Ricordi questa miniserie horror anni ’90? Ancora oggi ha la scena più terrificante di sempre
10/09/2026 news di Andrea Palazzolo
La scena più terrificante di Stephen King per la TV ha 36 anni: ecco perché questo momento horror resta insuperato.

Trentasei anni. Questo è il tempo trascorso da quando una miniserie televisiva ha impresso nella memoria collettiva di un’intera generazione la scena più terrificante mai tratta da un’opera di Stephen King per il piccolo schermo. Era il 1990 quando la ABC trasmise It, adattamento del monumentale romanzo del 1986, e da allora nulla è riuscito davvero a eguagliare quella sensazione di disagio visceral che si insinua quando Tim Curry, nei panni di Pennywise il Clown Danzante, emerge dall’oscurità di uno scarico stradale per fare conoscenza con il piccolo Georgie Denbrough.
It, trasmessa sulla ABC nel 1990 con una durata complessiva di oltre tre ore, segue fedelmente la struttura del romanzo. La storia è ambientata a Derry, nel Maine, una classica cittadina americana dove ogni 27 anni si risveglia un misterioso mostro che cambia forma, chiamato semplicemente “It”. Questa entità emerge da un sonno profondo nelle viscere della terra sotto Derry e semina tragedie orribili, colpendo in particolare i bambini.
Si tratta di uno dei romanzi più densi di King, articolato su due periodi temporali e popolato da alcune delle immagini più bizzarre e cosmiche mai concepite dall’autore. Una lettura terrificante, che non sorprende abbia generato per la televisione il momento di puro terrore più riuscito dell’intero catalogo delle trasposizioni di King.
L’incontro tra Pennywise e Georgie rappresenta il momento di massimo impatto della miniserie. Sia il romanzo che l’adattamento televisivo si aprono allo stesso modo. Durante un violento temporale nella primavera del 1960, il piccolo Georgie Denbrough gioca per strada con una barchetta di carta costruita insieme al fratello maggiore Bill. La barchetta gli sfugge di mano e lui la insegue fino a una strada deserta, dove questa precipita in uno scarico. Mentre si affaccia nel buio, due occhi lo fissano dal basso.
Pennywise il Clown Danzante invita George a scendere con lui nelle fogne. Quando il bambino rifiuta, il clown gli offre indietro la barchetta di carta. George allunga la mano e il clown si trasforma in un mostro dai denti aguzzi, gli strappa via un braccio con un morso e lo lascia morire dissanguato sulla strada.
Questa sequenza funziona perché gioca su diversi livelli di terrore simultaneamente. C’è l’elemento più superficiale della paura del pagliaccio, certo, ma sotto c’è qualcosa di molto più inquietante. Per la maggior parte della scena, Pennywise sembra umano. Parla in modo strano ma plausibile, fa battute, sorride in modo quasi credibile. Questo crea una sensazione di uncanny valley, quella valle perturbante dove qualcosa appare quasi umano ma non del tutto, generando un disagio profondo e primordiale.
E poi c’è l’elemento più oscuro: questa scena ricorda in modo scomodo i pericoli del mondo reale. Un adulto sconosciuto che attira un bambino isolato con false promesse e gentilezza apparente, per poi rivelare intenzioni mostruose. È questo strato di terrore concreto, tangibile, non fantastico, che rende la scena così efficace anche a distanza di quasi quattro decenni.
La performance di Tim Curry come Pennywise è semplicemente straordinaria, non solo in questa scena ma nell’intera miniserie. Il modo in cui è quasi sul punto di piangere mentre implora Georgie di unirsi a lui nelle fogne è perfettamente disturbante. E quando cambia registro improvvisamente, passando alla rabbia, capisci di trovarti di fronte a un tipo speciale di villain dell’horror. E così, a distanza di quasi quattro decenni quella semplice scena di un clown in uno scarico mantiene la sua corona come il momento più spaventoso mai realizzato per la televisione tratta da una storia del maestro dell’horror.
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