La Torre Nera, Mike Flanagan non vuole ripetere l’errore del film del 2017: ecco cosa cambierà nella serie
20/10/2026 news di Stella Delmattino
Dopo il controverso film del 2017 con Idris Elba e Matthew McConaughey, il regista di Doctor Sleep spiega come intende affrontare una delle saghe più ambiziose di Stephen King, promettendo un adattamento fedele ai romanzi

Portare sullo schermo La Torre Nera di Stephen King è una delle imprese più complicate che Hollywood abbia mai affrontato. Otto romanzi, una mitologia sterminata, universi paralleli e collegamenti con numerose altre opere dello scrittore: un materiale narrativo che nel 2017 era stato condensato in un unico film, con risultati tutt’altro che entusiasmanti. Ora Mike Flanagan, al lavoro su una nuova trasposizione televisiva, ha spiegato quale errore intende assolutamente evitare.
Il regista di Doctor Sleep, Midnight Mass e La caduta della casa degli Usher non ha intenzione di reinventare la saga o di trovare scorciatoie per renderla più accessibile. Al contrario, ritiene che il segreto sia già contenuto nei libri originali: seguire il percorso tracciato da King, senza anticipare elementi che il lettore scopre soltanto molto più avanti.
La Torre Nera: l’errore del film del 2017 che Flanagan vuole evitare
Il precedente cinematografico è tutt’altro che incoraggiante. La Torre Nera, diretto da Nikolaj Arcel nel 2017, vedeva Idris Elba nei panni del pistolero Roland Deschain e Matthew McConaughey in quelli dell’Uomo in Nero.
Il film cercava di combinare elementi di diversi romanzi, proponendosi contemporaneamente come adattamento e sorta di continuazione della storia letteraria. Una scelta che finì per comprimere una narrazione estremamente articolata in un lungometraggio incapace di restituirne adeguatamente personaggi, atmosfere e complessità.
Intervenendo al podcast The Process Unlocked, Flanagan ha individuato proprio in questo approccio uno dei maggiori rischi per qualsiasi nuova trasposizione.
«Il problema degli altri approcci è che c’è chi cerca di cominciare a metà della storia, oppure da un punto diverso. Non puoi catapultare il pubblico a capofitto in questo universo gigantesco. È troppo, tutto insieme», ha spiegato il regista.
La soluzione, secondo Flanagan, non consiste quindi nel semplificare il mondo di King, ma nel permettere agli spettatori di scoprirlo gradualmente.
Mike Flanagan vuole adattare i romanzi di Stephen King nell’ordine originale
«King ha fatto la cosa giusta: ti introduce nella storia partendo da due persone e nient’altro, poi ti accompagna un passo alla volta», ha proseguito Flanagan. «Quindi il mio adattamento seguiva questa impostazione. Si trattava semplicemente di adattare i libri, e di farlo nell’ordine in cui sono stati scritti».
Il punto di partenza sarà dunque L’ultimo cavaliere, primo volume della saga, che introduce Roland Deschain, un pistolero solitario impegnato nell’inseguimento dell’enigmatico Uomo in Nero attraverso un mondo apparentemente morente.
È soltanto proseguendo nella lettura che l’universo narrativo si espande, intrecciando western, fantasy, horror e fantascienza, fino a rivelare l’esistenza di realtà alternative e connessioni con altri personaggi dell’opera kinghiana.
Per Flanagan, rispettare questa progressione è essenziale: il pubblico deve poter conoscere Roland e comprenderne gradualmente la missione prima di confrontarsi con le implicazioni cosmologiche della Torre Nera.
Non significa che la serie riprodurrà ogni pagina senza modifiche. Il regista ha già riconosciuto la necessità di introdurre piccoli cambiamenti per adattare la materia letteraria al linguaggio televisivo, ma ha promesso una trasposizione «straordinariamente fedele» ai romanzi.
Secondo quanto emerso dagli aggiornamenti sul progetto, anche Stephen King avrebbe espresso soddisfazione per le sceneggiature della potenziale prima stagione che ha potuto leggere.
Una serie di più stagioni, ma il progetto resta una sfida produttiva
Il piano di Flanagan prevede una narrazione articolata su più stagioni televisive, una struttura che permetterebbe di dedicare ai personaggi e agli eventi lo spazio negato dal film del 2017.
Resta però una questione fondamentale: riuscire a ottenere il sostegno produttivo necessario per realizzare un adattamento tanto lungo e ambizioso. Nell’attuale panorama dello streaming, dove anche serie costose e popolari possono essere interrotte dopo poche stagioni, impegnarsi su una saga di otto romanzi rappresenta una decisione tutt’altro che scontata.
Flanagan è inoltre impegnato nello sviluppo di un’altra trasposizione kinghiana, Carrie, ma per La Torre Nera non sono ancora stati annunciati un calendario di produzione definitivo o una data di uscita.
Una cosa, tuttavia, emerge chiaramente dalle sue dichiarazioni: il regista non vuole ripetere il tentativo di comprimere l’intera mitologia di Stephen King in una storia che pretenda di spiegare tutto immediatamente. Per raccontare davvero il viaggio di Roland verso la Torre Nera, bisognerà avere la pazienza di percorrerlo insieme a lui, un passo alla volta.
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Mike Flanagan vuole adattare i romanzi di Stephen King nell’ordine originale



