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Titolo originale: The X-Files , uscita: 10-09-1993. Stagioni: 12.

X-Files non sarebbe esistita senza questa serie horror di 20 episodi degli anni ’70

11/09/2026 news di William Maga

Prima di Mulder e Scully, Carl Kolchak indagava già su vampiri, mostri e fenomeni inspiegabili. Chris Carter ammise apertamente che fu proprio quella serie a ispirarlo

Darren McGavin in Kolchak The Night Stalker (1974) serie

Prima che Fox Mulder cominciasse a inseguire UFO e mostri nei sotterranei dell’FBI, un giornalista con cappello di paglia e macchina fotografica aveva già costruito buona parte del modello di X-Files. Si chiamava Carl Kolchak, aveva il volto di Darren McGavin e fu protagonista di una piccola saga horror degli anni ’70 oggi molto meno celebre della serie che avrebbe contribuito a ispirare.

Chris Carter, del resto, non ha mai cercato di nasconderlo. Intervistato da Rolling Stone nel 1997, il creatore di X-Files fu estremamente esplicito: «La serie che ha ispirato X-Files si chiamava Kolchak: The Night Stalker». Carter ricordava soprattutto la sua struttura: un reporter che, settimana dopo settimana, si imbatteva in un nuovo mostro. Era già, vent’anni prima di Mulder e Scully, il principio del futuro “monster of the week”.

Prima di X-Files, Carl Kolchak dava la caccia ai mostri

La storia iniziò nel 1972 con il film televisivo The Night Stalker, tratto da un romanzo di Jeff Rice e sceneggiato da Richard Matheson. Kolchak è un reporter di Las Vegas che indaga su una serie di omicidi e arriva a una conclusione che polizia e autorità non vogliono nemmeno prendere in considerazione: il responsabile potrebbe essere un vampiro.

Il film fu un successo enorme per ABC, tanto da diventare all’epoca uno dei film televisivi originali più visti nella storia della televisione americana. Seguì nel 1973 The Night Strangler, ancora con McGavin e ancora scritto da Matheson, prima che il personaggio ottenesse finalmente una serie settimanale.

Kolchak: The Night Stalker debuttò nel settembre del 1974. La formula era tanto semplice quanto destinata a diventare familiare: Kolchak si imbatteva in un crimine apparentemente inspiegabile, scopriva una causa soprannaturale e trascorreva il resto dell’episodio cercando di dimostrare una verità che nessuno era disposto ad accettare.

mulder e scully x-files stagione 2In appena 20 episodi incontrò vampiri, lupi mannari, zombie, androidi, assassini immortali, creature mutaforma e persino un motociclista senza testa. Il problema era che, alla fine, le prove sparivano quasi sempre e Kolchak tornava al punto di partenza: aveva visto l’impossibile, ma non riusciva a convincere nessuno.

Il DNA di Mulder è già tutto qui

È difficile non riconoscere il meccanismo che X-Files avrebbe perfezionato quasi vent’anni più tardi. Anche Mulder crede a ciò che istituzioni e colleghi liquidano come assurdo; anche lui cerca continuamente prove destinate a essere sottratte, distrutte o screditate; e anche X-Files alterna una mitologia più ampia a episodi autonomi costruiti attorno a una nuova creatura o anomalia.

Carter introdusse però una differenza fondamentale. Come spiegò lui stesso, tra Kolchak e X-Files erano trascorsi vent’anni durante i quali scienza e tecnologia avevano trasformato l’immaginario del paranormale. Agli antichi mostri si potevano affiancare genetica, UFO, clonazione, sorveglianza e cospirazioni governative. E al solitario Kolchak si sostituiva soprattutto la coppia Mulder-Scully, con il conflitto permanente tra fede e scetticismo.

Il debito era talmente esplicito che Carter cercò anche di coinvolgere direttamente Darren McGavin. L’attore sarebbe infine apparso in X-Files nei panni di Arthur Dales, un ex agente dell’FBI legato alla nascita stessa degli X-Files: un modo piuttosto trasparente di trasformare il protagonista spirituale della serie degli anni ’70 nel predecessore dei suoi eroi.

Una sola stagione, ma un’eredità enorme

Il paradosso è che Kolchak: The Night Stalker non fu affatto un successo duraturo. Dopo gli ascolti straordinari dei due film televisivi, la serie faticò a mantenere lo stesso pubblico. Produzione complessa, budget limitati, una collocazione televisiva poco favorevole e la crescente insoddisfazione dello stesso McGavin contribuirono alla chiusura dopo appena una stagione e 20 episodi.

Ma quella che poteva sembrare una parentesi fallimentare lasciò un’impronta molto più grande della sua durata. Quando X-Files arrivò nel 1993, il percorso era già stato tracciato: investigatore ostinato, autorità scettiche, mostro della settimana, verità che sfugge sempre un attimo prima di poter essere dimostrata.

Mulder e Scully avrebbero trasformato quella formula in uno dei fenomeni televisivi più influenti degli anni ’90. Ma prima che la verità fosse “là fuori”, Carl Kolchak aveva già passato anni a cercarla praticamente da solo.

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