Pixar licenzia 108 dipendenti, ma è la lettera con Elastigirl a scatenare le polemiche
28/07/2026 news di Stella Delmattino
Mentre Toy Story 5 supera il miliardo di dollari al box office mondiale, la comunicazione dei licenziamenti accende il dibattito sul momento attraversato dallo storico studio d'animazione

Pixar ha eliminato 108 posti di lavoro, ma a far discutere non è soltanto l’entità dei licenziamenti. A scatenare le polemiche è stata anche la comunicazione utilizzata per annunciarli, che riportava il logo dello studio con Elastigirl al posto della tradizionale “I” di Pixar.
La vicenda è emersa dopo che SFGate ha ottenuto la documentazione inviata alle autorità californiane nell’ambito della procedura WARN, il sistema con cui le aziende comunicano ufficialmente i licenziamenti collettivi. In cima al documento compare infatti una versione del logo Pixar con Mrs. Incredible, conosciuta in Italia come Elastigirl, elemento grafico che molti hanno giudicato fuori luogo in una comunicazione di questo tipo.
108 licenziamenti nel pieno della riorganizzazione Disney
I 108 posti eliminati rappresentano circa il 10% della forza lavoro dello studio di Emeryville e riguardano soprattutto ruoli creativi, tra cui direttori tecnici, artisti dello storyboard e figure della produzione. Le uscite diventeranno effettive a partire dal 26 settembre e fanno parte di una più ampia ristrutturazione avviata da Disney, che coinvolge anche ESPN, Disney Entertainment Television e National Geographic.
Secondo la posizione ufficiale dell’azienda, i tagli rientrano in una continua revisione delle risorse e degli investimenti, in risposta ai cambiamenti dell’industria dell’intrattenimento.
Il contrasto con il successo di Toy Story 5
Le critiche sono aumentate anche per il momento scelto. Proprio nei giorni dei licenziamenti, Toy Story 5 ha infatti superato il miliardo di dollari d’incasso nel mondo, confermandosi uno dei maggiori successi cinematografici dell’anno. Secondo indiscrezioni riportate da The Wrap e rilanciate da diverse testate statunitensi, il problema non sarebbe però il rendimento dell’ultimo film della saga, bensì quello di Jumpers, che avrebbe chiuso il proprio percorso commerciale con margini molto ridotti.
Negli ultimi anni Pixar aveva inoltre ampliato sensibilmente il proprio organico per sostenere la produzione di contenuti destinati a Disney+. Con il cambio di strategia deciso dalla compagnia, l’obiettivo è ora tornare a concentrarsi principalmente sui lungometraggi per il cinema e contenere i costi di produzione. Una direzione che ricorda quella già intrapresa nel 2024, quando lo studio aveva effettuato un’altra importante tornata di licenziamenti per ridimensionare le attività legate allo streaming.
Una questione di immagine
Non esistono indicazioni che il logo con Elastigirl sia stato scelto appositamente per i licenziamenti: è plausibile che si tratti di una normale intestazione grafica utilizzata internamente dallo studio. Tuttavia, il fatto che una comunicazione tanto delicata sia stata inviata con un’immagine associata a uno dei personaggi più iconici e familiari della Pixar ha alimentato le critiche sui social e tra gli osservatori del settore.
Al di là delle polemiche sull’intestazione, la vicenda evidenzia ancora una volta la fase di trasformazione attraversata da Pixar. Dopo anni di espansione legata allo streaming, lo studio sembra voler tornare a un modello produttivo più snello e focalizzato sulle uscite cinematografiche. Resta però il contrasto tra il momento commerciale estremamente positivo di Toy Story 5 e una nuova ondata di licenziamenti che colpisce uno degli studi d’animazione più influenti al mondo.

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