Guillermo del Toro non ha fatto solo film: questa serie horror è perfetta se ami i misteri e i vampiri assetati di sangue
29/07/2026 news di Andrea Palazzolo
La serie di Guillermo del Toro che ridefinisce il genere horror con vampiri con un approccio scientifico e thriller.

Quando si parla di serie televisive sui vampiri, la mente corre subito ai classici del genere. True Blood con la sua atmosfera gotica e sensuale ambientata nel profondo Sud degli Stati Uniti. The Vampire Diaries e il suo approccio young adult che ha conquistato una generazione di spettatori. Più recentemente, AMC ha riportato in auge il genere attingendo dalle opere di Anne Rice, con Intervista col Vampiro che ha dimostrato come il fascino dei non-morti sia tutt’altro che tramontato.
Ma c’è una serie che merita di essere riscoperta, un progetto che porta la firma inconfondibile di uno dei registi più visionari del cinema contemporaneo. The Strain non è solo un’altra storia di vampiri: è la visione personale di Guillermo del Toro trasformata in un thriller serrato che ridefinisce completamente le regole del genere.
La genesi del progetto affonda le radici nella letteratura. Del Toro, insieme al co-autore Chuck Hogan, ha dato vita a una trilogia di romanzi il cui primo volume è stato pubblicato nel 2009. Ma il maestro messicano sapeva fin dall’inizio che quella storia aveva il potenziale per diventare qualcosa di più, qualcosa che sulla carta stampata non avrebbe potuto esprimere tutta la sua forza visiva e narrativa. Serviva il medium televisivo, con la sua capacità di costruire tensione episodio dopo episodio, senza i compromessi del grande schermo.

La serie ha debuttato nel 2014 e si è conclusa dopo quattro stagioni nel 2017, con del Toro e Hogan direttamente coinvolti nella scrittura di alcuni episodi. Il regista premio Oscar ha anche preso le redini della regia, portando sullo schermo quella sensibilità estetica che caratterizza ogni suo lavoro, da Il labirinto del fauno a La forma dell’acqua.
Al centro della narrazione c’è il dottor Ephraim Goodweather, interpretato da Corey Stoll, un epidemiologo del Centro per il Controllo delle Malattie di New York. Quando un aereo atterra con tutti i passeggeri apparentemente morti a bordo, Ephraim viene chiamato a investigare quello che sembra un misterioso evento di contagio. Ma quella che inizialmente appare come un’epidemia virale si rivela ben presto qualcosa di molto più sinistro e terrificante.
Ciò che rende The Strain radicalmente diversa dalle altre serie vampire è l’approccio scientifico e quasi documentaristico con cui tratta la trasformazione. Non ci sono qui vampiri romantici che brillano al sole o creature aristocratiche che frequentano balli in abiti d’epoca. I vampiri di del Toro sono organismi parassitari, il risultato di un contagio che si diffonde come un’epidemia zombie, trasformando New York in un incubo urbano.
L’orrore si insinua attraverso la quotidianità. Le creature di The Strain infiltrano le loro vittime con una metodicità agghiacciante, spesso mascherando la loro vera natura fino al momento dello strike finale. È un approccio che deve molto al cinema di invasione degli Anni Cinquanta, ma filtrato attraverso la sensibilità contemporanea e la maestria visiva di del Toro nel creare mostri che sono al tempo stesso affascinanti e repellenti.
Per chi cerca qualcosa di diverso nel panorama delle serie tipiche sui vampiri, per chi apprezza l’estetica distintiva di Guillermo del Toro e per chi ama i thriller ad alta tensione che non concedono pause, The Strain rappresenta un binge-watching perfetto. È disponibile sulle principali piattaforme streaming ed è pronta a dimostrare che i vampiri possono ancora terrorizzarci, basta saperli raccontare nel modo giusto.
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