming Mad George, uno dei più visionari e riconoscibili creatori di effetti speciali e make-up prostetico del cinema horror. L’artista giapponese, vero nome Jōji Tani, aveva 69 anni. La morte è avvenuta il 10 febbraio 2026, ma la famiglia ha scelto di mantenere privata la notizia per cinque mesi, rendendola pubblica soltanto ora attraverso un lungo messaggio commemorativo.

Una decisione spiegata direttamente dai familiari, che hanno voluto concedersi il tempo necessario per affrontare il lutto lontano dall’attenzione pubblica:

«Sappiamo che apprendere di questa perdita così tanto tempo dopo la sua scomparsa possa essere uno shock profondo. Questo periodo è stato mantenuto privato fino a oggi per una scelta profondamente personale, così da permettere alla nostra famiglia di avere il tempo e lo spazio necessari per elaborare lo shock e il dolore, come lui avrebbe desiderato».

George lascia la moglie Miki e la figlia Alice.

Da Osaka al punk di New York: chi era Screaming Mad George

Nato a Osaka il 7 ottobre 1956, George sviluppò molto presto una passione per il cinema di genere giapponese, il folklore soprannaturale e i manga horror, ma anche per artisti come Salvador Dalí e Hieronymus Bosch. A 18 anni lasciò da solo il Giappone per trasferirsi a New York e studiare belle arti alla School of Visual Arts.

Prima ancora dell’horror cinematografico arrivò però il punk. George fondò The Mad, band con la quale si esibì come cantante anche al CBGB, sviluppando performance che mescolavano musica, teatro, arte visiva e trasformazione del corpo.

Fu proprio la volontà di creare spettacoli sempre più elaborati a spingerlo verso gli effetti speciali di trucco. Un suo cortometraggio attirò l’attenzione di Rick Baker e George si trasferì successivamente in California. Dopo alcuni anni di gavetta, nel 1986 arrivò il debutto professionale con Poltergeist II – L’altra dimensione.

Society – The Horror e il sodalizio con Brian Yuzna

Il suo nome sarebbe presto diventato inseparabile da alcune delle immagini più folli del cinema fantastico degli anni Ottanta e Novanta.

George lavorò agli effetti di film come Grosso guaio a Chinatown, Predator, Nightmare 3 – I guerrieri del sogno e Nightmare 4 – Il non risveglio, ma fu soprattutto l’incontro con Brian Yuzna a permettergli di liberare completamente la propria immaginazione.

Il risultato più celebre rimane inevitabilmente Society – The Horror (1989) e il suo delirante climax, lo “shunting”: corpi che si fondono, volti che si deformano, carne che perde qualsiasi anatomia riconoscibile. Una sequenza diventata una delle manifestazioni più estreme e memorabili del body horror pratico.

Con Yuzna avrebbe lavorato anche a Re-Animator 2, creando esseri assemblati da frammenti anatomici incompatibili e portando ancora una volta la manipolazione fisica verso territori apertamente surrealisti.

Non a caso George non amava essere definito semplicemente un artista dell’horror.

«Non un artista horror, ma un surrealista»

È forse questo il passaggio più importante del ricordo diffuso dalla famiglia. Nonostante sangue, mutazioni e mostri abbiano reso immediatamente riconoscibile il suo lavoro, Screaming Mad George si considerava innanzitutto un surrealista.

Il suo stesso sito ufficiale sottolinea come il surrealismo costituisse il vero nucleo della sua ricerca e come, paradossalmente, il grottesco fine a se stesso non fosse affatto ciò che lo interessava.

Per George la deformazione serviva piuttosto a superare i limiti della realtà ordinaria. Il corpo poteva sciogliersi, fondersi con un altro organismo o diventare qualcosa di impossibile perché la carne smetteva di obbedire alle normali regole del mondo.

È la ragione per cui molti suoi effetti conservano ancora oggi una qualità diversa dal semplice gore: sembrano materializzazioni fisiche di immagini provenienti da un incubo.

Da Freaked – Sgorbi a Guyver e Marilyn Manson

La sua carriera non rimase confinata all’horror. Nel 1991 George co-diresse con Steve Wang Guyver, adattamento live action del manga di Yoshiki Takaya, mentre nel 1993 contribuì alle straordinarie mutazioni di Freaked – Sgorbi, lavoro che gli valse una candidatura ai Saturn Award per il trucco.

Parallelamente continuò a muoversi nella musica e nella videoarte. La famiglia ricorda tra i suoi lavori anche il video di NSYNC, It’s Gonna Be Me, mentre la sua attività attraversò il mondo di Marilyn Manson, contribuendo all’immaginario androgino e alieno legato all’era di Mechanical Animals.

George fondò inoltre a Hollywood S.M.G. Inc., laboratorio nel quale passarono giovani artisti destinati a diventare nomi fondamentali dell’industria degli effetti, tra cui Greg Nicotero e Robert Kurtzman, futuri fondatori della KNB EFX Group.

Il ritorno in Giappone e l’eredità di Screaming Mad George

Nel 2003 tornò definitivamente a Osaka, dedicandosi maggiormente all’arte e all’insegnamento come visiting professor alla Osaka University of Arts. Nel 2019 una grande mostra personale ad Abeno Harukas ripercorse il suo lavoro dalle opere giovanili alle creazioni più recenti.

Nel frattempo il cinema era cambiato. L’espansione della CGI aveva progressivamente ridimensionato il ruolo degli effetti pratici, ma George non rifiutò la trasformazione: imparò le nuove tecnologie e cominciò a considerarle semplicemente un ulteriore strumento a disposizione della propria immaginazione.

Resta però la materia a definire soprattutto la sua eredità. Gomma, lattice, protesi, animatronic e corpi impossibili che sembravano realmente occupare lo spazio davanti alla macchina da presa.

Da Society – The Horror a Re-Animator 2, Screaming Mad George non si limitava a creare mostri: rendeva fisicamente possibile ciò che avrebbe dovuto esistere soltanto nell’inconscio.

Ed è probabilmente questa la ragione per cui, a quasi quarant’anni di distanza, basta ancora vedere pochi secondi di una delle sue creature per riconoscere immediatamente la mano che l’ha generata.

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