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Titolo originale: Kraven the Hunter , uscita: 11-12-2024. Budget: $130,000,000. Regista: J.C. Chandor.

Doveva espandere l’universo di Spider-Man, finì per seppellirlo: ora questo controverso cinecomic è su Netflix

13/09/2026 news di Stella Delmattino

Kraven – Il Cacciatore fu l’ultimo atto di un esperimento hollywoodiano costato centinaia di milioni: costruire una saga sui nemici dell’Uomo Ragno senza mostrare l’Uomo Ragno

Aaron Taylor-Johnson in Kraven - Il cacciatore (2024)

Per sei anni Sony ha tentato uno degli esperimenti più strani dell’era dei cinecomic: costruire un intero universo cinematografico attorno ai personaggi di Spider-Man lasciando Spider-Man quasi completamente fuori dall’equazione. Poi arrivò Kraven – Il Cacciatore. Doveva aggiungere un altro tassello a quella saga. Finì invece per diventarne, almeno nella forma conosciuta fino a quel momento, il capolinea.

Ora il film con Aaron Taylor-Johnson ha una seconda occasione. Dall’11 settembre è disponibile su Netflix Italia ed è già comparso tra i “Titoli del momento” della piattaforma. Una sorte curiosa per un cinecomic che meno di due anni fa aveva registrato il peggior debutto americano dell’universo Marvel costruito da Sony.

Un universo di Spider-Man senza Spider-Man

Per capire perché Kraven sia diventato così emblematico bisogna tornare al 2018. Venom incassò oltre 850 milioni di dollari nel mondo e dimostrò che almeno uno dei nemici storici dell’Uomo Ragno poteva reggere un blockbuster senza avere Peter Parker accanto.

Il successo suggeriva una possibilità enorme: utilizzare la vasta galleria di personaggi legati ai fumetti di Spider-Man per costruire un universo parallelo. Il problema era nascosto proprio nella premessa. Molti di quei personaggi erano diventati celebri perché antagonisti di Spider-Man, ma il loro principale avversario non era realmente disponibile per quelle storie.

Così arrivarono Morbius, Madame Web e infine Kraven – Il Cacciatore, mentre la trilogia di Venom rimase l’eccezione commerciale più evidente. I villain venivano trasformati in protagonisti o antieroi, ma l’incontro che sembrava naturale continuava a non avvenire.

Kraven doveva essere un altro tassello. Fu il punto di rottura

Sulla carta, Sergei Kravinoff sembrava persino uno dei candidati più facili da reinventare. Aaron Taylor-Johnson interpreta il figlio di un brutale boss criminale, Nikolai, interpretato da Russell Crowe. Dopo un evento traumatico, Sergei sviluppa capacità sovrumane e diventa un cacciatore deciso a eliminare uomini ancora più spietati di lui.

Il film di J.C. Chandor provò inoltre a distinguersi dal cinecomic medio puntando su un rating americano R, combattimenti sanguinosi e una violenza decisamente più esplicita. Nel cast c’erano anche Ariana DeBose, Alessandro Nivola, Christopher Abbott e Fred Hechinger.

Ma quando Kraven arrivò nei cinema americani nel dicembre 2024, il pubblico praticamente non si presentò.

Il film debuttò con appena 11 milioni di dollari negli Stati Uniti, il peggior esordio fino a quel momento per uno dei film Marvel prodotti da Sony. A fronte di un budget di produzione stimato in circa 110 milioni, concluse la sua corsa mondiale a circa 60 milioni di dollari: poco più della metà del solo costo di produzione, prima ancora di considerare marketing e distribuzione.

Russell Crowe e Levi Miller in Kraven - Il cacciatore (2024)Il 15% della critica e il curioso 72% del pubblico

Nemmeno le recensioni aiutarono. Su Rotten Tomatoes Kraven – Il Cacciatore conserva un 15% di giudizi positivi della critica. Storia convenzionale, effetti visivi poco convincenti e soprattutto la difficoltà di giustificare ancora una volta un celebre avversario di Spider-Man senza Spider-Man furono tra i problemi maggiormente evidenziati.

Ma qui emerge un dato curioso: il giudizio degli spettatori verificati sulla stessa piattaforma arriva invece al 72%. Una differenza di ben 57 punti che non basta a trasformare Kraven in un cult incompreso – il pubblico intervistato all’uscita dalle sale gli assegnò infatti un mediocre “C” su CinemaScore – ma suggerisce che il film possa trovare in streaming spettatori più disposti ad accettarne gli eccessi.

Dopo Kraven, Sony cambiò rotta

Il vero significato del flop, però, va oltre i suoi incassi. Quando Kraven arrivò nelle sale, Sony non aveva altri film live action dedicati ai villain dello Spider-Man Universe annunciati in calendario dopo di lui. Dopo gli insuccessi di Morbius e Madame Web e la conclusione della trilogia di Venom, l’esperimento che avrebbe dovuto generare una rete sempre più ampia di personaggi si era sostanzialmente fermato.

Il paradosso rimane notevole: un universo nato sfruttando la popolarità di Spider-Man si è esaurito senza essere mai riuscito a mettere davvero Spider-Man al centro della propria storia.

Non significa naturalmente che Sony abbia abbandonato l’Uomo Ragno. Il personaggio e il suo mondo continuano attraverso progetti direttamente legati a Spider-Man, compresi i film live action e l’universo animato dello Spider-Verse. A interrompersi è stata quella particolare strategia basata sui lungometraggi standalone dedicati ai suoi comprimari e antagonisti.

Netflix può cambiare il destino di Kraven?

Ed è proprio questo che rende interessante ritrovarlo oggi su Netflix. Tolto dal peso di un budget da 110 milioni, dalle aspettative di un nuovo franchise e dalla necessità di convincere qualcuno a comprare un biglietto, Kraven diventa semplicemente un action Marvel violento e sopra le righe di poco più di due ore.

Il suo arrivo tra i titoli del momento non cancellerà certo quello che accadde al botteghino. Ma potrebbe regalare al film qualcosa che nelle sale non riuscì mai a trovare: un pubblico abbastanza numeroso da giudicarlo per quello che è, anziché per l’universo cinematografico che avrebbe dovuto contribuire a costruire.

Perché alla fine l’ironia più grande di Kraven – Il Cacciatore è proprio questa: il più grande cacciatore dell’universo di Spider-Man arrivò al cinema quando quell’universo non aveva ormai quasi più nulla da cacciare.

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