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Morto Tom Skerritt a 93 anni: addio al capitano Dallas di Alien e al Viper di Top Gun

23/10/2026 news di Stella Delmattino

La famiglia ha confermato la scomparsa dell'attore, protagonista di oltre sessant'anni di cinema e televisione, da Robert Altman a Ridley Scott

Tom Skerritt in Alien (1979) film

Tom Skerritt è morto il 21 ottobre all’età di 93 anni. L’attore americano, indimenticabile capitano Dallas di Alien e comandante Viper di Top Gun, si è spento per cause naturali. La notizia è stata confermata dalla famiglia a People e dal suo agente a Variety.

«La nostra famiglia è profondamente addolorata nel comunicare che Tom Skerritt è scomparso il 21 ottobre 2026 per cause naturali», hanno dichiarato i familiari. «Era un marito amorevole per Julie; padre di Andy, Erin, Matt, Colin ed Emiko; nonno di Sara, Maddison, Sunny, Louisa e Georgia; e bisnonno di Marigold e Ravi. Abbiamo il cuore spezzato per la sua perdita».

«Mentre il mondo conosceva Tom attraverso la sua straordinaria carriera di attore, noi lo conoscevamo per il suo umorismo, la sua curiosità, la sua saggezza, la sua generosità e l’amore che portava nelle nostre vite», prosegue il comunicato. La famiglia ha ricordato anche la sua passione per «l’immaginazione, la creatività, il racconto, il servizio agli altri, i veterani, il mondo naturale e l’aiutare gli altri a trovare e condividere la propria voce».

«Siamo incredibilmente grati per l’affetto e il sostegno dimostrati da amici, colleghi e fan. Chiediamo che venga rispettata la nostra riservatezza mentre affrontiamo il lutto. Le informazioni su una cerimonia commemorativa saranno comunicate in seguito».

Da Robert Altman ad Alien: una carriera attraverso il cinema americano

Nato a Detroit il 25 agosto 1933, Skerritt prestò servizio nell’aeronautica militare prima di avvicinarsi alla recitazione. Esordì sul grande schermo nel 1962 con War Hunt, accanto a Robert Redford e Sydney Pollack, ma fu Robert Altman a offrirgli il primo ruolo decisivo in M*A*S*H (1970), dove interpretava il chirurgo militare Duke Forrest.

«Se non fosse stato per lui, non credo che sarei in questo mestiere», raccontò nel 2020 a Film Talk, ricordando l’importanza di Altman nella propria formazione.

Dopo I compari e Gang, la svolta arrivò nel 1979 con Alien di Ridley Scott. Skerritt interpretava Arthur Dallas, capitano della Nostromo, l’astronave commerciale il cui equipaggio viene progressivamente sterminato da una creatura extraterrestre. Il suo nome figurava per primo nei titoli di testa, davanti a quello di Sigourney Weaver.

Ripensando alle riprese, l’attore definì Alien «una delle esperienze più memorabili» della sua carriera, ricordando di aver capito che stavano «realizzando qualcosa di straordinario».

«Sono la spontaneità e l’istinto a fare la differenza, ed è quello che sentivo avessimo in Alien», spiegò in un’intervista del 2019. «Tra tutti noi si creò immediatamente un’intesa».

Skerritt apprezzò inoltre un elemento allora tutt’altro che scontato per un film di fantascienza: «La donna diventa l’eroe», osservò riferendosi a Ellen Ripley. E, parlando della distribuzione dei ruoli all’interno del cast, aggiunse: «Se si ragiona in termini di primo o secondo violino, è bello far parte di una grande orchestra».

Top Gun, La zona morta e gli altri ruoli indimenticabili

Negli anni successivi Skerritt attraversò generi molto diversi. Nel 1983 interpretò lo sceriffo George Bannerman in La zona morta di David Cronenberg, tratto dal romanzo di Stephen King: è il poliziotto che chiede aiuto al sensitivo Johnny Smith, interpretato da Christopher Walken, per risolvere una serie di omicidi.

Nel 1986 arrivò Top Gun di Tony Scott, in cui vestì i panni del comandante Mike “Viper” Metcalf, istruttore della scuola di volo frequentata dal Maverick di Tom Cruise.

«Tutti si stavano divertendo durante la lavorazione. Sapevamo tutti, o forse ero soltanto io a intuirlo, che sarebbe stato un film di grande successo», raccontò nel 2022 a Fox News Digital.

Tra le altre interpretazioni figurano Poltergeist III (1988), Fiori d’acciaio (1989), La recluta (1990), La mia peggiore amica (1992) e In mezzo scorre il fiume (1992), diretto da Robert Redford.

Proprio quest’ultimo era il film a cui si sentiva più legato: «Credo che quello che mi commuove di più sia In mezzo scorre il fiume, in cui interpreto il reverendo. È un film visivamente magnifico, così profondamente americano e davvero toccante. Non guardo tutti i film che ho fatto, ma questo l’ho visto molte volte. E ogni volta mi commuove a un livello diverso, più profondo. Ciò che conta è il film, non tanto il ruolo».

Il successo televisivo e l’impegno per i veterani

Dal 1992 al 1996 Skerritt interpretò lo sceriffo Jimmy Brock nella serie CBS Picket Fences, creata da David E. Kelley. Il ruolo gli valse un Emmy come miglior attore protagonista in una serie drammatica nel 1993.

«Fu straordinario», ricordò a The A.V. Club. «Era scritta dal miglior sceneggiatore della televisione. Questa era la sua magia e la sua genialità».

Nel corso di una carriera con oltre 150 crediti tra cinema e televisione, apparve anche in Contact, L’ultima alba, The Good Wife e Brothers & Sisters.

Fuori dal set, Skerritt contribuì alla fondazione di TheFilmSchool a Seattle e, nel 2012, del Red Badge Project, un’iniziativa che aiuta i veterani a elaborare le esperienze traumatiche attraverso la scrittura e il racconto.

«C’è qualcosa di meravigliosamente terapeutico nella possibilità di scrivere una storia, che sia vera oppure che nasca dal tentativo di riprendersi da momenti molto difficili», spiegò a Fox News Digital.

La collega Lauren Holly, che aveva recitato al suo fianco in Picket Fences, lo ha ricordato come «il nostro leader»: «Il suo esempio rese quegli anni una gioia e tutti noi lo amavamo e rispettavamo moltissimo. Aveva profondamente a cuore la sua famiglia, sia quella di casa sia quella del lavoro. Aveva profondamente a cuore il pianeta e tutti i suoi abitanti. Ha avuto un’enorme influenza sulla mia vita e molti dei ricordi che ho di lui comprendono momenti in cui ridevamo fino alle lacrime».

Skerritt lascia la moglie Julie Tokashiki, cinque figli, cinque nipoti e due pronipoti. Con lui scompare uno degli interpreti più riconoscibili del cinema americano, capace di passare dalla satira antimilitarista all’horror fantascientifico, dal blockbuster al dramma familiare senza perdere quella presenza autorevole e discreta che aveva reso memorabili anche i suoi ruoli secondari.

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