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7/10 su 135 voti. Titolo originale: NOS4A2 , uscita: 02-06-2019. Regista: John Shiban. Stagioni: 2.

NOS4A2 (stagione 1) | La recensione della serie con Zachary Quinto

10/06/2019 recensione serie tv di Sabrina Crivelli

La trasposizione per il piccolo schermo del romanzo fanta-horror di Joe Hill parte molto bene, ma si perde in una seconda metà troppo affrettata e superficiale

Zachary Quinto in NOS4A2 (2019) serie amazon

Racconto oscuro dalla grande stratificazione, la serie AMC NOS4A2 (il nostro incontro in esclusiva con i protagonisti e l’autore al SXSW di Austin), ideata da Jami O’Brien (Fear the Walking Dead) e tratta dall’omonimo romanzo horror – pubblicato in Italia come NOS4A2 – Ritorno a Christmasland – di Joe Hill (ovvero Joseph Hillstrom King, il figlio di Stephen King), fonde problematiche e atmosfere profondamente kinghiane a una libera rielaborazione del mito di Nosferatu.

Certo non è semplice elaborare un materiale originario così complesso, ma mano a mano che la narrazione avanza lungo i 10 episodi da 45 minuti dello show (distribuiti in esclusiva da Amazon Prime), i protagonisti, in primis Vic McQueen (Ashleigh Cummings) e la sua sovrannaturale nemesi Charlie Manx (Zachary Quinto), perdono purtroppo di spessore. Tale difficoltà si fa sentire soprattutto nella seconda parte di NOS4A2, in cui si abbandona l’approfondimento delle psicologie, la costruzione degli eventi che hanno contraddistinto i primi cinque episodi per una resa ben più sbrigativa. In particolare, dalla 1×07 (Scissors for the Drifter), il contorto incontro di presente e passato, di reale e surreale è solo abbozzato e alcuni temi chiave, come una apparentemente fondamentale storia d’amore, raffigurati in poche superficiali sequenze. In linea generale, quindi, la macchina narrativa potrebbe anche funzionare sulla carta, ma più ci si avvicina al finale aperto, più i suoi ingranaggi scricchiolano.

NOS4A2 (2019) serie posterLa storia di NOS4A2 ruota intorno a due personaggi principali. Anzitutto, c’è l’eroina problematica, Vic, studentessa di umili origini e dalle innegabili doti artistiche, che cerca di affrontare la sua difficile situazione famigliare, con la madre Linda (Virginia Kull) che per paura di restare sola le nega un futuro diverso dal suo e la speranza di coltivare i suoi sogni con l’iscrizione a una scuola d’arte, e il padre Chris (Ebon Moss-Bachrach), alcolista immaturo che scappa di casa con un’altra donna più giovane.

I drammi si susseguono quindi nella vita della ragazza, che scopre d’improvviso di avere un potere straordinario – con la sua moto può attraversare un ponte magico, che la porta immediatamente ovunque lei desideri (lo Shorter Way Bridge). Questa facoltà unica la conduce al secondo epicentro di NOS4A2, Charlie, un villain sui generis che dopo aver subìto maltrattamenti da ragazzino e viaggia su e giù per gli Stati Uniti alla ricerca di bambini che hanno patito le sue stesse pene per ‘salvarli’ dalla loro situazione e portarli in un luogo incantato dove è sempre Natale, chiamato appunto Christmasland. Tuttavia, la sua missione ha un lato sinistro. L’immortale individuo carica i suoi piccoli protetti sulla sua Rolls-Royce Wraith del 1938 (targata per l’appunto NOS4A2 e che ricorda la kinghiana Christine) e, lungo il viaggio per la misteriosa destinazione, questi vengono mutati in qualcosa di assai diverso.

Perduta la loro umanità e il loro aspetto iniziale, diventano infatti entità oscure e nutrono con la loro forza vitale il mezzo di locomozione e il suo guidatore, che ringiovanisce. Vige difatti un arcano legame tra il veicolo e il suo conducente. Nosferatu non è più quindi quella creatura ematofaga che s’aggira nottetempo a succhiare il sangue dei mortali, ma un uomo pluri-centenario la cui natura è stata sprofondata nella tenebra da un trauma infantile, che l’ha reso maligno e capace di pervertire altri animi innocenti. Ovviamente Vic e Charlie sono destinati a incontrarsi, e fino a tale momento la tensione monta costante. Tuttavia, dopo il loro primo scontro tutto inizia a perdere di definizione e consistenza; gli eventi si susseguono sempre più pasticciati e molte delle dinamiche, dei comportamenti e delle reazioni dei personaggi, Vic in primis, sono ben poco motivate.

NOS4A2 serie tvDark tale dai diversi elementi tragici, il dramma interiore e il disagio collettivo di una cittadina di provincia emergono forti sin dall’episodio pilota, per poi confermarsi lentamente lungo le successive. Vic ne è l’incarnazione perfetta, al contempo fragile e coraggiosa. La sua estrazione sociale, la relazione burrascosa con e tra i genitori, il suo disperato tentativo di emancipazione, emergono sin dall’apertura (1×01 – The Shorter Way). Con pochi tocchi sono tratteggiati sapientemente la sua personalità, l’ambiente in cui è cresciuta, le sue aspirazioni e le sue paure sono subito percepibili. Poi ci sono la sfera surreale e l’abilità paranormale di lei. Man mano che iniziamo a farci un’idea della natura e delle potenzialità del misterioso ponte attraverso cui la ragazza riesce a trovare le cose perdute, sia esso un orologio (1×01), il genitore che ha lasciato casa (1×02 – The Graveyard of What Might Be),oppure una vittima di rapimento (1×03 – The Gas Mask Man), dal concreto ci muoviamo sempre più verso il metafisico, verso una dimensione altra, quella che porta all’inevitabile incontro con il Nosferatu.

Quest’ultimo, in fondo, non è poi così lontano da lei per natura, essendo anche lui cresciuto in un ambiente domestico insalubre, ma la sua reazione alle vessazioni subite è ben differente, l’odio lo domina e lo muta in un’entità demoniaca. Entrambi sono resi con grande abilità, dando vita a individui sfaccettati e riuscendo – soprattutto la ragazza (sebbene abbia 25 anni, un po’ troppi per incarnare un’adolescente …) – a rendere la tragedia dell’esistenza in modo tangibile, coinvolgente. Sia Ashleigh Cummings (Miss Fisher ‑ Delitti e misteri) che Zachary Quinto (American Horror Story), ognuno a modo suo, sono capaci di incarnare alla perfezione ruoli estremamente complessi. Il problema di NOS4A2 non sta nella recitazione, ma nella sceneggiatura (scritta a più mani), che affligge invece invece per eccesso di semplificazione Vic; il momento più oscuro della parabola della ragazza, il suo riavvicinamento a un amico d’infanzia, una reclusione involontaria, l’uso di sostanze stupefacenti, in generale la sua discesa agli inferi non è preparata, non è esplorata come avrebbe dovuto. Sembra solo un momento di passaggio, un tassello della diegesi per portarci allo scontro finale.

NOS4A2 zachary quinto serie amcA completare il microcosmo fatto di umano e di paranormale, di nostalgia e disperazione, di malvagità e tristezza ci sono poi diversi personaggi fondamentali. E la mancanza d’amore, genitoriale e non solo, muove in un modo o nell’altro ognuno di loro. C’è il turpe, eppure infantile Bing Partridge (Ólafur Darri Ólafsson). Anche lui maltrattato dal padre violento, è entrato in un circolo vizioso che lo conduce al lato oscuro e a Charlie Manx, di cui diviene aiutante. C’è la medium Maggie Leigh (Jahkara Smith), che prevede il futuro pescando da un sacchetto senza fondo pieno di tessere dello scarabeo, attingendo a una realtà parallela. Ci sono infine i bambini di Charlie, quelli che abitano Christmasland, innocenti ormai divenuti creature maligne. L’idea che la sofferenza si tramuti in pura malvagità è indubbiamente intrigante, ma il processo non viene mai approfondito con particolare attenzione.

Nello specifico, avremmo potuto assistere alla mutazione interiore ed esteriore, dopo il suo rapimento (1×03), della piccola Haley Smith (Darby Camp), giovane e sveglia amica di Vic, che s’imbatte per caso in Charlie e attira la sua nefasta attenzione. La perdita di una volontà e di identità proprie da parte della ragazzina è però repentina quanto immotivata; sembra bastino qualche lusinga, qualche dolcetto e un simpatico giocattolo per farle tradire un giuramento e dimenticare ogni precedente legame. Questo, come altre fondamentali svolte (quella già citata di Vic in primis, oppure il rapporto di lei col padre) avrebbero potuto essere punti indiscussi di forza di NOS4A2, mentre divengono mancanze imperdonabili. In ultimo, anche gli elementi fantastici / orrorifici, soprattutto i panorami ultraterreni di Christmastland (e altre dimensioni alternative) avrebbero potuto – e devuto – ricevere un maggiore spazio e una resa visiva più affascinante, mentre la terra in cui è sempre Natale di rado viene mostrata (soprattutto negli ultimi episodi) e si limita solamente a qualche casetta folkloristica, un Luna Park deserto, qualche lucetta natalizia e parecchia neve.

In definitiva, questa prima stagione di NOS4A2 non riesce a imporsi come un prodotto pienamente riuscito. Qua e là manca di coerenza e di completezza, quasi come come se più passaggi fondamentali fossero stati tagliati per motivi di tempo, mentre in altri aspetti è fin troppo ridondante (come nel sottolineare le capacità uniche di Vic). Nel complesso, resta una visione piacevole e abbastanza coinvolgente, specie nella prima metà, che crea aspettative poi decisamente disattese. In ogni caso, il finale aperto lascia spazio a possibili ulteriori sviluppi e aggiustamenti.

Di seguito trovate il full trailer internazionale della serie, nel catalogo streaming di Amazon Prime dal 7 giugno:

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