7 ore di puro terrore: la serie horror di Netflix con il punteggio più alto su Rotten Tomatoes, ma che nessuno conosce
10/07/2026 news di Andrea Palazzolo
Marianne è una serie horror francese su Netflix con il 100% su Rotten Tomatoes, ma quasi sconosciuta. Scopri perché merita di essere visto.

Nel vasto catalogo di Netflix, tra le innumerevoli serie horror che competono per l’attenzione degli spettatori, si nasconde un piccolo gioiello francese che ha ottenuto qualcosa di rarissimo: un punteggio perfetto del 100% su Rotten Tomatoes. Eppure, nonostante questo risultato eccezionale, Marianne è scivolata nell’oblio quasi subito dopo la sua uscita nel 2019. Come è possibile che un capolavoro del genere sia passato così inosservato?
La risposta sta forse nella sua natura stessa. Marianne non è una di quelle serie horror che puntano tutto su jump scare facili e effetti speciali roboanti. È qualcosa di più sottile, più disturbante, più profondo. Una produzione che richiede allo spettatore di immergersi completamente nella sua atmosfera opprimente e di affrontare paure ancestrali che affondano le radici negli incubi che tutti noi facciamo.
La serie francese, composta da otto episodi dalla durata variabile tra i 36 e i 52 minuti, racconta la storia di Emma Larsimon, una scrittrice di horror di successo la cui vita viene sconvolta quando Marianne, l’antagonista principale dei suoi romanzi, prende vita e comincia a terrorizzare la piccola cittadina costiera da cui Emma proviene. È un concetto narrativo brillante che gioca con i confini tra finzione e realtà, tra creazione artistica e responsabilità personale.
Quello che rende Marianne così speciale è il suo approccio stratificato al terrore. Certo, ci sono scene che ti faranno sobbalzare sulla poltrona, come quella diventata iconica in cui Marianne ruota la testa di 360 gradi. Ma il vero genio della serie sta nel suo essere un horror psicologico che esplora temi più complessi: la colpa, le conseguenze delle nostre azioni, il prezzo del successo costruito su fondamenta oscure.
Emma non è la classica eroina impeccabile che combatte il male. È un personaggio profondamente imperfetto, egoista, che ha usato i traumi del suo passato e quelli delle persone che conosceva come materiale per i suoi libri di successo. Quando Marianne si materializza, non sta solo terrorizzando innocenti: sta presentando a Emma il conto per tutto ciò che ha fatto, per le vite che ha distrutto nella sua corsa al successo letterario.

Data l’intensità della serie, non è difficile capire perché alcuni spettatori abbiano trovato difficile portarla a termine. Non è intrattenimento leggero da consumare distrattamente mentre si scorre il telefono. Marianne pretende la tua attenzione completa e in cambio ti offre un’esperienza horror che pochi altri show possono eguagliare.
Il mistero più grande rimane però quello del suo oblio. Come può una serie con un punteggio critico perfetto, con una scrittura così solida, con interpretazioni così convincenti e con un livello di tensione così magistralmente costruito essere praticamente sconosciuta alla maggior parte degli abbonati Netflix? Forse è proprio la sua intensità ad aver spaventato più del previsto, non solo gli spettatori ma anche gli algoritmi e le strategie di promozione della piattaforma.
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