12 aprile 2017

[recensione] Fast & Furious 8 di F. Gary Gray

Il nuovo capitolo della saga familiare con Vin Diesel è un no brain adrenalinico che rimane in pista pur essendo a corto di benzina creativa

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12 aprile 2017
vin fast 8

Adrenalina, tensione, macchine e muscoli tornano in questo ottavo capitolo del blockbuster del machismo per eccellenza. Ci si sarebbe aspettati il canto del cigno per il franchise con il settimo episodio, anche a causa della prematura scomparsa di Paul Walker e del suo personaggio Brian O’Conner e forse sarebbe stata una festa di pensionamento di tutto rispetto visto il miliardo e 500 milioni di dollari incassati e il successo del film. The show must go on, ma ce n’è davvero bisogno?

FAST 8 posterIl ritorno al volante della ‘famiglia’ di Dom è segnato dal peso di tutti i quasi 18 anni di corse clandestine, scazzottate e scarsità di trama. La formula vincente è sempre stata il connubio di stunt ben riusciti e ogni volta più ricercati, belle donne e tanto testosterone. Lo sforzo compiuto in Fast and Furious 8 (The Fate of the Furious) è evidente, hanno voluto puntare un po’ di più sul lato psicologico del protagonista, Dominic Toretto (Vin Diesel), che in un twist of plot si rivolta contro la sua famiglia e si allea con il villain del momento (Charlize Theron), trasformando lo spessore del personaggio da un foglio A4 a un cartonato bidimensionale. Si crea così una sorta di Civil War come tra Captain America e Iron Man nel MCU, si evince il dramma interiore del protagonista dilaniato dalla propria coscienza e costretto a rivoltarsi contro la sua squadra. Mentre per i personaggi Marvel ci sono in ballo ideologie differenti che spezzano l’armonia tra i singoli individui, qui Dom è semplicemente vittima di un ricatto che i più attenti possono intuire dopo i primi 5 minuti di film, perché la sceneggiatura non troppo ricercata lascia evidenti indizi. Se poco si può fare con la trama, si deve necessariamente puntare alle scene d’azione, che sono davvero ben congegnate, con stunt al limite delle leggi della fisica; nel film piovono letteralmente macchine! Dà prova di saperci fare il regista F. Gary Gray (Straight Outta Compton), che dirige con fluidità le acrobazie automobilistiche, volendo esagerare con esplosioni e situazioni al limite dell’assurdo . Ogni amante delle quattro ruote può esultare per la quantità di motori D.O.C. presenti, dalla fedele Impala alla Bentley arancione fiammante, per arrivare al carrarmato, all’aereo/cargo supertecnologico e perfino al sottomarino residuato bellico. F8 percorre i km della Guerra Fredda passando da New York a Cuba e Berlino per giungere in una ex base militare in Russia.

charlize fast 8Seppur sono implicate testate nucleari e minacce di stragi planetarie che trasformano il tutto quasi in un disaster movie, il leitmotiv della guerra combattuta sul piano psicologico si materializza tra i circuiti dei sofisticati apparecchi tecnologici, l’umanità viene minacciata dagli hacker. Dominique Toretto è costretto a interrompere la luna di miele a Cuba con la moglie Letty (Michelle Rodriguez) sotto il ricatto della cyber terrorista Cipher (Theron). L’attrice sudafricana, anche grazie alla bellezza algida e allo sguardo malinconico, riesce a dare credibilità al personaggio e a tenere alta la tensione. Come suo aiutante troviamo Rhodes (Kristofer Hivju), spietato e brutale come nel ruolo che interpreta nella serie Il Trono di Spade. Dom si trova così costretto a voltare le spalle alla sua squadra di sempre e a lavorare per Cipher. Tra gli amici di una vita ritroviamo invece Roman Pearce (Tyrese Gibson), lo scemo del villaggio dalla comicità scontata e stupida quasi ai livelli di Chris Hemsworth in Ghostbusters 2, Tej Parker (Ludacris) e Ramsey (Nathalie Emmanuel), geni dell’informatica che svolgono senza troppi sforzi il loro ruolo di comprimari. Torna naturalmente anche l’agente Luke Hobbs interpretato da Dwayne Johnson. The Rock è sempre sinonimo di successo quando si parla di film d’azione, ha la fisicità e la personalità giuste per interpretare il gigante muscoloso dal cuore tenero. Possiamo “annusare cosa sta cucinando”, in perfetto stile dei tempi d’oro con la WWE, gli basta alzare il sopracciglio per tenere alta l’attenzione dello spettatore. Le scene comiche tra lui e Deckard Shaw (Jason Statham), altro pilastro del genere adrenalinico, nemici giurati costretti a collaborare, spezzano il ritmo di tensione creando un piacevole clima goliardico. Anche qui forse si attinge alla recente e vincente svolta umoristica Marvel. Sempre in tema WWE, come forse ricorderete c’è stato anche il feud a suon di tweet tra Diesel e Johnson, in un tentativo di mescolare rivalità fittizia con vita vera come nelle migliori storyline della lotta professionistica americana, tutto chiaramente per promuovere F8. A dirigere la squadra dei buoni troviamo l’agente governativo più anziano Frank Petty (Kurt Russel) e il giovane Eric Reisner (Scott Eastwood), la cui evidente inesperienza è metafora delle qualità attoriali del figlio d’arte. A schiacciare ulteriormente il pulsante del NOS che aumenta la qualità della pellicola c’è il cameo di Helen Mirren, in un ruolo a sorpresa che però non vi sveliamo.

Nel complesso quindi Fast & Furious 8 si rivela un no brain adrenalinico che cerca di svecchiare una saga a cui rimane ben poco da dire. Lo scheletro osteoporotico della sceneggiatura si regge esclusivamente su un cast di star che funziona bene e su scene d’azione spettacolari ma sempre meno credibili. Ci si domanda cosa potranno proporre in nel già annunciato nono capitolo senza (s)cadere troppo nel ripetitivo … La risposta forse è nello spazio (anche se a quanto pare questa idea è stata smentita, purtroppo …).

Di seguito il trailer ufficiale italiano di Fast & Furious 8, nei cinema dal 14 aprile:

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[recensione] Fast & Furious 8 di F. Gary Gray
Descrizione
Il nuovo capitolo della saga familiare con Vin Diesel è un no brain adrenalinico che rimane in pista pur essendo a corto di benzina creativa
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Il Cineocchio
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