Netflix chiude la porta ai registi che chiedono l’uscita nei cinema
05/06/2026 news di Stella Delmattino
Dan Lin ha confermato che l'eccezione concessa a Narnia non cambierà la politica della piattaforma sulle distribuzioni cinematografiche

Negli ultimi mesi alcuni segnali avevano fatto pensare a un possibile riavvicinamento di Netflix alle sale cinematografiche.
La piattaforma aveva infatti concesso a Narnia, il nuovo progetto diretto da Greta Gerwig, una finestra esclusiva di ben 54 giorni nelle sale prima dell’arrivo in streaming, una scelta praticamente senza precedenti nella storia recente dell’azienda.
Tuttavia, chi sperava in un cambio di rotta dovrà ricredersi.
In una recente intervista rilasciata al New York Times, il presidente della divisione film di Netflix, Dan Lin, ha chiarito che il caso di Narnia rappresenta un’eccezione e non l’inizio di una nuova politica aziendale.
Anzi, il dirigente ha spiegato che la piattaforma non è interessata a collaborare con quei registi che considerano indispensabile una distribuzione cinematografica tradizionale.
«C’è un gruppo di registi che continua a volere l’uscita nelle sale. Abbiamo accettato il fatto che semplicemente non lavoreremo con loro.»
Una dichiarazione destinata a far discutere, soprattutto in un momento in cui molti autori continuano a considerare il grande schermo un passaggio fondamentale per valorizzare i propri film.
Negli ultimi anni diversi progetti di alto profilo avrebbero infatti preso strade diverse proprio a causa della rigida posizione di Netflix.
Secondo quanto riportato, Zach Cregger avrebbe abbandonato la piattaforma con The Flood dopo il rifiuto di una distribuzione cinematografica, portando successivamente il progetto alla Warner Bros.
Anche Joseph Kosinski avrebbe rinunciato a una collaborazione per F1 a causa dell’assenza di un piano per le sale.
Situazione simile per Emerald Fennell, che avrebbe preferito un’altra offerta per garantire a Cime tempestose una vera uscita cinematografica.
Tra i nomi citati figurano anche i fratelli Duffer e Rian Johnson, quest’ultimo da tempo sostenitore di una distribuzione più ampia per la saga di Knives Out.
Nonostante queste defezioni, Netflix sembra intenzionata a mantenere la propria linea.
La società continua infatti a privilegiare il modello streaming, limitando generalmente le uscite cinematografiche a brevi passaggi necessari per qualificare i film alla stagione dei premi.
Una strategia che si scontra però con un momento particolarmente positivo per il cinema in sala.
Nel corso del 2026 diversi titoli hanno dimostrato come l’esperienza cinematografica continui a mantenere un forte richiamo sul pubblico, alimentando nuovamente il dibattito sul ruolo delle sale nell’era dello streaming.
Per il momento, però, la posizione di Netflix appare molto chiara: se un regista considera l’uscita cinematografica una condizione imprescindibile, la collaborazione difficilmente andrà in porto.
Resta da capire se questa strategia continuerà a funzionare anche nei prossimi anni o se il successo di alcuni recenti fenomeni cinematografici finirà per riaprire il confronto all’interno dell’industria.
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