Un furto in banca, una storia vera e tanta azione: questo mistery italiano su Prime Video è un diamante nascosto
31/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Everybody Loves Diamonds è una perla tutta italiana che si nasconde nel catalogo delle offerte di Prime Video.

All’alba del 15 febbraio 2003, Anversa si sveglia nel caos. L’Antwerp Diamond Centre, uno degli edifici più sicuri al mondo, è stato violato. Centotretatré casseforti su centosessanta svuotate. Centocinquanta milioni di dollari in diamanti, contanti e pietre preziose volatilizzati. Un colpo che i media internazionali definiranno immediatamente il più grande furto di diamanti della storia. E ancora oggi, a distanza di oltre vent’anni, la polizia belga non riesce a spiegare completamente come sia stato possibile.
Questa storia vera, definita dai cronisti il furto impossibile, è diventata la spina dorsale di Everybody Loves Diamonds, la serie italiana Amazon Studios e Wildside disponibile su Prime Video. Otto episodi che mescolano heist drama e commedia, diretti da Gianluca Maria Tavarelli e scritti da un team di sceneggiatori di peso: Stefano Bises, già autore di Gomorra e ZeroZeroZero, insieme a Michele Astori, Giulio Carrieri e Bernardo Pellegrini.
La serie romanza gli eventi reali concentrandosi su Leonardo Notarbartolo, il palermitano cinquantenne soprannominato “l’artista”, interpretato da Kim Rossi Stuart. Notarbartolo non è un criminale qualunque. La sua storia professionale nel mondo dei diamanti inizia come assistente di un grosso commerciante ebreo, una posizione che gli permette di studiare dall’interno i meccanismi del Diamond Centre di Anversa, cuore pulsante del commercio mondiale di pietre preziose.
Per oltre due anni, Notarbartolo si costruisce una copertura perfetta: affitta un ufficio nel distretto dei diamanti, si presenta come uomo d’affari, guadagna accesso e fiducia. Ottiene persino il permesso di entrare nella zona protetta che ospita le centosessanta teche blindate, difese da un sistema di sicurezza che all’epoca rappresentava quanto di più avanzato esistesse: rivelatori di calore a raggi infrarossi, lucchetti con cento milioni di combinazioni possibili, sensori di movimento, telecamere multiple.
La genialità del piano sta nella pazienza. Niente colpi estemporanei, niente improvvisazione. Leonardo studia ogni dettaglio, ogni falla, ogni secondo della routine di sicurezza. E quando decide di agire, si circonda di persone che considera fidate, costruendo una banda che nella fiction diventa un ritratto corale di personalità agli antipodi.

Quello che rende il caso affascinante non è solo la portata economica, ma l’audacia tecnica. Come si aggira un sistema del genere? Come si svuotano centotretatré casseforti senza far scattare allarmi? La serie da una risposta romanzata, costruendo un puzzle narrativo che alterna presente e flashback, indagine e preparazione del colpo.
Ma questa storia ha un vantaggio: è realmente accaduta. Da qualche parte, in quella fredda mattina del febbraio 2003, qualcuno è davvero riuscito a violare uno dei sistemi di sicurezza più sofisticati del pianeta. E la polizia, ancora oggi, non sa esattamente come. Forse la serie tv su Prime può svelare quel mistero.
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