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Titolo originale: The Nun , uscita: 05-09-2018. Budget: $22,000,000. Regista: Corin Hardy.

26 cose da sapere su The Nun – La Vocazione del Male di Corin Hardy

18/09/2018 news di Redazione Il Cineocchio

Curiosità e aneddoti sulla lavorazione dello spin-off di The Conjuring - Il caso Enfield incentrato sul terribile demone con sembianze di suora Valak, col quale devono vedersela Demian Bichir e Taissa Farmiga

Bonnie Aarons in The Nun (2018)

Esplorando un nuovo angolo oscuro dell’universo di The Conjuring, The Nun – La vocazione del male (la nostra recensione), horror diretto da Corin Hardy (The Hallow) e prodotto da James Wan e da Peter Safran, intende ora addentrarsi nelle origini sconvolgenti della Suora demoniaca Valak (interpretata da Bonnie Aarons, il nostro ritratto dell’attrice), già apparsa brevemente in The Conjuring 2 – Il caso Enfield del 2016.

Questa la trama ufficiale:

Quando una giovane suora di clausura si toglie la vita in un’abbazia della Romania, un prete con un passato burrascoso e una novizia in procinto di prendere i voti, vengono inviati dal Vaticano per fare luce sull’evento. Insieme scopriranno il diabolico segreto dell’ordine. Mettendo a repentaglio non solo le proprie vite, ma anche la loro fede e le loro anime, si troveranno ad affrontare una forza malvagia che ha le sembianze della stessa suora demoniaca che ha terrorizzato il pubblico in “The Conjuring – Il caso Enfield” mentre l’abbazia diventerà un campo di battaglia tra i vivi e i dannati.

Tra i protagonisti del film – la cui sceneggiatura è stata scritta da Gary Dauberman (IT, Annabelle) – ci sono anche Demian Bichir (Per una vita migliore), che interpreta Padre Burke, Taissa Farmiga (American Horror Story), nel ruolo di Sorella Irene e Jonas Bloquet (Elle) in quello di Frenchie, un abitante del luogo.

Di seguito, nelle 26 cose da sapere, scoprite curiosità e aneddoti sulla lavorazione di The Nun – La Vocazione del Male:

1) Peter Safran ha rivelato che il ruolo del chierico è stato scritto pensando proprio al nativo messicano Demian Bichir. Taissa Farmiga si è invece talmente calata nel suo personaggio che nel corso della produzione ha effettivamente avuto degli incubi.

2) Lo sceneggiatore Gary Dauberman ha detto di aver tratto ispirazione da Castlevania, da I Predatori dell’Arca Perduta e da Il Nome della Rosa.

3) The Nun – La Vocazione del Male è stato girato interamente in Romania, in location a Bucarest e in Transilvania, in particolare due castelli del 14° secolo e un fortino medievale abbandonato, che hanno contribuito a dare l’autentica estetica classica degli horror. Alcuni interni sono stati allestiti in teatri di posa presso i Castel Film studios della capitale romena.

4) Per trovare l’Abbazia di Santa Carta, i realizzatori sono volati a Bucarest, per poi arrivare ​​in Transilvania, passando attraverso villaggi remoti nella regione storica della Romania. A Hunedoara hanno trovato il castello dei Corvino, una struttura originale situata in cima ad una montagna dal 14° secolo.

5) La scenografa Jennifer Spence e la sua squadra hanno costruito un ulteriore punto di accesso sul retro del castello. I proprietari ne sono rimasti così entusiasti di questa modifica da chiedere di non demolirla a fine produzione, per valorizzare la struttura agli occhi dei turisti.

6) Sono stati piantati un gran numero di alberi per creare un ambiente inquietante e sono state aggiunte centinaia di croci. Inoltre, il team della Spence ha costruito la statua della Vergine Maria nel cortile dell’abbazia, anch’essa presente nelle riprese all’interno del castello dei Corvino.

7) Le scenografie autentiche realizzate da Jennifer Spence consistevano in mobili e manufatti di Vienna e della Romania.

8) La combinazione di colori usata dalla Spence si è basata in gran parte sull’abbigliamento in bianco e nero delle monache. Come lei stessa ha detto: “Corin Hardy ed io abbiamo reputato idoneo l’utilizzo di una quantità minima di colore, per far emergere i personaggi delle suore. Abbiamo inoltre scelto di utilizzare del verde per un’atmosfera molto terrena.”

9) Come tutti i film dell’universo di The Conjuring, sul set di The Nun – La Vocazione del Male è stato chiamato un prete per benedire il film.

10) Poiché il castello dei Corvino non disponeva di tutti gli spazi necessari per la produzione, i realizzatori hanno scelto un secondo castello per integrare l’abbazia. Situato nella Transilvania occidentale, nel villaggio di Cris, il castello di Bethlen è stato progettato dallo stesso architetto medievale del castello dei Corvino, quindi era nello stesso stile e si adattava perfettamente agli scopi di ripresa di Corin Hardy.

11) Durante il tragitto verso Cris, la squadra ogni giorno sentiva un odore di bruciato nello stesso punto di strada, per il quale non c’era alcuna spiegazione. Considerando il loro scopo nella zona, alcuni credevano che potessero essere gli spiriti maligni che infestavano ancora l’antico castello.

12) Il castello di Bethlen era l’ideale per il convento, dove a padre Burke e suor Irene viene detto di restare per la notte e dove iniziano a verificarsi degli eventi inquietanti. Jennifer Spence ha spiegato: “Tutte le stanze erano incompiute e in disordine, le finestre non si aprivano. C’erano degli elementi organici che ho scelto di mantenere, come le tracce di serpenti sui soffitti”. La Spence ha anche costretto gli artigiani locali a costruire finestre e porte modellate su quelle originali danneggiate. “Non solo è servito per il nostro film, ma è stato anche bello restituire qualcosa al posto in cui stavamo girando”.

13) La squadra della Spence ha costruito l’intero cimitero, pieno di lapidi antiche, croci e campane d’epoca funzionanti, che erano un’antica usanza per coloro che venivano erroneamente sepolti vivi, impedendo loro di soffocare fino alla morte.

14) La fortezza di Mogoşoaia è la terza location scelta dai realizzatori durante il loro scountig per The Nun – La Vocazione del Male in Transilvania. Il complesso militare abbandonato conteneva i tunnel che nel film conducono al sottosuolo dell’abbazia.

15) Durante i preparativi, Corin Hardy ha vissuto un’ esperienza soprannaturale. Ha raccontato: “Anche se sono un fan dell’horror e ho passato la vita a creare mostri, in fondo sono uno scettico, sempre in attesa di un incontro con un’entità soprannaturale che mi facesse ricredere … ebbene, in quella fortezza qualcosa è successo. I monitor erano fuori dal corridoio principale in una stanza buia e completamente isolata. I lunghi movimenti della telecamera richiedevano un impianto piuttosto grande, che occupava le entrate e le uscite. Entrando ho visto un paio di ragazzi seduti sulle sedie alla mia sinistra, li ho salutati e mi sono seduto dandogli le spalle, rivolto verso il monitor per ben 15 minuti ad osservare le riprese. Ero entusiasta del risultato e nel voltarmi per dire ‘Wow, avete visto? Era perfetto!’ non c’era nessuno. Nemmeno le sedie”.

16) Tra le altre location della Transilvania che sono state utilizzate ci sono Sighişoara, il luogo di nascita di Vlad l’Impalatore, meglio conosciuto come il Conte Dracula; Copsa Mar; il Palazzo di Mogoşoaia, divenuto l’ospedale St. Vincent, dove si incontrano padre Burke e suor Irene, e il Palazzo del Parlamento di Bucarest, che è diventato il Vaticano.

17) La particolarità della ‘stanza della tomba’ sono quattro sepolcri che presentano maschere mortuarie ricalcate sui volti di Corin Hardy, Gary Dauberman, Maxime Alexandre (il direttore della fotografia) e del produttore esecutivo Michael Clear, così come una maschera mortuaria sul muro riproduce il viso del primo assistente alla regia di The Nun – La Vocazione del Male, Harry Boyd.

18) Dopo l’ultimo giorno delle riprese principali, il regista ha cantato un brano intitolato “The Convent Blues” insieme a un membro della squadra rumena, come ringraziamento al cast e alla troupe. La canzone racconta la storia del film e la sua lavorazione, facendo riferimento al maggior numero possibile di membri del cast e della troupe. E’ stata composta quello stesso giorno, mentre si recava sul set.

19) Sono stati celati in bella vista alcuni Easter Egg relativi agli altri film della saga di The Conjuring, tra cui la foto del gruppo di suore e una croce di Annabelle 2: Creation. Jennifer Spence ha nascosto la parola Valak sui set e non solo: “Di riferimenti ce ne sono. Spero di esser riuscita a renderli difficile da trovare”. Gli spettatori più attenti li troveranno tra gli alberi della foresta, sul telaio della finestra di Suor Victoria, sulla targa del camion coi bagagli e in vari articoli appesi a Criş.

20) La gran parte dei costumi sono stati realizzati in Romania. Per gli abiti civili di padre Burke, la costumista Sharon Gilham – ex compagna di Corin Hardy alla Wimbledon School of Art – ha utilizzato lo stile autentico del periodo (anni ’50), prediligendo le tonalità scure. Il crocifisso attorno al collo di padre Burke è stato acquistato in un mercato in Romania.

21) La Gilham ha inserito una tela rigida nel velo di alcuni dei costumi delle suore, e un fil di ferro sul bordo per renderlo rigido, in modo che assomigliasse a un cappuccio: “Sono quasi come i cavalli che hanno un campo visivo ridotto; hanno dovuto muovere l’intera parte superiore del corpo per girare la testa. Ogni singola attrice che l’ha indossato, insieme a tutti gli strati del costume, ha detto di essersi sentita davvero in un’altra epoca”.

22) L’abito della Suora Demoniaca di The Conjuring 2 – Il caso Enfield è stato invece spedito a Bucarest, dove Sharon Gilham lo ha rimodellato nelle stesse trame e tessuti delle altre suore, con quello che lei definisce “una vibe anni ’50“.

23) Eleanor Sabaduquia è il capo del reparto make-up che ha progettato l’aspetto della Suora, originariamente creato con James Wan in The Conjuring 2 – il caso Enfield. Ogni volta che ha applicato il trucco della Suora, il risultato variava leggermente perché era dipinta a mano, con protesi minimali e nessuna digitalizzazione.

24) Si tratta del primo film dell’universo horror di The Conjuring in cui non compare Joseph Bishara, né come attore, né come compositore.

25) Ogni sfondo delle “scene di chiesa” è stato costruito da zero, perché in Romania è vietato filmare gli interni delle chiese.

26) Nonostante The Conjuring e il suo seguito siano basati su eventi reali, questo film non è basato su alcun evento storico realmente accaduto, ma è interamente frutto di fantasia.

Di seguito potete gustarvi il full trailer italiano e più sotto quello internazionale di The Nun – La Vocazione del Male, nei nostri cinema dal 20 settembre:

LEGGI LA RECENSIONE

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