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Titolo originale: Columbo , uscita: 15-09-1971. Stagioni: 11.

Come, quando e perché finì Colombo: l’ultimo caso di Peter Falk non doveva essere davvero l’ultimo

04/10/2026 news di William Maga

Nel 2003 il celebre investigatore risolse il suo ultimo caso tra i nightclub di Los Angeles, ma Peter Falk aveva ancora un progetto per Colombo

Peter Falk in Ricatto mortale (2003) colombo ultimo episodio

Quando Columbo Likes the Nightlife, arrivato in Italia con il titolo Ricatto mortale, andò in onda sulla ABC il 30 gennaio 2003, nessuno dei suoi elementi suggeriva davvero un finale costruito per chiudere quasi 35 anni di storia televisiva. Non c’erano grandi saluti, bilanci nostalgici o una conclusione definitiva per il protagonista. C’era semplicemente il tenente Colombo alle prese con un altro assassino.

E una ragione c’è: quello che oggi ricordiamo come l’ultimo episodio di Colombo non era stato concepito come l’addio definitivo di Peter Falk al personaggio. La serie non ebbe infatti una conclusione programmata nel senso tradizionale del termine: dopo quell’episodio, ABC non ne commissionò semplicemente un altro.

Colombo entra nel mondo dei rave

Diretto da Jeffrey Reiner e scritto da Michael Alaimo, Ricatto mortale porta il detective in un ambiente che non potrebbe essere più distante da lui: la scena dei nightclub e dei rave della Los Angeles dei primi anni Duemila.

Al centro della storia c’è Justin Price, interpretato da un giovane Matthew Rhys, molti anni prima di The Americans e Perry Mason. Il promoter sta per aprire un nuovo locale quando la fidanzata Vanessa Farrow (Jennifer Sky) uccide accidentalmente durante una lite l’ex marito Tony Galper, finanziatore dell’attività. Justin decide di aiutarla a nascondere il cadavere, ma un fotografo di tabloid documenta tutto e tenta di ricattarlo. Per Price, liberarsi anche di lui sembra l’unico modo per evitare che il primo delitto venga scoperto.

La costruzione resta quindi quella che aveva reso celebre la serie: lo spettatore conosce fin dall’inizio responsabilità e meccanica del crimine. Il mistero non consiste nello scoprire chi sia stato, ma nell’osservare Colombo mentre individua le incongruenze e stringe lentamente il cerchio intorno al colpevole.

È significativo che già il Los Angeles Times, recensendo l’episodio proprio il giorno della prima americana, sottolineasse questo contrasto. Nel 2003 la televisione poliziesca era ormai dominata da prodotti come CSI e Law & Order, mentre il metodo di Colombo poteva apparire quasi fuori dal tempo. Columbo Likes the Nightlife sceglie invece di sfruttare proprio questa distanza, immergendo il detective in un mondo di musica elettronica, locali alla moda e giovani promoter senza modificare il meccanismo narrativo che lo aveva accompagnato per decenni.

Matthew Rhys in Ricatto mortale (2003) colombo tvL’ultimo assassino di Colombo fu Matthew Rhys

Il confronto tra Falk e Rhys è così diventato, involontariamente, l’ultimo duello della serie. E dietro al personaggio di Justin Price si nasconde anche un curioso intervento dello stesso Falk.

Rhys ha raccontato di avere inizialmente preparato per il ruolo un accento cockney. L’esperimento non convinse però Falk, che gli suggerì di utilizzare il suo naturale accento gallese. Fu così che l’ultimo avversario di Colombo divenne gallese come l’attore che lo interpretava.

Accanto a lui compare inoltre John Finnegan nei panni di Sean Jarvis. Era una presenza familiare nell’universo di Colombo: aveva recitato al fianco di Falk numerose volte a partire da Blueprint for Murder del 1972. La sua apparizione nel 2003 crea così un piccolo ponte con l’epoca classica della serie, all’interno di quello che esteticamente è invece uno dei suoi episodi più contemporanei.

Un dettaglio nel nightclub incastra l’ultimo colpevole

Da qui in avanti ci sono spoiler sul finale di Ricatto mortale.

L’ultima intuizione della carriera televisiva di Colombo nasce, come spesso accadeva nella serie, da qualcosa che agli altri sembra insignificante. Nel nightclub di Price, alcune vasche con dei pesci sono incorporate nel pavimento. Il tenente si accorge che una di esse presenta un’anomalia: contiene meno pesci ed è meno profonda rispetto alle altre.

Non è un semplice difetto nella costruzione del locale. Colombo fa esaminare il pavimento e scopre lo spazio nel quale è stato nascosto il corpo di Tony Galper. Il nuovo club, simbolo dell’ambizione di Price e del mondo moderno nel quale l’anziano investigatore sembrava quasi un intruso, diventa così la prova materiale che lo condanna.

Dopo aver risolto anche quest’ultimo caso, Colombo attraversa il locale affollato e se ne va. Non c’è una cerimonia, né una battuta che dichiari conclusa la sua carriera. Peter Falk esce semplicemente dall’inquadratura. A posteriori, la sobrietà di quel momento può sembrare un congedo perfettamente coerente con il personaggio. In realtà, Colombo avrebbe dovuto tornare.

Perché Colombo finì nel 2003?

La fine della serie non coincise con una decisione di Peter Falk di abbandonare il personaggio. Dopo Columbo Likes the Nightlife, ABC non commissionò semplicemente un nuovo film. Secondo le ricostruzioni dedicate alla storia della serie, a pesare furono gli ascolti non particolarmente brillanti dell’episodio e i costi ormai elevati di una produzione che, in quella fase, non aveva più una regolare cadenza televisiva ma sopravviveva attraverso special realizzati occasionalmente.

A dimostrare che Falk non considerasse affatto conclusa l’esperienza fu lo stesso attore. Ancora nel 2005 spiegava che il problema era trovare una storia sulla quale lui e il network riuscissero a essere d’accordo: ABC era interessata a un caso ambientato nel mondo delle modelle di lingerie, mentre Falk preferiva un’altra sceneggiatura.

«La sceneggiatura che piace a me non piace al network. Quella che piace a loro non piace a me», sintetizzò l’attore.

Non esiste dunque un singolo momento nel quale Colombo venne formalmente chiuso con un finale prestabilito. Il rapporto con ABC si esaurì progressivamente, mentre Falk continuava a cercare una storia adatta per riportare ancora una volta il tenente sullo schermo.

Peter Falk voleva risolvere un 70° caso

Nel 2007, quattro anni dopo Ricatto mortale, quella possibilità sembrò concretizzarsi. Universal Television disponeva di una sceneggiatura completa intitolata inizialmente Hear No Evil, successivamente ribattezzata con un titolo che non lasciava molti dubbi sulle intenzioni: Columbo’s Last Case.

Questa volta si sarebbe trattato davvero del finale.

Falk, allora ottantenne, voleva realizzarlo e aveva scelto personalmente la sceneggiatura. Il film avrebbe rappresentato il 70° caso televisivo del personaggio e, se fosse entrato rapidamente in produzione, avrebbe potuto essere trasmesso nel 2008, in coincidenza con il quarantennale di Prescription: Murder, il film TV del 1968 che aveva introdotto il suo Colombo al grande pubblico.

Ma ABC rifiutò il progetto. I produttori cercarono allora un altro finanziatore e valutarono anche possibilità fuori dagli Stati Uniti, senza riuscire a portare il film in produzione. Il caso destinato a diventare il vero congedo di Colombo rimase così sulla carta.

Il vero ultimo caso di Colombo non venne mai girato

A quel punto il tempo a disposizione si ridusse rapidamente. Alla fine del 2007 Falk iniziò a manifestare seri problemi di salute e negli anni successivi le sue condizioni cognitive peggiorarono al punto da rendere impossibile un ritorno al personaggio. L’attore morì il 23 giugno 2011, a 83 anni.

È importante, però, non confondere causa ed effetto: non furono i problemi di salute di Falk a determinare la fine di Colombo nel 2003. L’attore cercò di riportare il personaggio in televisione ancora per diversi anni. Furono il mancato interesse del network e l’impossibilità di trovare un accordo su un nuovo progetto a trasformare progressivamente Ricatto mortale nell’ultimo episodio.

Columbo’s Last Case rimase quindi sulla carta e Columbo Likes the Nightlife assunse retroattivamente un significato che nel 2003 non possedeva: quello dell’ultima apparizione di Peter Falk nei panni del detective che aveva interpretato per oltre tre decenni.

Forse è proprio l’assenza di un finale dichiarato a rendere particolare quell’ultima scena. Colombo non va in pensione, non consegna l’impermeabile e la serie non cerca di trasformarlo improvvisamente in un personaggio diverso. Risolve il caso esattamente come aveva sempre fatto, lascia il colpevole davanti alle conseguenze delle proprie azioni e si allontana.

Il settantesimo caso che Falk desiderava non sarebbe mai arrivato. Così, senza che nessuno l’avesse programmato davvero, quel detective apparentemente fuori posto in mezzo alla musica e alle luci di un nightclub di Los Angeles era già entrato per l’ultima volta sulla scena del crimine.

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