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Cineocchio Dossier – Storia dell’animazione per adulti (Parte III)

di Alessandro Gamma

Completiamo gli sperimentali anni '80 e arriviamo alla metà dei '90, passando per l'esplosione internazionale degli anime giapponesi

Il nostro viaggio prosegue, attraversando tutti gli anni’80 per giungere a metà dei ’90, non senza aver fatto fondamentale tappa al momento in cui il mondo occidentale ha scoperto gli anime giapponesi.

Fire and Ice – Fuoco e ghiaccio (1983)

fire-and-ice-fuoco-e-ghiaccio-1983Ralph Bakshi ripiomba nel cinema con questa muscolosa avventura sword and sorcery (o fantasy eroica se preferite) ispirata al lavoro dell’artista (e co-produttore) Frank Frazetta. Racconto epico sullo stile di Conan il barbaro (uscito nel 1982), la storia segue Larn, ultimo superstite della sua tribù preistorica, che si unisce al guerriero Darkwolf per salvare la principessa Teegra dallo stregone del ghiaccio Nekron – la cui magia minaccia di sprofondare tutto il pianeta in una morsa glaciale. Principalmente una vetrina per mettere in mostra la meticolosa tecnica di animazione rotoscope di Bakshi, in cui filmati di attori dal vivo vengono tracciati a mano per creare i personaggi animati, la pellicola rimane un’esperienza visiva di  singolare bellezza che ha ispirato generazioni di appassionati di animazione ed è considerato da molti il ​​più grande risultato di Bakshi post Fritz; anche se è notevolmente più docile (in particolare in termini di sessualità) rispetto a molte delle sue opere precedenti. Un remake prodotto da Robert Rodriguez si trova ormai da parecchi anni nel limbo della pre-produzione.

Quando soffia il vento (1986)

quando-soffia-il-vento-1986Molti dei momenti più importanti nella storia dell’animazione per adulti si distinguono dalla “roba per bambini” per la presenza di sesso e violenza estremi, ma When The Wind Blows è noto soprattutto come uno dei film più inesorabilmente deprimenti mai realizzati – animati o di altro genere. Diretto da Jimmy Murakami (in seguito allo studio di produzione Murakami-Wolf) e basato sull’omonimo libro di Raymond Briggs, è una favola anti-nucleare del periodo della Guerra Fredda che descrive gli ultimi giorni di una coppia di anziani del Sussex, mentre poco a poco deperiscono per avvelenamento da radiazioni in seguito a una devastante guerra nucleare. E’ davvero triste come sembra – ma potrebbe essere ancora più fastidioso per quel pubblico che riconosce lo stile di animazione di Murakami e Briggs per il noto mediometraggio per famiglie The Snowman del 1982 – ed è spesso paragonato al famoso e straziante anime Un tomba per le lucciole di Isao Takahata.

L’esplosione a livello mondiale degli anime

akira-otomo_katsuhiroLa presenza effettiva di animazione “per adulti” nella cultura popolare giapponese è spesso sopravvalutata dagli appassionati di anime occidentali, ma nondimeno è vero che la storia di questo sottogenere potrebbe riempire un intero elenco separato. Tuttavia, il medium non ha cominciato a influenzare il resto del settore dell’animazione su scala globale almeno fino al momento di una spinta aggressiva verso i mercati occidentali nella prima metà degli anni ’80; alimentata dall’ubiquità di serie come Voltron (prodotto realizzato negli Stati Uniti montando insieme due diversi anime televisivi giapponesi indipendenti tra loro, Hyakujūō Goraion / Golion e Kikō kantai Dairugger XV) sulla TV per bambini e dalla crescente popolarità di oggetti più violenti e/o carichi sessualmente come Ken il Guerriero (Hokuto no Ken) di Tetsuo Hara e Buronson o Vampire Hunter D di Hideyuki Kikuchi nei negozi di fumetti e nel circuito dei video underground (più che altro in America, da noi ci è voluto qualche anno in più).

La reputazione degli anime come opere a cui dovevano rivolgersi tutti quelli che cercavano cartoni animati vietati ai minori è stata poi cementata nel mainstream dal successo – tanto sorprendente quanto meritato, presso pubblico e critica – di Akira di Katsuhiro Ōtomo nel 1988 (in Italia è arrivato solo nel 1992 e direttamente in VHS), ma è stata anche ostacolata nella sua fase iniziale da molte videoteche occidentali che ordinavano erroneamente anime di genere pornografico “hentai” e le stoccavano al fianco di altri film animati ‘convenzionali’; in questo modo gli anime si sono guadagnati a lungo una reputazione negativa presso molti rivenditori e presso i gruppi di tutela dei minori (i cosiddetti ‘watchdog’).

Felidae (1994)

felidae-filmDirettamente dalla Germania, l’adattamento animato – piuttosto libero – di Michael Schaak dell’omonimo libro di Akif Pirinçci (in Italia uscito col titolo La società dei gatti assassini) è un film decisamente unico ed eccentrico, che racconta una storia noir con sfumature fantascientifiche ambientata nel mondo dei gatti domestici. Recentemente trasferitosi in un nuovo appartamento con il suo proprietario, il curioso ma cinico Francis inizia a indagare sui misteriosi avvenimenti che accadono al piano superiore, solo per essere gradualmente coinvolto in un oscuro mistero che coinvolge la sperimentazione animale, inspiegabili omicidi di gatti e una setta del suicidio felino collegata a una trama di ingegneria genetica apocalittica e a un ex animale da laboratorio martirizzato. Opera d’animazione più costosa mai prodotta in Germania fino ad oggi, il film ha raggiunto lo status di cult negli Stati Uniti, in gran parte dovuto alla sua praticamente impossibile reperibilità in home video e DVD (idem qui da noi). Siete avvisati: nonostante esteriormente sembri proprio un convenzionale film d’animazione con gli animali, Felidae si guadagna i galloni di film per adulti grazie ad immagini da incubo e alla violenza incredibilmente brutale.

Beavis & Butt-Head alla conquista dell’America (1996)

beavis-and-butt-head-alla-ocnquista-dellamericaMike Judge si è ritagliato una bella nicchia per se stesso come una delle voci causticamente satiriche più autorevoli d’America grazie alla lunga serie – andata in onda in prima serata – King of the Hill e al suo secondo lungometraggio, la commedia futuristica Idiocracy, ma il co-fondatore del famigerato festival di animazione “Spike & Mike” ha lasciato il suo primo – e forse ancora più grande – segno sulla cultura popolare con la serie di MTV Beavis & Butthead. “Do America” ​​trascina la coppia di amici fuori della loro bislacca zona di comfort abituale per una road comedy classica, ma lo sguardo inflessibile di Judge nella vita degli adolescenti idioti e senza una meta rimane tagliente e poco romantico come sempre – una fotografia della “generazione perduta” di MTV nel suo auto-riconosciuto lato oscuro raffigurante una coppia di giovani la cui vita probabilmente sarebbe tragica se non ne fossero tanto ignari dal non fare altro che riderci sopra tutto il giorno.

I Married a Strange Person! (1997)

i-married-a-strange-personBill Plympton e il suo stile di animazione immediatamente riconoscibile sono entrambi noti per una serie impressionante di cortometraggi animati, ma il regista ha messo insieme anche diversi lungometraggi che espandono gli stessi temi filosofici oscuri e la sensibilità comica grossolana, con I Married a Strange Person! punta di diamante di questo drappello. Versione comica delle storie sui poteri psichici alla Scanners, la trama segue un uomo qualunque il cui recente matrimonio è complicato dagli sviluppi di una botta al collo che gli conferisce poteri telecinetici in grado di deformare la realtà. Questi poteri lo portano all’attenzione del conglomerato militarizzato Smilecorp, che vuole sfruttare le sue abilità per i propri fini nefasti e si rivolge così alla moglie, al fine di garantire la sua collaborazione. E’ tutto un pretesto per Plympton per indulgere sul suo amore verso gli effetti animati di rimodellamento dei corpi e per le sequenze slapstick surreali, e serve anche da imponente sintesi del suo lavoro fino a quel momento della carriera.

continua…

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