Die Hard incontra Top Gun Maverick in questo action con Samuel L. Jackson
18/09/2026 news di Andrea Palazzolo
Samuel L. Jackson completa la trilogia action con Renny Harlin dopo 30 anni. Il presidente USA intrappolato in limousine blindata.

Samuel L. Jackson è il quinto attore più redditizio di tutti i tempi, con quasi 15 miliardi di dollari al botteghino. Eppure, gli ultimi anni sono stati stranamente sottotono per una leggenda vivente del cinema d’azione. Dopo The Marvels e Secret Invasion nel 2023, i suoi progetti più visibili sono stati il criticatissimo Argylle e un ruolo vocale in The Garfield Movie. Non esattamente quello che ci si aspetterebbe da uno che ha ridefinito il concetto stesso di coolness cinematografica.
The Beast è uno di quei film con l’attore che va recuperato per rendersi conto quanto sia bravo e quanto focalizzi l’attenzione generale. Jackson si ritrova, così, al centro di un action movie vecchia scuola, sudato, violento e tremendamente divertente. Diretto da Renny Harlin, maestro indiscusso dell’action degli anni ’90, il film è molto più di un semplice ritorno alle origini. È la chiusura di un cerchio iniziato esattamente trent’anni fa.
Jackson interpreta il presidente degli Stati Uniti, intrappolato all’interno della limousine presidenziale blindata soprannominata The Beast, sotto attacco da parte di una milizia armata fino ai denti. Niente Air Force One questa volta, ma una gabbia d’acciaio su quattro ruote. Il conducente, interpretato da Joel Kinnaman, è ferito. Il presidente è solo contro un esercito. E se pensate che questo vi ricordi qualcosa, avete ragione.
The Beast fonde infatti gli elementi cardine di due pietre miliari del cinema d’azione: Die Hard e Air Force One. Come Harrison Ford nel classico del 1997, Jackson veste i panni del comandante in capo sotto assedio, costretto a trasformarsi da leader politico a guerriero solitario. Ma al posto dell’aereo presidenziale, lo scenario si restringe ancora di più: un singolo veicolo blindato, circondato dal caos. L’ambiente claustrofobico, l’eroe isolato che combatte contro nemici superiori numericamente, l’arsenale improvvisato e la predilezione per le imprecazioni: è Die Hard distillato nella sua forma più pura.
Quello che rende The Beast ancora più intrigante è il suo tempismo. In un panorama dominato da supereroi, universi condivisi e sequel pianificati con anni di anticipo, un film come questo sembra quasi anacronistico. È un action stand-alone, con una premessa semplice e diretta, senza pretese di costruire franchise o lanciare universi espansi. È cinema d’intrattenimento puro, che punta tutto sulla chimica tra regista e attore, su set-piece ben congegnati e su quella particolare alchimia che solo i grandi del genere sanno creare.
Jackson ha 77 anni, ma il trailer di The Beast mostra un uomo che non ha alcuna intenzione di rallentare. Il presidente che interpreta non è un leader distaccato protetto dai servizi segreti: è un combattente, costretto a prendere il volante e a guidare attraverso una zona di guerra urbana mentre i proiettili rimbalzano sulla carrozzeria blindata. È il tipo di ruolo fisico e viscerale che molti attori della sua generazione hanno abbandonato da tempo.
The Beast sembra voler riportare indietro le lancette, non per nostalgia fine a se stessa, ma per ricordare che certe formule funzionano ancora. Un attore carismatico, un regista che conosce il linguaggio dell’action, una premessa solida e la volontà di non prendersi troppo sul serio. Non serve altro.
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